LA MAPPA DELLE SFILATE

Milano fashion week, i big puntano su nuove location seguendo l’evoluzione della città

di Marta Casadei


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3' di lettura

La fashion week di Milano scalda i motori in vista del 20 febbraio, giorno d’inizio. E, in un momento storico in cui Milano “brilla” a livello nazionale ( Il Sole 24 Ore l’ha consacrata prima per Qualità della vita 2018 tra tutte le province italiane) e internazionale (Wallpaper le ha assegnato il Design Award come Best City ), le aziende puntano anche su location diverse, valorizzando la città e i suoi luoghi storici. E accendono i riflettori sulle ormai ex aree industriali, oggi sede dei loro headquarter.

Guardando il calendario ufficiale - la prima bozza è stata diffusa ieri: 60 eventi di cui 10 sfilate co-ed - si notano già i primi cambiamenti: Etro abbandona per la prima volta la storica location in via Piranesi (il Palazzo del Ghiaccio) e sceglie di presentare la collezione autunno-inverno 2019/20 al Conservatorio per  «dare alla collezione una cornice dalla connotazione culturale importante: i chiostri del Conservatorio, luogo storico di segreta bellezza di Milano», ha detto Veronica Etro.

Anche Salvatore Ferragamo “rompe gli schemi” e dopo 12 anni lascia Palazzo Mezzanotte, sede di Borsa Italiana, alla volta di un altro luogo storico di Milano: la Rotonda della Besana. «Eravamo alla ricerca di un luogo dalla connotazione più classica e storica - ha detto Paul Andrew, direttore creativo della collezione donna - ma che, allo stesso tempo, rappresentasse un riferimento dinamico per la città. La sua pianta rotonda inoltre dona una sensazione di inclusività, perfettamente in linea con i valori della maison che vogliamo comunicare». A sfilare in Piazza Affari sarà invece Versace.

Cambia location (ma solo per qualche decina di metri) anche la sfilata Giorgio Armani. Che, abbandonato il posizionamento in chiusura del calendario a favore del sabato sera, andrà in scena al Silos, museo inaugurato per celebrare ii 40 anni di carriera del designer e imprenditore. La linea Emporio Armani, invece, rimarrà “a casa”, all’Armani Teatro. Bottega Veneta, invece, rientra nel calendario milanese con uno show in Piazza Sempione, sotto l’Arco della Pace, una location un tempo cara a Roberto Cavalli che per quest’anno, invece, ha scelto i Giardini Pubblici Indro Montanelli.

Max Mara, invece, allestirà il suo show all’Università Bocconi, nell’edificio di via Roentgen che ospita le facoltà dell’ateneo, progettato da Grafton Architects. Alle spalle dell’edificio è in via di realizzazione il Campus dell’università, firmato da Sanaa.

La geografia delle sfilate cambia di pari passo con la trasformazione di Milano. Che negli ultimi anni non solo ha riscoperto la propria bellezza storica - e ha scelto la fashion week per svelare luoghi mozzafiato, ma nascosti - ma ha anche visto rinascere le proprie periferie ed ex aree industriali. Come quella in cui ha sede la Fondazione Prada, sede dello show autunno-inverno 2019/20, oppure l’area di via Mecenate, oggi sede degli uffici del gruppo Kering e soprattutto del Gucci Hub, dove mercoledì 20 febbraio Alessandro Michele presenterà la collezione Gucci uomo e donna per l’A-I 2019. E, ancora: NoLo, quartiere che si sviluppa a Nord di Piazzale Loreto e Moncler ha scelto per presentare la nuova collezione Genius ( in via Ferrante Aporti, 9) .

Acquista sempre maggiore importanza anche Porta Nuova, un’area che fin dai tempi della sua costruzione era stata indicata come il possibile punto nevralgico della moda milanese. Il progetto non si è concretizzato nella sua veste “maestosa”, ma sono sempre di più gli show in Piazza Lina Bo Bardi, come Alberta Ferretti e Sportmax.


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