dal 22 al 28 settembre

Milano fashion week sfida al Covid con 52 eventi. Ma un’azienda su 2 stima ricavi tra - 20% e -50%

La settimana della moda di Milano sfida il Covid-19 con 52 eventi di cui 24 digitali. Ma un’indagine di Confindustria Moda mette in luce tutte le difficoltà del settore tessile-moda-accessori che si tradurranno in 30,3 miliardi in meno circa

di Marta Casadei

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La sfilata di Fendi, il 20 febbraio 2020 a Milano

La settimana della moda di Milano sfida il Covid-19 con 52 eventi di cui 24 digitali. Ma un’indagine di Confindustria Moda mette in luce tutte le difficoltà del settore tessile-moda-accessori che si tradurranno in 30,3 miliardi in meno circa


2' di lettura

Ventotto sfilate fisiche e 24 eventi digitali. Sono questi gli ingredienti della ricetta “phygital” - fisica e digitale insieme - con cui la fashion week di Milano, e più in generale la moda italiana, scelgono di reagire all’epidemia di Covid-19. A sette mesi quasi esatti dal primo paziente italiano positivo al Covid-19 scoperto a Codogno, una manciata di chilometri da Milano, mentre era in corso la fashion week per l’autunno inverno 2020-21.

Ricavi di settore in calo di 30,3 miliardi nel 2020

Specialmente questa edizione della fashion week - unita alle fiere che, a partire dall’8-9 settembre con la 31esima Milano Unica, in programma alla Fiera di Milano-Rho - ha un ruolo importante. Quello di riportare il sistema moda sotto i riflettori italiani e internazionali dopo sei mesi fortemente negativi. La 2° Indagine Congiunturale sul “Tessile Moda e Accessorio (Tma)” di Confindustria moda ha rilevato che l'86% delle imprese nel secondo trimestre 2020 ha subito un calo di fatturato superiore al 20 per cento. Molte aziende devono fare i conti con una percentuale elevata di insoluti sugli ordini già consegnati, quasi tutte con una flessione degli ordini che, in media, per il Tma nel primo trimestre è stata del 40,5% e nel secondo trimestre si è attestata sul -37,3 per cento. Senza contare che per 61 aziende su 100 non ci sono mercati che sono ripartiti dopo il Covid-19.

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Anche l’orizzonte è a tinte fosche: il 51% delle aziende a temere una chiusura tra «il -20 e il -50%». Un ulteriore 19% teme cali tra il «-50 e il -70%, mentre il 5% prevede un calo superiore al -70%», e la flessione media annua per il Tma è prevista al -32,5% rispetto al dato 2019, ovvero 30,3 miliardi di euro in meno.

Il calendario di settembre tra eventi digital e fisici

Il calendario, diffuso oggi, è decisamente fitto: si parte la sera di martedi 21 settembre con un evento organizzato dalla Camera della moda alla Rinascente, iconico department store milanese, e già mercoledi 22 sono in programma 10 sfilate, tra nomi storici e nuovi talenti. E così via, giorno dopo giorno, fino ad arrivare a lunedi 28 settembre, quando sono in programma cinque show. A ogni brand la scelta della formula più affine a sé: Giorgio Armani, Dolce&Gabbana, Etro, Sportmax, Salvatore Ferragamo hanno optato per una sfilata fisica e hanno già confermato le location “tradizionali”. Altri marchi, come Prada, Msgm,Alberta Ferretti e Philosophy devono ancora indicare il luogo. Altri ancora, tra cui Laura Biagiotti, Ermanno Scervino e Missoni, hanno deciso di svelare le collezioni con eventi interamente digitali.

Spazio ai giovani e studenti

Non manca lo spazio riservato ai giovani, con molti nomi italiani in calendario: da Calcaterra a Marco Rambaldi, da Francesca Liberatore a Gcds. Durante la fashion week avrà luogo anche la sesta edizione di Milano Moda Graduate, manifestazione promossa dalla Cnmi per valorizzare gli studenti provenienti dalle migliori scuole di moda italiane.

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