ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùmade in italy

Milano perde il 14% ma traina l’export delle province nel primo semestre

A Torino e Firenze le vendite all’estero sono diminuite del 21%. Tra le città più piccole record negativo di Alessandria. In controtendenza Genova e Trieste

di Chiara Bussi

default onloading pic
(ake1150 - stock.adobe.com)

A Torino e Firenze le vendite all’estero sono diminuite del 21%. Tra le città più piccole record negativo di Alessandria. In controtendenza Genova e Trieste


3' di lettura

La provincia più esportatrice d’Italia? Nonostante gli scossoni del Covid resta quella di Milano, che nel primo semestre ha totalizzato 19,1 miliardi di vendite oltreconfine. Il 14,5% in meno dovuto agli effetti della pandemia non scalfisce il suo primato. Seguono Vicenza con 7,8 e Torino con 7,4 miliardi. La top five comprende anche Brescia (6,9 miliardi) e Bologna (6,8).

Lo mostrano le elaborazioni di Promos Italia sui dati Istat Coeweb, istantanea di un periodo a tinte fosche con qualche segnale di schiarita per il futuro. Se a livello nazionale le vendite all’estero hanno subito un tonfo del 15% rispetto a un anno prima attestandosi a 201 miliardi, ecco la mappa dell’export sul territorio, con alcune sorprese.

Chi scende...

Tra i capoluoghi di Regione il calo più significativo degli scambi con l’estero si è fatto sentire ad Aosta (-31%), Ancona (-25,8%) a Torino e Firenze, che hanno entrambe registrato -21 per cento. Se si includono anche i centri più piccoli il record negativo va ad Alessandria (-32,4%), che precede di poco Pesaro e Urbino (-28,7 per cento). Bergamo e Brescia, due delle province dove il Covid ha lasciato più il segno, perdono rispettivamente il 16,8 e il 18,1 per cento delle esportazioni.

e chi sale....

In controtendenza tra i capoluoghi c’è Genova: nei primi sei mesi di quest’anno le esportazioni della provincia sono aumentate dell’11,5% a 2,3 miliardi (pari all’1,2% dell’export italiano complessivo). E si mettono in luce anche Trieste (+3,9% a 1,6 miliardi (lo 0,8% del totale italiano), Arezzo +16,7 a 4,6 miliardi, Rovigo (+54,7% a 1,1 miliardi, lo 0,6% del totale), Campobasso ( +34,9% a 401 milioni, lo 0,2% del totale), Matera (+11,1%) e l’Aquila (+59,4 per cento a 485 milioni) e Crotone (18,3% a 11 milioni).

I dati regionali: crescita solo in Liguria e Molise

A livello regionale l’impatto è pesante in Basilicata (-36,8%), Sardegna (-35,3%) e Valle d’Aosta (-31%). La Lombardia nei primi sei mesi 2020 ha esportato 54 miliardi di euro (-15%) e vale oltre un quarto del totale italiano che è di 201 miliardi. Precede il Veneto, che ha segnato -14,6% a 27,4 miliardi e l'Emilia Romagna (28 miliardi). Hanno invece retto, registrando persino un’accelerazione, le esportazioni in Liguria (+3,7%, pari all’1,8% del totale) e in Molise (+30,2%).

L'export è guidato dal settore manifatturiero, soprattutto da macchinari (33 miliardi in Italia di cui dieci miliardi in Lombardia), moda (21 miliardi di cui oltre 5 miliardi in Lombardia), metalli (22 miliardi di cui 8 miliardi in Lombardia), alimentare (19 miliardi di cui 4 miliardi in Emilia Romagna e 3 miliardi in Lombardia e Piemonte), mezzi di trasporto (19 miliardi di cui 3 miliardi in Piemonte e 3 miliardi in Lombardia).

«I dati – spiega il Presidente di Promos Italia Giovanni Da Pozzo – evidenziano l'impatto che l'emergenza da Covid19 ha avuto sulle relazioni commerciali internazionali delle imprese italiane. Emerge infatti un forte rallentamento complessivo a livello nazionale, seppur con intensità diverse sul territorio. Era difficile immaginare un altro scenario ma l’auspicio è che la ripartenza, seppur lenta, a cui stiamo assistendo possa portare a un graduale ma importante miglioramento del trend già nel secondo semestre dell’anno».

Le destinazioni: Ue in primo piano

Circa la metà delle esportazioni del Made in Italy nel primo semestre (106 miliardi) raggiungono l’Unione Europea. Il primo Paese di destinazione si conferma la Germania con 27 miliardi, di cui 7 dalla Lombardia, seguita dal veneto (3,9 miliardi). La Lombardia primeggia anche in Francia (5 dei 21 miliardi vengono messi a segno da imprese lombarde), ma fanno bene anche l’Emilia-Romagna (3 miliardi) e il vicino Piemonte (2,7 miliardi). L'export verso gli USA vale 20 miliardi, di cui circa 5 miliardi dalla Lombardia, seguita da Emilia-Romagna (2,7 miliardi) e Veneto (2,4 miliardi). Oltre 10 miliardi di esportazioni nazionali vanno in Svizzera e Regno Unito nel mezzo del cammino verso la Brexit. In Cina le imprese lombarde hanno esportato per 1,8 miliardi nel primo semestre, seguire da quelle emiliane con 845 milioni.

Gli occhi ora sono tutti puntati sulla seconda metà dell’anno. Secondo Sace sarà proprio l’export la leva per la ripartenza dell’Italia. Se quest’anno verrà archiviato con un calo delle vendite all’estero dell11,3%, già a partire dal 2021 si assisterà a un rimbalzo (+9,3%).

Le nubi saranno ancora fitte nei prossimi mesi ne i Paesi Ue e negli Usa, ma una parziale ripartenza arriverà già nel 2021, anche se non sarà però sufficiente a tornare ai livelli del 2019. Una maggiore resilienza sarà mostrata dal nostro export nei mercati dell'Europa emergente e nei Paesi dell’ex Unione sovietica, mentre in Asia saranno solo le economie che hanno reagito prima e meglio alla crisi pandemica quelle dove la domanda di Made in Italy ripartirà più velocemente.


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti