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Europee: Milano, la città-stato del Pd che resiste a Salvini

di Sara Monaci


Milano, Sala: complimenti a Majorino, cambi in giunta da 1 luglio

3' di lettura

Milano in controtendenza non premia la Lega . Sembra una città staccata dal resto del paese, almeno a giudicare dai risultati di queste elezioni europee . Il Partito democratico raggiunge il 35,9% circa, superando di 8 punti il Carroccio, mentre il Movimento 5 Stelle implode verso l’8 percento.

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Quest’ultimo dato, per la verità, sorprende meno del primo. È un fatto ormai consolidato che i pentastellati siano cresciuti maggiormente al Sud o in generale nei luoghi caratterizzati da crisi economica. A Milano il movimento di Beppe Grillo non ha mai sfondato , nemmeno alle ultime politiche, quando era riuscito comunque a superare la soglia del 18 percento.

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La Lega ha avuto un buon risultato rispetto alle politiche scorse, passando dal 17 circa al 27%, ma non raggiunge nemmeno lontanamente le percentuali italiane. Sebbene il leader Matteo Salvini abbia più volte dichiarato di volersi impegnare per conquistare la città alle prossime amministrative del 2021.

Tra Pisapia e Sala
Va detto ovviamente che siamo in presenza di affluenze diverse: le Europee hanno avuto un flusso di votanti a Milano pari al 60% circa, contro il 73% circa delle ultime politiche. I dati sono comunque superiori alla media italiana.

Si può dunque dire che, a occhio nudo, a Milano si vota di più e si scelgono, almeno negli ultimi anni, i partiti di centrosinistra che esprimono il sindaco da due mandati, quello di Giuliano Pisapia e quello di Giuseppe Sala.

Due uomini con due storie politiche diverse, peraltro nemmeno troppo in sintonia fra loro. Eppure il messaggio che è passato in questi anni è quello della «continuità del buon governo». Così commentano negli ambienti della sinistra il risultato delle europee di quest’anno.

Pisapia ha fatto da traino per queste elezioni , come capolista del Pd. Pisapia è stato sindaco per un mandato, poi ha lasciato la palla al suo collega Sala (pur senza sostenerlo alle primarie). La sua immagine è quella di un uomo di sinistra, con forte senso dei diritti civili, ma al tempo stesso garantista nell’ambito della giustizia, essendo un avvocato penalista molto conosciuto. Non ha mai fatto attività politica attiva dentro il Pd. E anche questo porta bene a Milano, che ama uomini di centrosinistra ma non funzionari di partito.

In fondo è la stessa “formula politica” scelta da Sala, che da uomo moderato propone di allargare il perimetro del Pd, da cui si fa sostenere ma senza prenderne la tessera. È stato sostenuto da Matteo Renzi durante le amministrative ma, da sindaco, non gli ha risparmiato critiche. Milano quindi preferische uomini di centrosinsitra legati al civismo.

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Ecco gli eletti di Milano. L’assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha preso più di 90 mila preferenze. Pur essendo un politico di professione, in città è conosciuto per i suoi contatti con il terzo settore e per la sua capacità pragmatica di gestire i flussi immigratori. È terzo dietro al capolista Pisapia, che ha ottenuto 257 mila voti, e a Irene Tinagli (102 mila). Nel Nordovest ci saranno in tutto 6 europarlamentari del Pd, e 5 arrivano da Milano.

Le periferie che riscoprono il voto a sinistra
Interessante è infine guardare la ripartizione fra quartieri. Il Pd vince anche in quelle periferie problematiche come il Giambellino o Lorenteggio, luoghi dove la giunta comunale ha avviato programmi di riqualificazione del territorio. In particolare si parla positivamente di 50 milioni di fondi europei da spendere per la costruzione di case popolari.

È interessante anche vedere come in città si sposti l’elettorato: nella zona 2 il candidato di centrodestra Stefano Parisi, durante le amministrative del 2016, aveva superato Giuseppe Sala. Stavolta, col voto europeo, il Pd supera la Lega.

Milano risulta ancora più in controtendenza se paragonata alla realtà lombarda , dove la coalizione tradizionale di centrodestra (con Lega e Forza Italia insieme), che esprime il governatore Attilio Fontana, è ben 30 punti percentuali sopra il centrosinistra.

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