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Milano laboratorio di trend socio-economici ma il cibo arranca ancora

di Michelangelo Bonessa

 Il food meneghino ha dato nuovi impulsi persino ad altri settori come l’editoria: negli ultimi due anni in particolare sono esplosi i casi di guide su dove e come mangiare a Milano (

3' di lettura

Bocciata sul cibo la città dell’Expo dedicato all’alimentazione. Perché il capoluogo lombardo sarà pure il cuore di alcuni settori come moda, design e finanza, ma secondo gli italiani sul mangiare ancora non ci siamo: il tema è al primo posto nella classifica dei flop meneghini nel rapporto curato da Euromedia Research per FB&Associati, la prima società specializzata in relazioni istituzionali fondata in Italia venticinque anni fa.

L’analisi si è basata su due campioni: il primo composto da 11 opinion maker del mondo della finanza, dell’industria e commercio, della politica e del giornalismo. Il secondo da mille casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.

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I dati raccolti evidenziano una netta bocciatura di Milano su cinque temi: cibo, sociale, politica, rigenerazione, arte e cultura. Che il food sia in prima posizione tra i flop è singolare, soprattutto in una città che ad esso ha dedicato un intero Expo nel 2015. E che grazie al traino dell’esposizione universale aveva visto crescere il numero dei ristoranti del 35% tra il 2011 e il 2017, secondo le rilevazioni della Camera di Commercio di Milano. Uno slancio che aveva portato il capoluogo lombardo a diventare primo in Italia per presenza di ristorazione etnica.

Numeri che a quanto pare non sono bastati agli italiani per identificare la città come locomotiva dei trend sul cibo. Eppure il food meneghino ha anche dato nuovi impulsi persino ad altri settori come l’editoria: negli ultimi due anni in particolare sono esplosi i casi di guide su dove e come mangiare a Milano. L’esempio principe è Conosco un posto, già vangelo dei golosi su internet è poi diventato un libro che ha venduto 25mila copie. L’influenza sull’editoria potrebbe però essere anche un effetto combinato del mutamento di pelle della città «che è riuscita a diventare un’importante meta turistica non solo per shopping» come ha sottolineato Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research.

Ma la bocciatura sul cibo di Milano è coerente anche con il numero di chef stellati: secondo la guida Michelin aggiornata al 2021, la provincia meneghina è solo quinta con sedici ristoranti, dopo Napoli che ne ha 30, Roma con 20, e dietro persino a Bolzano con 19 e Cuneo con 18. Segno che per quanto importante, il capoluogo lombardo ancora ha molta strada da percorrere per raggiungere chi definisce le tendenze sul tema.

Il ritratto di Milano dipinto da Euromedia Research colpisce anche per il secondo post nei flop della città: il sociale. Proprio la stessa città a cui persino Papa Francesco aveva riconosciuto che «è vero quello che si dice: A Milan si riceve col coeur in man». E la medesima, stando ai numeri dell’apposito registro regionale, in cui sul tema lavorano 3mila associazioni che contano 80mila volontari. Numeri e riconoscimenti che però non bastano agli italiani per vedere la città come un esempio di successo sul sociale.

Gli altri flop sono quelli dell’importanza in ambito politico, che però sconta ovviamente la mancanza del Parlamento sul territorio, e della rigenerazione urbana. Quest’ultimo tema stona con il racconto di una città che è in continua evoluzione. Negli ultimi anni sono stati eretti grattacieli che ne hanno ridefinito lo skyline come i quartieri di Porta Nuova e City Life, mentre ora si attendono le trasformazioni degli scali ferroviari e dei quartieri che saranno lasciati da ospedali e università per convergere sugli ex terreni di Expo 2015.

L’Atlante della Rigenerazione urbana di Milano pubblicato quest’estate dal Comune è forse la migliore speranza della città per guadagnare posizioni: la mappa interattiva racconterà come evolveranno i 145 progetti che compongono questo processo rigenerativo che dovrebbe portare «Milano ad avere 10 milioni di metri quadrati di aree restituite ai cittadini, di cui 3 milioni tra verde e spazio pubblico, oltre a circa 8mila nuovi alloggi in social housing», ha annunciato Palazzo Marino.

L’ultima bocciatura è nel campo culturale. E questo nonostante segnali di grande vitalità: ad agosto le visite ai musei meneghini hanno registrato un +25% rispetto agli stessi mesi del 2019. E proseguono con successo iniziative come On Dance, la manifestazione dedicata ad ogni forma di ballo, nata da un’idea dell’etoile della Scala Roberto Bolle nel 2018.

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