Mostre e Eventi

Milano, in mostra l'arte universale di Keith Haring

di Francesca Pace

(Keith Haring, Untitled, June 11 1984, acrilico su tela, 238,8 x 716,3 cm, Collezione privata © Keith Haring Foundation)

3' di lettura

Un'opera appena iniziata, dove i suoi famosi personaggi stilizzati – diventati un pattern e un simbolo della sua arte – sono dipinti in un angolo interrotti dalla tela bianca delimitata da una cornice ispirata agli arabeschi. E' uno degli ultimi lavori realizzati da Keith Haring, consapevole del poco tempo che gli restava da vivere e che, a differenza delle altre sue opere, volle titolarla Unfinished Painting, come a sottolineare il senso di sospensione, dove il non finito coincide con ciò che è immortale, “senza fine”.
E' questa l'opera scelta per illustrare la nuova mostra Keith Haring – About Art , appena inaugurata a Palazzo Reale di Milano e curata da Gianni Mercurio.

Un'esposizione importante costituita da 110 opere, molte di grandi dimensioni, alcune inedite o mai esposte in Italia, provenienti da collezioni pubbliche e private americane, europee, asiatiche. Ma l'importanza della rassegna risiede anche nella volontà di creare, per la prima volta, un percorso alle origini dell'opera dell'artista americano.
Molto spesso la sua arte è stata, infatti, percepita come espressione di una controcultura socialmente e politicamente impegnata su temi del suo e del nostro tempo: droga, razzismo, Aids, minaccia nucleare, alienazione giovanile, discriminazione, arroganza del potere. Benché legato alla cultura giovanile, il suo linguaggio mostra anche un forte legame con i grandi maestri del passato. Invece di prendere le distanze dalla tradizione, l'ha studiata, assimilata e integrata nelle sue opere creando un linguaggio personale, che fosse, al tempo stesso, universale, lasciando che fosse aperto a diverse interpretazioni.

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Per evidenziare meglio questo aspetto, alcune opere dell'artista sono state affiancate, nel percorso espositivo, a quelle di autori di epoche diverse a cui Haring si è ispirato: come Jackson Pollock, Jean Dubuffet, Paul Klee ma anche i calchi della Colonna Traiana, le maschere delle culture del Pacifico e i dipinti del Rinascimento italiano. È in tutto questo che risiede la vera grandezza di Haring, che gli ha permesso di affermare una forte singolarità rispetto ai suoi contemporanei.

Nonostante la sua prematura scomparsa, avvenuta il 16 febbraio 1990 a soli 31 anni, è stato un artista molto prolifico e generoso e il suo immaginario è diventato un linguaggio unico e inconfondibile, che ha segnato il mondo dell'arte del XX secolo. Oltre ai molti lavori su tela, i suoi personaggi stilizzati – bambini, cani dal muso squadrato, omini con la testa a forma di Tv – dai colori sgargianti e allegri, campeggiano anche sui muri di molte città. Una di queste si trova a Pisa, Tuttomondo, la sua ultima opera pubblica, dipinta sulla parete esterna del convento di Sant'Antonio, dove trenta figure vivaci, legate tra loro, celebrano la pace e l'armonia del mondo.
Era l'amore per la vita di Haring che prosegue, oggi, con il lavoro della Keith Haring Foundation , da lui fondata poco prima della sua scomparsa allo scopo di continuare il suo sostegno alle organizzazioni a favore dei bambini e della lotta contro l'Aids.

La mostra curata da Gianni Mercurio, promossa e prodotta dal Comune di Milano-Cultura, Palazzo Reale, Giunti Arte mostre musei e 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, con la collaborazione scientifica di MADEINART e il fondamentale contributo della Keith Haring Foundation.

INFORMAZIONI
Keith Haring. About Art
Dove: Milano, Palazzo Reale
Quando: fino al 18 giugno 2017
Orari: lunedì 14.30 – 19.30; mar –mer – ven - dom. 9.30 – 19.30; gio - sabato 9.30 – 22.30
Biglietti: intero 12 euro, ridotto 10 euro

Riproduzione riservata ©

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