Bilancio previsionale

Milano fa il pieno di turisti: tassa di soggiorno a +30%

Il Comune stima per il 2020 che Sea darà 40 milioni di utili e 35 milioni di riserve

di Sara Monaci


Qualità della vita: è ancora Milano la città dove si vive meglio

3' di lettura

Nel bilancio preventivo del 2020 del Comune di Milano c’è la testimonianza della crescita della città come meta turistica. Palazzo Marino si aspetta un incasso tra i 50 e i 55 milioni dalla tassa di soggiorno, circa il 30% in più rispetto al 2017.

Prudenzialmente verranno iscritti nell’esercizio previsionale del prossimo anno 45 milioni, ma il trend è chiaramente in crescita: a inizio 2019 ci si aspettavano 44 milioni, ma nell’assestamento di bilancio di novembre sono stati inseriti 5 milioni in più.

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Nel 2020 potrebbe addirittura andare meglio, visto che Milano si sta confermando una meta turistica sempre più ambita, sia per gli italiani che per gli stranieri, secondo un trend iniziato nel 2015, anno dell’Expo, e proseguito successivamente. La fama della città è migliorata, come evidenziato anche dalle ultime analisi della Camera di commercio di Milano e Monza.

Milano si prepara a festeggiare il 2020

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Ecco come è cresciuto l’incasso della tassa di soggiorno negli ultimi anni. Nel 2017 era di 41,4 milioni; nel 2018 di 45,4 milioni; nel 2019 l’assestamento di bilancio ha messo in evidenza 50 milioni. Una crescita che in buona parte è da attribuirsi all’accordo tra l’amministrazione comunale e la società Airbnb, che adesso paga direttamente al Comune la tassa imposta ai propri clienti, superando il rischio di evasione. Sono peraltro in dirittura d’arrivo altri accordi con altri portali turistici.

La giunta guidata da Giuseppe Sala ha indicato le linee guida del bilancio previsionale del 2020. Poi a gennaio verrà approvato e sottoposto al voto del consiglio comunale.

Dal primo documento preliminare si evince che un altro traguardo raggiunto negli ultimi anni dall’amministrazione sono gli incassi della galleria Vittorio Emanuele II. Con il metodo della gara pubblica e dell’attualizzazione del valore degli immobili, il Comune mette ora in bilancio 40 milioni (5 in più rispetto al 2019, e ogni anno la cifra sale).

Gli incassi dalle partecipate

Per quanto riguarda le altre voci di incasso, quella più sostanziosa è ancora una volta quella relativa alla partecipata Sea, la società aeroportuale di Linate e Malpensa. Anche nel 2020 contribuirà al bilancio con i suoi 40 milioni di utili, a cui si aggiungerà un prelievo straordinario dalle riserve da 35 milioni (84 milioni in tutto tra il 2019 e il 2020). Verranno utilizzati per la spesa corrente.

Finiranno invece in conto capitale i 92 milioni che derivano dal recesso del 18% della holding autostradale Serravalle. La trattativa con la società è durata 3 anni, e alla fine l’ha vinta l’assessore al Bilancio di Milano Roberto Tasca: la società era disposta a dare 75 milioni, ma il Comune ne ha ottenuti 92 grazie ad una nuova perizia sul valore delle azioni. Di questi, 65 sono stati liquidati subito, mentre 27 finiranno nel bilancio 2020. Verranno utilizzati per i progetti di recupero delle periferie.

Debito e spesa

Palazzo Marino ha ristrutturato il debito, liberando 190 milioni in tre anni grazie all’allungamento delle scadenze da 15 a 24 anni. Di questi, 50 milioni verranno usati nel 2020. Dal fondo di solidarietà nazionale per i Comuni, a Milano arrivano 3 milioni (su 100 totali).

Per quanto riguarda l’impatto del trasporto pubblico, il contratto con la controllata Atm rimane uguale anche nel 2020. La società percepisce 730 milioni all’anno, di cui 270 di finanziamento regionale e 380 milioni di introiti derivante dai biglietti.

Nel 2020 ci sarà inoltre l’esenzione Irpef fino a 23mila euro (dagli attuali 21mila euro); interventi agevolativi per indigenti e disabili; più fondi per la manutenzione di scuole e di strade. Il Comune spenderà 80 milioni per gli educatori delle scuole.

«Il bilancio del prossimo triennio prevederà una maggiore equità sul fronte della politica fiscale e sociale – spiega l’assessore Tasca –. L’estensione della fascia di esenzione Irpef e gli interventi su indigenti e disabili vanno in questa direzione. Milano crescerà nel modo giusto solo se crescerà in modo equilibrato cercando di non lasciare indietro nessuno, ma anche contenendo la spesa. Chi gestisce oggi l’amministrazione deve assicurare di non lasciare in eredità alle future generazioni il peso di un indebitamento insostenibile».

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