mercato dell’arte

Milano, ottimi risultati da Sotheby’s per i Josef Albers della Galerie Beyeler

di Gabriele Biglia

5' di lettura

Ottimi risultati per l'incanto primaverile dedicato all'Arte Moderna e Contemporanea di Sotheby's , programmato appena prima della Biennale di Venezia e delle aste di New York. A Palazzo Serbelloni durante l'incanto serale del 4 maggio sono stati venduti 41 lotti su 44 lotti (tre invenduti) per 12.209.750 euro (98,% di venduto), superando la stima complessiva preventivata dagli esperti della casa d'aste tra 9,5 e 11,5 milioni per i 104 lotti presentati nelle due giornate di vendita del 4 e 5 maggio. Le due sessioni hanno complessivamente totalizzato 14.176.250 euro con 82 lotti venduti su 104, uno ritirato (95,3% per valore; 78,8% per lotto). In sala e ai telefoni hanno partecipato collezionisti privati italiani e stranieri (41% Usa e Middle Est), oltre a dealer nazionali e internazionali.

I lotti per l’asta da Sothesby’s in Milano

I lotti per l’asta da Sothesby’s in Milano

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Protagonisti dell'Evening sale sono stati due splendidi esempi di «Homage to the square» di Josef Albers (1888-1976), artista più che mai acclamato e richiesto sul mercato, nelle ricercate versioni del rosso e del giallo. Le due tele hanno superato le previsioni di vendita, grazie alla prestigiosa provenienza: entrambe le opere erano originariamente appartenute alla Galerie Ernst Beyeler di Basilea. La tela a rossa «Study for Homage to the square: towards fall II» del 1961, è balzata immediatamente a 300.000 euro per poi essere venduta con i diritti d'asta a 703,500 euro, da una stima di partenza di 200.000-300.000 euro. L'altro lavoro di colore rosso di Albers del 1969, che riportava la stessa valutazione, è salito a 631.500 con i buyer's premium.
L'asta si è aperta con un piccolo arazzo colorato firmato dal versatile artista concettuale Alighiero Boetti ( 1940-1994) intitolato «Le infinite possibilità di esistere» (33 x 34 cm), salito a 60.000 euro al martello (stima: 35.000-45.000 euro ). Il ricamo afgano a scacchiera con lettere dai colori vivaci «Nero su bianco e bianco su nero...» (118 x 108 cm), illustrato in copertina di catalogo e proveniente da una collezione straniera, è stato aggiudicato per 367.500 euro con i diritti, dentro la forbice di valore di 250.000-350.000 euro. Stesso risultato per il ricamo «Venticinque per venticinque» (106 x 109 cm) battuto per 355.000 euro (stima: 250.000-350.000 euro).

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Le stime più alte dell'incanto riguardavano opere di Lucio Fontana ed Enrico Castellani. Undici quelle offerte di Lucio Fontana (1899-1968) create tra gli anni '40 e agli anni '60, tra cui un importante «Concetto Spaziale, Attese» eseguito nel 1966 a idropittura grigio chiaro su tela. Mai apparsa sul mercato, l'opera caratterizzata da quattro eleganti lacerazioni verticali è stata venduta dentro la forbice tra 700.000 e 900.000 euro, totalizzando 1.015.000 di euro con i diritti. Il bianco, insieme al rosso, è il colore più ricercato dai collezionisti, ma anche colori particolari come il rosa fucsia possono riscontrare interesse: il piccolo «Concetto Spaziale, Attesa» color rosa (33 x 24 cm) dedicato sul retro da Fontana a Marina Le Noci, figlia del gallerista Guido che fondò a Milano nel 1954 la Galleria Apollinaire, è passato di mano per 487.500 con i diritti (stima: 330.000-430.000 euro). Il secondo top lot dell'asta serale è stato un «Concetto spaziale, Attese» su tela blu, ad un solo taglio verticale, venduto per 931.500 euro. Ma la vera protagonista è stata la «Crocifissione» del maestro argentino realizzata in terracotta smaltata, esposta nel 1948 alla XXIV Esposizione Biennale d'Arte di Venezia, balzata a 270.000 euro al martello da una valutazione di 80.000-120.000.

