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Milano, ecco gli immobili che attirano gli investitori esteri

Per le Olimpiadi in arrivo 300 milioni di euro di investimenti per il Pala Italia a Santa Giulia e il villaggio olimpico nell’ex Scalo di Porta Romana. Diverse le gare per immobili o portafogli in vendita, da Goldman Sachs a Blackstone

di Paola Dezza

Milano, si rinnovano 4 milioni di metri quadrati di aree

4' di lettura

L’ultima gara in ordine di tempo, che partirà la prossima settimana, è quella relativa al portafoglio milanese di Goldman Sachs. Si tratta di due edifici a destinazione uffici in pieno centro, circa 20mila metri quadri appena ristrutturati, dai quali Goldman Sachs potrebbe ricavare 230-250 milioni di euro (il ritorno atteso è intorno al 3,5-3,75% netto). Registi della gara, per la quale dovrebbero partire gli inviti la prossima settimana, sono in tandem Gva Redilco e Cbre.

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Ma sul mercato ci sono anche il palazzo dell’informazione in piazza Cavour (gara coordinata da Bnp Paribas e Cbre) e l’edificio di via Dante valorizzato da Hines. Tutti investimenti che interessano soggetti “core”, che vogliono immobili già riqualificati da tenere in portafoglio a reddito.
In città nei primi tre mesi 2019 gli investimenti sono arrivati a 900 milioni di euro, in aumento dell’89% sullo stesso periodo precedente, secondo i dati di Colliers.

Il traino delle Olimpiadi
La città è oggi sotto i riflettori anche perché l’aggiudicazione delle Olimpiadi invernali 2026, che metteranno in moto diverse attività immobiliari. Il primo beneficiario è Risanamento, proprietario delle aree di Santa Giulia dove svilupperà insieme agli australiani di Lendlease il Pala Italia nuovo di zecca e a ruota residenze, uffici e negozi.
Ma gli occhi sono puntati anche sull’ex Scalo di Porta Romana dove arriverà un villaggio Olimpico da trasformare poi in studentato. La gara per il masterplan in questo caso verrà lanciata entro l’estate (a cura di FS) e poi si dovrà procedere a trovare l’investitore. Gli occhi sono puntati da tempo sull'ex Scalo di Porta Romana. La zona è già in piena fase di rigenerazione, partita anni fa con l'arrivo della Fondazione Prada e l’avvio di Symbiosis, il progetto di Covivio (ex Beni Stabili).

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In zona si stanno concentrando altri investimenti, da Kryalos che per conto di Blackstone ristruttura in piazzale Lodi un edificio che era di Allianz al colosso americano Hines che realizza uno studentato da 700 posti letto nell’ex Consorzio Agrario. Non solo. Anche Coima si è concentrata qui con diversi acquisti di uffici da riqualificare negli ultimi mesi. Il progetto del Villaggio Olimpico, secondo indiscrezioni, dovrebbe valere 150 milioni, a carico dei privati.

I lavori interesseranno anche il Palasharp dove arriverà la Hockey Arena.
Gli investimenti complessivi per le Olimpiadi si aggirano su 1,3 miliardi, di cui circa 900 milioni apportati dal Cio e 450 milioni in arrivo da investimenti pubblici e privati. Ma la ricaduta sulla città sarà ben più ampia, perché si innescheranno lavori di recupero, riqualificazione e apertura di hotel, case da affittare ai turisti con gli affitti brevi, ristoranti e altri servizi. In particolare Scenari Immobiliari prevede investimenti in hotel da circa un miliardo per altre 3mila camere in arrivo a Milano.

Per quanto riguarda il Pala Italia a Santa Giulia l’investimento sarà sostenuto da Ovg, che gestirà la struttura insieme all'organizzatore di eventi Live Nation. Si tratta di 120-140 milioni, secondo indiscrezioni, compresi i parcheggi (sono 5mila i posti auto previsti nell'intero progetto).

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«I giochi Olimpici Invernali 2026 porteranno grande valore aggiunto sia in termini di interventi infrastrutturali che di visibilità internazionale e avranno un diretto impatto e ricaduta sia sulla città che sui nostri due progetti di sviluppo, Mind e Milano Santa Giulia» ha sottolineato Andrea Ruckstuhl, head of Italy and Continental Europe di Lendlease. Chiaramente il processo subirà una forte accelerazione, una volta arrivato il via libera alla variante (si presuppone per fine anno). «L’Arena è un tassello importante all’interno di una più ampia iniziativa, che diventerà una nuova centralità urbana a carattere prettamente residenziale» ha detto Davide Albertini Petroni, direttore generale di Risanamento.
Da qui al 2029 attesi 13 miliardi di investimenti

Dalle rigenerazioni allo sviluppo
Grandi rigenerazioni urbane, investimenti, soprattutto in arrivo dall’estero, capacità di attrarre nuovi residenti (studenti e lavoratori), l’insediamento di headquarter di aziende e multinazionali. E quindi altri capitali. Sono i temi ai quali pubblico e privato lavorano a Milano, dove da qui al 2029 sono attesi 13,1 miliardi di euro di investimenti nel segmento real estate.

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Secondo Scenari Immobiliari il dato, relativo all'area metropolitana, porta il capoluogo lombardo ai vertici della classifica delle città più attrattive a livello europeo. I capitali in arrivo riqualificheranno aree come San Siro, dove Hines vuole portare residenze per famiglie in affitto a canoni contenuti, cambieranno il volto alla zona che ha ospitato l’Expo 2015 per creare la Silicon Valley italiana, daranno il via ai lavori di Santa Giulia. E ancora è già partita la fase di Porta Nuova e c’è fermento intorno agli ex Scali ferroviari. Non solo. Gli investimenti si concentrano poi nel centro città, nella riqualificazione di palazzi trophy o comunque building storici.
Tornando alla classifica Monaco è seconda (con 10,8 miliardi di investimenti attesi), seguita da Amsterdam (10,2 miliardi), Stoccolma (9,5), Dublino (9,1) e Madrid (8,7).

Ma le stime stanno già crescendo visto che il traino delle Olimpiadi porterà ancora più fermento in città. Intanto da una ricerca di Nuveen real estate emerge che a Milano il take up degli uffici è salito del 45% contro una media europea del 20%. Segno che se si realizzano uffici nuovi, tecnologici e centrali si trova un tenant in tempi brevi.

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