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Milano, M4 pronta all’apertura. Ultimi test per avviare il servizio

Il 26 novembre apre la prima tratta della metropolitana tra Linate e Dateo: 6 fermate in soli 9 minuti. Milano diventerà una delle città più accessibili per via aerea

di Marco Morino

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3' di lettura

La data fissata è il prossimo 26 novembre, giorno in cui aprirà la prima tratta della M4 o Linea Blu: è la nuova metropolitana della città di Milano. Da giorni sono in corso gli ultimi collaudi in vista dell’inaugurazione con il sindaco Giuseppe Sala. Per il Comune di Milano, committente dell’opera, M4 è un progetto ingegneristico essenziale per lo sviluppo del capoluogo e il rafforzamento della sua posizione europea. Il costo di realizzazione della Linea Blu è pari a circa 2 miliardi di euro ed è finanziato con un mix di fondi dello Stato, dei privati e del Comune di Milano.

Al via con 6 fermate

Si parte con le prime 6 fermate, dall’aeroporto di Linate a Dateo, dove la linea 4 della metropolitana incontra il Passante ferroviario, creando così un primo nodo di interscambio per i viaggiatori. In tutto 5,6 chilometri che i treni percorreranno in soli 9 minuti. Con M4, Milano diventa anche una delle metropoli più accessibili d’Europa per via aerea. È questa la prima grande novità dell’infrastruttura: la sua capacità di collegare l’aeroporto di Milano con il centro della metropoli in tempi rapidissimi e in soli 29 minuti di completare l’intero percorso fino a San Cristoforo (21 fermate totali), a Ovest del capoluogo lombardo.

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Fine lavori autunno 2024

Il programma prevede di ultimare l’intera linea entro l’autunno del 2024, mentre la stazione di San Babila dovrebbe essere inaugurata nell’aprile del 2023. Una storia di lavoro, di persone, di impegno, all’interno dei cantieri dove il Gruppo Webuild (ex Salini Impregilo) è da anni in attività per consegnare un’infrastruttura complessa, costruita proprio nel centro della città e capace di passare a pochi metri dagli edifici storici .

La nuova linea della metropolitana sarà interamente sotterranea e a guida automatica, cioè con treni senza conducente (convogli driverless come M5). La costruzione della M4 ha coinvolto una filiera composta da 1.196 aziende tra fornitori e subfornitori, al lavoro per avvicinare Milano all’Europa. Le imprese che accompagnano Webuild, per il 99% costituite dalle migliori eccellenze italiane del settore, sono per la quasi totalità aziende del Nord (939), seguite da 149 imprese provenienti dal Centro e da 93 aziende del Sud.

Una grande opera made in Italy dove, a fare la parte del leone, è la Lombardia con ben 635 imprese attive nei cantieri milanesi (il 53% del totale), seguita dall’Emilia Romagna e dal Lazio. In tutto, nei cantieri della M4 lavorano più di 1.500 persone.

Collegamento veloce e sostenibile con il centro

L’obiettivo strategico del Comune di Milano, attraverso M4, è creare un nuovo collegamento veloce e sostenibile con il centro cittadino, che in vari punti interseca le altre linee metropolitane, così come quelle ferroviarie, accrescendo in modo significativo la mobilità sostenibile della città.

Un’opera innovativa, che ha l’incredibile capacità di correre proprio sotto le fondamenta dei palazzi storici. Adesso che il primo tratto è stato ultimato, il lavoro si concentra sulla costruzione delle stazioni successive. Per esempio, le fermate del centro, veri e propri canyon profondi oltre 30 metri, che compaiono all’improvviso passeggiando tra San Babila, Santa Sofia e De Amicis.

Tutela del patrimonio artistico e storico

Nelle fasi di scavo, la tecnologia è stata messa anche al servizio della tutela del patrimonio artistico e storico di Milano. Alcuni monumenti sono stati spostati per evitare qualunque rischio nella fase di passaggio della Tbm (Tunnel boring machine, cioè la grande fresa meccanica impiegata nello scavo delle gallerie). È il caso della Colonna del Verziere con la Statua del Redentore in Largo Augusto; del muro medioevale in via Francesco Sforza. Momumenti che verranno ricollocati in posizione originaria, dopo la pulizia e il restauro richiesti dalla Soprintendenza.

Questa complessa operazione di salvaguardia del patrimonio artistico è stata realizzata grazie al know how di Webuild, che ha maturato negli anni una lunghissima esperienza nella costruzione di linee metropolitane e opere sotterranee in tutto il mondo.

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