Le scelte degli elettori

Da Feltri a Pippo Franco, successi e flop delle preferenze

A Roma è pienone di voti per la consigliera comunale uscente Rachele Mussolini che si prepara a rientrare in Assemblea Capitolina.

Aggiornato il 6 ottobre 2021, ore 11:21

Salvini: "Lega ha 50 sindaci in più. A Torino e Roma ballottaggio aperto e tutto da giocare"

3' di lettura

Alcuni risultati top, altri flop. Si può sintetizzare così l’andamento dei candidati vip alle elezioni amministrative di domenica e lunedì. A Milano, il giornalista Vittorio Feltri, capolista di Fratelli d’Italia, ha ottenuto 2.268 preferenze. Mentre si è fermato a 135 consensi l’ex ciclista Gianni Bugno, candidato in una delle otto liste a sostegno di Beppe Sala, cioè “I riformisti lavoriamo per Milano con Sala”. E fuori dal consiglio anche il direttore d'orchestra Alberto Veronesi, figlio dell’oncologo Umberto.

Lo scettro delle preferenze a Milano spetta a Pierfrancesco Maran, capolista del Pd e assessore all’Urbanistica, verde e agricoltura nella prima giunta di Beppe Sala: è risultato il più votato con 9.166 consensi. Dietro a lui la vicesindaco uscente Anna Scavuzzo, che supera i 4.500 voti, sempre del Pd. Il Movimento 5 Stelle è fuori dal consiglio comunale di Milano. La candidata Layla Pavone, con il 2,7% dei voti, non riesce a ottenere nemmeno un seggio

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Sardone la più votata nel centrodestra, seguita da Feltri

Per il centrodestra, la più votata è stata Silvia Sardone, eurodeputata della Lega che ha superato le 3.500 preferenze, seguita da Vittorio Feltri, capolista di Fratelli d’Italia votato da 2.200 elettori.

Male invece la capolista della Lega Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, solo sesta della sua lista con 964 preferenze. Entrano in consiglio per Fratelli d’Italia anche Chiara Valcepina e Francesco Rocca, i due candidati sostenuti dall’eurodeputato Carlo Fidanza e finiti nell’inchiesta di Fanpage.

A Roma Rachele Mussolini (Fdi) la più votata

A Roma è pienone di voti per la consigliera comunale uscente Rachele Mussolini che si prepara a rientrare in Assemblea Capitolina. Mussolini, figlia di Romano e nipote di Benito, era già entrata in assemblea capitolina nell’era Raggi, eletta allora nella lista civica di Giorgia Meloni. Risulta la più votata in assoluto, con oltre 8mila preferenze.

Molti i nomi famosi nella Capitale. Tutti fuori dal consiglio comunale. Dall’ex miss Italia, Nadia Bengala, (20 preferenze), all’ex ministro dei Trasporti nel secondo governo Prodi, Alessandro Bianchi, con 131 voti, in corsa nelle liste a sostegno della sindaca uscente Virginia Raggi. Fino a Ubaldo Righetti, giocatore della Roma di Nils Liedholm, che ha collezionato circa 1.400 preferenze nel Partito democratico con Roberto Gualtieri.

Fra i candidati di Enrico Michetti, nel centrodestra, c’erano anche Pippo Franco e l’ex centrocampista dei giallorossi, Antonio Di Carlo, entrambi inseriti nella civica. Per il comico del Bagaglino 81 preferenze, mentre l’ex calciatore si ferma a 113. Flop per la candidata no vax Francesca Benevento, con 54 preferenze.

I musicisti esclusi a Torino

A Torino, Stefano Righi del duo Righeira, gruppo che ha scritto canzoni celebri negli anni ’80 come “Vamos a la playa” e “L’estate sta finendo”, si è fermato ad 8 voti, ma è stato comunque il più scelto nel Partito comunista. E non è riuscito a entrare in Consiglio comunale neanche l’altro musicista candidato, Max Casacci dei Subsonica, che si è presentato nella lista Torino Domani, a supporto di Stefano Lo Russo. Per lui 539 voti.

Bologna, la sardina Mattia Santori più votato nel Pd

Emily Clancy, 30 anni, consigliera comunale di Bologna uscente e leader di Coalizione civica, è risultata, alla fine dello spoglio, la candidata più votata. Ha preso infatti 3.541 voti: un risultato che potrebbe aprirle le porte della giunta, probabilmente col ruolo di vicesindaco. Nel Pd è l’indipendente Mattia Santori (2.586 preferenze), leader delle Sardine, il candidato più votato, grazie anche alla benedizione di Romano Prodi.

Calabria, a Lucano 9.779 voti ma non viene eletto in Consiglio

Mentre l’ex sindaco di Riace Domenico “Mimmo” Lucano, condannato a tre giorni dal voto dal Tribunale di Locri a 11 anni e 2 mesi per presunte irregolarità nella gestione dei migranti del “modello Riace”, non ce l’ha fatta a essere eletto al Consiglio regionale della Calabria. Nonostante un ottimo risultato personale, con 9.779 preferenze, la lista nella quale era capolista in tutte e tre le circoscrizioni a sostegno della candidatura a presidente di Luigi de Magistris, non ha raggiunto la soglia di sbarramento del 4% fermandosi al 2,39.

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