Assolombarda

Milano, ecco perché l’occupazione femminile regge meglio che nel resto d’Italia

Si chiama “Your Next Milano” la nuova piattaforma di Assolombarda, a cura del Centro Studi, ideata per ospitare le analisi su Milano e su alcuni asset di sviluppo della città

Clienti in un bar di Milano - Ansa

3' di lettura

L’impatto della pandemia sul mercato del lavoro, sullo smartworking, sull'economia, sulle disuguaglianze, sulla mobilità, sull'attrattività. Sono queste alcune delle analisi contenute in “Your Next Milano” la nuova piattaforma di Assolombarda, a cura del Centro Studi, ideata per ospitare le analisi su Milano e su alcuni asset di sviluppo della città.

Il più recente di questi focus riguarda l'occupazione femminile durante la crisi pandemica, e mette in luce la minore perdita di occupazione delle donne a Milano nel 2020 rispetto agli uomini.

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Milano, l’occupazione femminile tiene di più

Un risultato in controtendenza rispetto a quanto accade a livello nazionale. Infatti, sono più di 5mila le donne che hanno perso il lavoro a Milano nel 2020, pari al -0,7% delle occupate. Il calo è però più contenuto di quello degli uomini (-1,8%) a differenza di quanto accade in Italia, dove è la componente femminile a soffrire maggiormente.

È l'effetto della struttura economica del territorio, che vede - prima di tutto - una forte presenza di donne in settori rilevanti dell'economia locale e che sono stati fondamentali nella pandemia, come la sanità e il commercio di beni essenziali. Oltre ad una concentrazione delle donne in lavori a maggiore contenuto professionale dove è stato possibile un uso più esteso dello smart working di emergenza.

Quarta provincia per tasso di occupazione rosa

In secondo luogo, Milano è da sempre una città che offre più opportunità lavorative alle donne rispetto al resto del Paese. Infatti, è la quarta provincia italiana dopo Trieste, Bologna e Bolzano per tasso di occupazione femminile: al 64,2% nel 2020, ben sopra la media nazionale del 49%.

Gap di genere, Germania ancora lontana

Tuttavia, rimane ampio il gap di genere: 9 punti percentuali distanziano il tasso di occupazione femminile da quello maschile a Milano, molti meno dei 28 punti nazionali ma ancora troppi rispetto ai benchmark europei. Infatti, rispetto alle regioni europee a maggior vocazione produttiva, la percentuale di donne occupate a Milano è in linea con Cataluña (65,0%) e Rhone-Alpes (65,7%), ma ancora lontana dalle regioni tedesche, vicine al 75% (Baden Wurttemberg 74,8%, Bayern 75,8%).

Se guardiamo, tuttavia, al gap di genere, i 9 punti percentuali di Milano sono quasi il doppio della distanza tra occupazione maschile e femminile in Rhone-Alpes (5,2 punti) e comunque ben al di sopra di quello delle altre regioni benchmark, intorno ai 7 punti.

Infine, questa crisi si differenzia dalle passate per una crescita più rapida e consistente della inattività, in particolare per effetto della sfiducia a trovare un impiego. Tra il 2019 ed il 2020, infatti, la quota di popolazione che non ha un lavoro né lo cerca (gli inattivi) è aumentata sia tra gli uomini (dal 19,8% al 22,3%), sia tra le donne (dal 30,1% al 31,8%, quindi con una crescita più contenuta di +1,7 punti), ma la stessa dinamica nasconde una differenza sostanziale.

Le dinamiche tra gli inattivi

Tra gli uomini è diventato inattivo sostanzialmente chi ha perso il lavoro, il calo dell'occupazione maschile è infatti speculare, -2,6 punti, e il tasso di disoccupazione rimane sostanzialmente invariato. Al contrario, la maggior quota di donne inattive deriva in parte dal calo del tasso di occupazione (-1,2 punti), in parte dalla diminuzione della disoccupazione (-0,5 punti, dal 6,3% del 2019 al 5,8% del 2020). Pertanto, per la componente femminile la condizione di inattività (e l'effetto scoraggiamento) si è verificata sia tra chi ha perso il posto di lavoro, sia tra chi ha smesso di cercarlo. Rispetto a questa dinamica complessiva, a Milano si distinguono le donne tra i 18 e i 29 anni, che nell'anno della pandemia non hanno rinunciato a cercare (e alcune a trovare) opportunità lavorative: nel 2020 infatti diminuiscono le giovani inattive (-0,6 pp, dal 49,2% al 48,6%), aumentano le disoccupate (+0,7 pp), crescono lievemente le occupate (+0,2 pp).

Smart city e internazionalizzazione

A partire da fine giugno, con cadenza mensile, su Your Next Milano verranno pubblicate altre ricerche dedicate a smart city – anche qui con un confronto con i benchmark europei –; internazionalizzazione delle imprese e loro tenuta competitiva in termini di export e di partecipazione alle filiere globali; attrattività di Milano nel confronto globale verso i talenti, gli studenti, i turisti, gli investimenti esteri.

La nuova piattaforma sarà, inoltre, integrata con “Genio & Impresa”, il web magazine di Assolombarda.


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