la giornata dei mercati

Milano maglia nera con le banche, tornano timori su Npl. Sale lo spread

di Eleonora Micheli

(Reuters)

6' di lettura

Chiusura debole per le Borse europee (segui qui i principali listini), nell’attesa del verdetto della Federal Reserve sui tassi di interesse nell’ultimo giorno del Fomc presieduto da Janet Yellen e nonostante i nuovi record aggiornati da Wall Street. Secondo gli esperti l’istituto centrale americano procederà a un rialzo dei tassi. Si tratterebbe della terza stretta monetaria del 2017. Domani, inoltre, la Banca centrale europea diffonderà le previsioni sull’andamento del pil e dell’inflazione europei. Milano ha accusato la performance peggiore, trascinata in basso dalle banche e terminando le contrattazioni in ribasso dell'1,44%, mentre è peggiorato lo spread portandosi in area 145 punti.

In vista della fine dell'anno , numerosi investitori iniziano a chiudere le posizioni, nonostante l’economia del Vecchio Continente continui a confermarsi in ripresa e Wall Street anche oggi abbia aggiornato nuovo massimi. Per l’Italia, ad esempio, anche il Centro sudi di Confindustria ha indicato che la crescita dell’economia è in rafforzamento, supportata anche dal buon andamento del mercato del lavoro. Secondo il Centro di viale dell'Astronomia il pil italiano crescerà dell'1,5% nel 2018, anziché dell'1,3% come precedentemente atteso. Per l'anno in corso è stimato un progresso del pil dell’1,5%, in linea con le previsioni del Governo.

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Sempre oggi, inoltre, oggi è emerso che a ottobre la produzione industriale italiana ha registrato un aumento dello 0,5% rispetto a settembre e del 3,1% su base annua. A ottobre la produzione è salita anche in Europa, dello 0,2% su base mensile e del 3,7% su base annua. Lo ha annunciato Eurostat, aggiungendo che nel terzo trimestre nella zona euro il numero delle persone occupate è aumentato dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% su base annua. In Italia il rialzo è stato dello +0,4% rispetto al secondo trimestre e dell’1,6% rispetto al terzo trimestre 2016.

Ex popolari in netto ribasso
Piazza Affari ha accusato la performance peggiore del Vecchio Continente risentendo tanto dell'andamento delle banche, quanto della preoccupazione sull'impasse elettorale che si potrebbe creare a inizio 2018. Timore che oggi si è fatto più concreto dopo le indiscrezioni che danno la data delle elezioni per il 4 marzo. A pesare sui corsi delle banche sono stati anche i dubbi che continuano a ricorrersi su eventuali richieste da parte della la Banca centrale europea in materia di sofferenze. L’ipotesi è iniziata a circolare dopo le indiscrezioni di stampa su sollecitazioni inoltrate dall’Eurotower aUbi Bancaper accelerare la riduzione degli Npl. La banca guidata da Victor Massiah ha corretto il tiro, indicando che non c'e' nessuna novità e tutte le banche devono inoltrare alla Bce una previsione di regolari aggiornamenti sul Piano Npl.

In più ad alimentare i dubbi è stata la mossa di Unicredit , annunciata la vigilia, di anticipare al 2018 le linee guida dettate dall'Eba in tema di crediti in sofferenza, che la banca ridurrà oltre le decisioni inizialmente prese (con cessioni di Npl aggiuntive per 4,6 miliardi). La decisione, assorbendo capitale, farà scendere di 90 basis point il Cet1, dal 13% al 12,2-12,7%. Nonostante, almeno per adesso, non sia stata raccomandata un'accelerazione significativa sul lato del rischio per tutti gli istituti di credito, la decisione di Unicredit ha creato dei dubbi tra gli investitori, che così hanno iniziato a vendere le banche più esposte alle sofferenze, hanno spiegato i trader. Ecco perché Banca Pop Er ha perso il 6,3%, Banco Bpm il 4,3% e Ubi Banca il 4%. Intesa Sanpaolo, invece, ha ridotto i danni all'1,17%. Tra l'altro i titoli dei principali istituti di credito sono stati penalizzati anche dall'andamento dei bond di stato, con lo spread tra Btp e Bund salito di circa 7 punti base a 146, nel giorno in cui le indiscrezioni danno come data quasi sicura delle elezioni il prossimo 4 marzo. Gli investitori mettono in conto uno stallo dei listini in vista della prossima campagna elettorale.

Petroliferi battono in ritirata dopo buona performance ieri
Tornando ai titoli, dopo la buona performance della vigilia, Eni ha registrato un ribasso dello 0,85%. La società del cane a sei zampe ha annunciato di avere concluso la perforazione del pozzo Tecoalli 2 nell'offshore del Messico, grazie ai cui risultati la produzione complessiva di idrocarburi nell'area 1 potrà salire da 1,4 a 2 miliardi di barile di olio equivalente. Sono andati male anche gli altri titoli petroliferi dopo la buona performance della vigilia, conSaipem in retromarcia del 2,3% e Tenaris del 2,39%.