Di Enrico Castellani (n. 1930) erano presenti in catalogo cinque lavori di periodi e colori diversi. Tuttavia vi è stato un'interesse moderato per l'«Estroflessione bianca» del 1969, proveniente da una importante raccolta privata internazionale. Nonostante la rarità data dalla particolare conformazione esagonale del telaio, l'opera è stata acquistata al martello per 370.000 euro (stima: 400.000-600.000 euro). I lavori più tardi sono andati meglio. La «Superficie Blu» del 2003 è stata aggiudicata per 240.000 (stima:220.000-280.000 euro); mentre la «Superficie estroflessa rossa» del 1996 ha toccato la stima minima con i buyer's premium (stima: 280.000-350.000 euro)
Il “bianco” di Piero Manzoni (1933-1963), simbolo dell'arte italiana del '900, era rappresentato in asta da diverse opere, rimaste però sulla stima minima. L'«Achrome» su tela a riquadri cuciti del 1960 esposto al museo Madre di Napoli nel 2007 (cm 45x60), proveniente da una collezione privata di Verona, accompagnato da una bibliografia completa, è stato venduto in sala per 400.000 euro al martello (stima: 400-600.000 euro); mentre l'«Achrome» su tela ricoperto di palline di polistirolo espanso, eseguito tra il 1962 e il 1963, è stato aggiudicato per 250.000 (stima: 250.000-350.000 euro). Infatti, ad eccezione dei celebri Achrome su tela grinzata e alla «Merda d'artista», il resto della produzione di Manzoni è ancora molto sottovalutata. Il «pacco» di carta da imballo Kraft con placche di ceralacca (stima: 120.000 -1800.000) è stato scambiato per 143.700 euro con i diritti d'asta.

La «Combustione plastica» di forma romboidale del 1967 di Alberto Burri (1915-1995), studio per la vetrata del Convento di Sion in Svizzera, eseguita dall'architetto veneziano Mirco Ravanne in quegli stessi anni è stata comprata per la valutazione minima: 607.500 euro con i buyer's premium (Stima: 500.000-700.000).
Molto interesse per l'olio e collage su tela del 1955 di Conrad Marca-Relli (1913-2000), artista statunitense noto per i suoi monumentali collage paintings conservati nei più importanti musei internazionali. L'hammer price per l' opera «Senza titolo» (92 x 80 cm) è stato di 95.000 euro rispetto alla valutazione in catalogo di 60.000-80.000 (118.750 euro con i diritti).

L'asta conferma il ridimensionamento dei prezzi di aggiudicazione per le opere di Paolo Scheggi (1940-1971) rilevato nell'incanto milanese di Christie's della scorsa settimana. L'acrilico rosso su tre tele sovrapposte «Zone riflesse con costruzione diagonale» (stima: 150.000-200.000 euro) è arrivato a 160.000 euro al martello, mentre l'acrilico bianco «Zone riflesse» del 1963 si è fermato a 290.000 euro, con i diritti 355.500 euro (stima: 300.000-350.000 euro).
A simboleggiare della pittura figurativa del Novecento c'era Giorgio Morandi (1890-1964). La «Natura morta» (1962) dipinta negli ultimi anni di vita dal pittore bolognese, con importanti passaggi di proprietà alle spalle e accompagnata dall'attestato di libera circolazione è salita a 511.500 euro con i diritti da una stima di partenza di 180.000-250.000.

Il day sale del 5 maggio ha proposto una selezione di opere su carta provenienti dalla collezione CartaSì. Il gruppo ha creato una estesa raccolta di works on paper tra cui un «Concetto spaziale» su carta assorbente perforata di Lucio Fontana, venduto al martello per 60.000 euro (stima: 40.000-60.000 euro). Interesse per la raffinata opera del 2009 di Ettore Spalletti (n. 1940), un impasto di colore azzurro su tavola acquistato con le commissioni per 97.500 euro (stima: 40.000-60.000 euro). Successo anche per i diversi arazzi di Boetti di piccole e medie dimensioni: «L'insensata corsa della vita» ( 34 x 36,5 cm) è stato aggiudicato per 81.250 con i diritti (stima: 40.000-60.000 euro)

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