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Affitti, Milano tra le città più care d’Europa: una stanza a 600 euro

di Emiliano Sgambato


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3' di lettura

La Milano immobiliare dei record – in termini di investimenti attratti e di dinamiche positive per numero di compravendite e quotazioni nel residenziale – ha anche i suoi “lati negativi”. Come ad esempio il “caro affitti”, soprattutto per quel che riguarda le stanze singole in appartamenti in condivisione, che sono arrivate a costare oltre 600 euro.

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Il portale HousingAnywhere ha analizzato i dati di oltre 88mila annunci di camere private (in alloggi condivisi), monolocali e appartamenti con una camera da letto a Barcellona, Berlino, Bruxelles, Madrid, Milano, Rotterdam e Vienna.

Milano si distingue per il primo posto raggiunto dai canoni delle stanze singole, che hanno superato la soglia dei 600 euro. Al secondo posto c’è Bruxelles con 570 euro, Berlino è al terzo con 530.
Il primato per l’affitto degli appartamenti con una camera va invece a Rotterdam con un affitto medio di 1.287 euro al mese, seguita da Barcellona con poco più di 1.230 euro e da Milano con quasi 1.150 euro.

Bruxelles in questo segmento rimane una delle città più economiche, con affitti attorno ai 950 euro, ma rispetto al 2018 ha visto un aumento dei prezzi del 2,9% per gli appartamenti, per i monolocali dell’8,9% e per le stanze private del 5,6%. Tra le città oggetto del confronto, Barcellona ha registrato il maggior aumento nell’arco di un anno (+10% per gli appartamenti, +7,2% per i monolocali e +0,7% le camere).

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Gli aumenti a Milano sono invece minimi, segno che i livelli record dei canoni non sono una novità dell’ultim’ora: una camera è infatti aumentata dell’1,1% e poco meno un piccolo appartamento (i dati di Immobiliare.it l’anno scorso registravano però prezzi più bassi, attorno ai 530 euro per la stanza singola); un po’ più significativo è il rincaro dei prezzi dei monolocali, che supera il 4%.

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L’affitto della singola stanza e le case in condivisione sono soluzioni oramai non riservate esclusivamente agli studenti fuori sede, ma anche scelte da lavoratori in trasferta e single. Nel caso degli studenti, però, i canoni a Milano rimangono alti anche a causa della mancanza di adeguati sviluppi di campus e student housing. Con ogni probabilità influisce anche la diminuzione dell’offerta di case in seguito al boom degli affitti brevi (qui un Dossier dedicato) con sempre più proprietari che decidono di destinare gli alloggi a questo tipo di locazione (che permette di mantenere una maggior disponibilità sull’immobile e anche una maggior redditività, a condizione però di riuscire ad affittare per un elevato numero di giorni).

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«Dopo i continui, e talvolta vertiginosi, aumenti degli affitti nelle principali città europee nel corso degli ultimi anni, i prezzi sembrano essersi stabilizzati a livelli elevati – ha affermato Djordy Seelmann, ceo di HousingAnywhere –. Gli inquilini non sono disposti o non sono in grado di pagare affitti più alti; al contempo la scarsità sul mercato immobiliare rimane preoccupante, come lo era un anno fa. Stiamo arrivando a un limite massimo dei prezzi. Questo rallentamento, però, non è dovuto a un aumento dell’offerta. Infatti c’è ancora un bisogno urgente di soluzioni per aumentare la disponibilità di appartamenti e camere, con l’obiettivo di risolvere il problema dell’alloggio per giovani, professionisti e studenti».

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