Telecom sotto la lente nel giorno incontro Genish-Calenda
Telecom Italiaha lasciato sul parterre il 2,9%, nell’attesa dell’incontro tra l’amministratore delegato, Amos Genish, e il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. Il mercato continua a interrogarsi su un eventuale scorporo della rete che alla fine potrebbe annunciare la compagnia, anche se secondo la maggior parte degli osservatori la questione verrà dibattuta dopo le elezioni politiche. La società potrebbe inoltre siglare un contratto per i contenuti con Mediaset (-2,3%), anche se ciò dipenderà dall’evoluzione della situazione tra la società di Cologno Monzese e Vivendi, in guerra legale dopo il dietrofront del gruppo francese nell’acquisizione di Premium. Il 19 dicembre è stata fissata la prima udienza al Tribunale di Milano. Sul tavolo, inoltre, c’è anche il riassetto di Persidera, la controllata del gruppo che dovrebbe essere ceduta (è detenuta per il 70% da Tim e per il 30% da Gedi). In corsa ci sarebbero Rai Way(-3,39%), Ei Towers (-0,55%), Discovery e anche alcuni fondi, come F2i.

Tenta di difendere le posizioni Prysmian, bene St
Ha tentato di difendere le posizioni Prysmian (-0,6%), beneficiando dell’annuncio del contratto del valore di circa 80 milioni di euro con Electricity & Water Authority del Regno del Bahrain (Ewa) per la realizzazione del nuovo circuito ad anello in cavo a 400 kV per la trasmissione di energia. Stmicroelectronics ha guadagnato lo 0,8%, dopo avere annunciato l'acquisizione di Atollic, società specializzata negli strumenti di sviluppo software, con un pagamento in cassa di 7 milioni di dollari, finanziato con liquidità disponibile, e un importo differito, subordinato a determinate condizioni, stimato attualmente intorno a 1 milione di dollari.

Atlantia sotto la lente in attesa di novità dalla Spagna, in evidenza Cnh
Rimangono inoltre sotto la lente le azioni di Atlantia (-1%), con gli investitori che si interrogano sulla partita per l’acquisizione di Abertis (-0,58% a 18,73 euro). Secondo indiscrezioni di stampa la società starebbe preparando una battaglia legale per difendersi contro l’ostilità che stanno mostrando le autorità spagnole. La scorsa settimana i ministri dei lavori pubblici e dell'economia di Madrid hanno chiesto alla Cnmv, ossia la Consob italiana, di ritirare il via libera all’opas lanciata in primavera da Atlantia su Abertis, in considerazione del fatto che l’operazione non ha ottenuto ancora l'autorizzazione del governo spagnolo. Autorizzazione necessaria visto che Abertis controlla anche Hispasat, nono operatore satellitare al mondo. Atlantia, comunque, si è già detta disponibile a cedere Hispasat in caso di richiesta in tal senso da parte di Madrid.

In ogni caso la Cnmv ha tempo fino al 7 gennaio per decidere sull'istanza dei due ministri. Cnh Industrial ha vantato un progresso dell'1%, sull’onda della performance positiva delle concorrenti negli Usa, Caterpillar, Agco e Deere & company. Il Dipartimento Usa dell'Agricoltura ha rivisto al rialzo le stime sulla produzione di grano, indicando che la stagione 2017-2018 sarà ancora da record a livello mondiale, aggiornando i massimi già toccati in quella passata. Nei giorni scorsi, inoltre, sono stati pubblicati i dati sulle vendite di macchine agricola negli Usa e in Canada, che hanno mostrato una ripresa del mercato.
Fuori dal paniere principale, Molmed è volata del 13% dopo che ha ottenuto la prima autorizzazione nazionale all'immissione al commercio per il proprio prodotto Zalmoxis.

Euro rimane sotto la soglia di 1,18 dollari, petrolio debole

Sul fronte dei cambi, l’euro rimane sotto la soglia di 1,18 nei confronti del biglietto verde, nonostante le notizie provenienti dagli States, con la vittoria del democratico Doug Jones in Alabama contro il conservatore Roy Morre per un seggio nel Senato Usa (segui qui l'andamento dell'euro contro le principali valute e qui quello del dollaro). Ha invertito rotta il prezzo del greggio (segui qui l'andamento di Brent e Wti), complici i problemi a un oleodotto nel mare del Nord. In più oggi il Dipartimento americano dell’Energia ha annunciato che negli States nella settimana conclusa l'8 dicembre le scorte di petrolio sono calate di 5,117 milioni di unità a 442,986 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 2,9 milioni, dopo la discesa di 5,61 milioni di unita' precedente.

Usa, inflazione di novembre in linea con le attese

Negli States i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,4% lo scorso novembre rispetto al mese precedente. Su base annua, invece, sono saliti del 2,2%. I dati sull'inflazione americana, diffusi dal Dipartimento del Lavoro, sono in linea con le attese. A fare da traino è stato il rialzo dei prezzi dell'energia. Il dato dovrebbe rassicurare la Federal Reserve sullo stato di salute dell'economia americana, in vista delle decisioni che dovrà prendere proprio oggi sui tassi di interesse. Il dato "core", ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,1%, meno dello 0,2% atteso dagli analisti. Su base annuale il dato generale è in aumento dell'1,7% rispetto a un anno fa e sotto il valore considerato ottimale dalla Federal Reserve, pari al 2%. In novembre i prezzi dell'energia sono saliti del 3,9% rispetto al mese precedente, mentre quelli di generi alimentari sono rimasti invariati. Da segnalare che i prezzi dell'abbigliamento sono calati dell'1,3% in novembre, il ribasso più sostenuto da settembre 1998.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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