trasporti e ambiente

Milano, piano shock di Atm: un miliardo per gli autobus elettrici

di Marco Morino

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(Fotogramma)


3' di lettura

La lotta allo smog e alle polveri sottili parte dal rinnovamento dei mezzi pubblici. Ne è assolutamente convinto Giuseppe Sala, sindaco di Milano, che in veste di azionista dell’Atm, l’azienda milanese dei trasporti pubblici controllata dal Comune (socio unico), ha annunciato ieri l’estinzione del diesel dalla flotta dell’Atm e il passaggio integrale all’elettrico nel giro dei prossimi 12 anni.

In sintesi: dal 2020 Atm comincerà ad acquistare solo ed esclusivamente mezzi elettrici, anticipando di cinque anni gli impegni presi dal sindaco al vertice Together 4 Climate del network C40 Cities, che prevede l’acquisto solo di autobus a zero emissioni a partire dal 2025.

Alla fine del 2030, il diesel scomparirà dalla flotta dell’Atm, che sarà composta da 1.200 bus elettrici. A quel punto l’intera flotta di Atm sarà elettrica, anche quella che servirà le periferie e la città metropolitana. Inoltre, tutti i depositi dell’Atm che oggi gestiscono la flotta diesel saranno riconvertiti e verranno costruite ex novo tre strutture. Per il 2030, i mezzi Atm consumeranno 30 milioni di litri l’anno in meno di gasolio e la produzione di CO2 si ridurrà di quasi 75mila tonnellate l’anno. Un contributo importante per rendere più respirabile l’aria di Milano. Un primo passo concreto è già stato fatto da Atm con l’acquisto di 25 bus elettrici che circoleranno per le strade di Milano a cominciare dal prossimo febbraio. Ve precisato che il 70% del servizio Atm è già effettuato con veicoli a trazione elettrica: treni della metropolitana, tram, filobus, autobus elettrici e a idrogeno. Ora si procederà con il completo rinnovamento della flotta di superficie alimentata a gasolio.

E veniamo al piano finanziario, illustrato da Luca Bianchi e Arrigo Giana, rispettivamente presidente e direttore generale di Atm. Lo scorso 13 dicembre, il consiglio di amministrazione di Atm ha adottato le nuove linee guida sul piano a lungo termine degli investimenti dell’azienda, per un totale di oltre due miliardi di euro, di cui il 50% per l’acquisto dei soli autobus elettrici e l’altro miliardo per l’acquisto di treni, filobus e tram. I top manager dell’azienda indicano tre forme di finanziamento per sostenere la transizione verso l’elettrico: 1) autofinanziamento (Atm è una società che genera un flusso di cassa tra i 150-180 milioni l’anno); 2) ricorso al mercato dei capitali (ne è un esempio il bond da 70 milioni emesso da Atm lo scorso 3 agosto e quotato alla Borsa irlandese); 3) contributi pubblici ricompresi nel piano da 10 miliardi di euro annunciato nei giorni scorso dal ministro Graziano Delrio per il rinnovo dei mezzi pubblici in Italia e a favore della sostenibilità ambientale. «Nella seconda metà del 2018 - puntualizza Giana - partiremo con la gara per i primi 100 bus elettrici».

Al bando di Atm guarderanno con sicuro interesse tutti i costruttori mondiali di bus elettrici. In Italia le imprese interessate potrebbero essere due: Iveco e Industria italiana autobus (Iia). Attualmente Iia occupa 488 dipendenti e dispone di tre sedi e due siti produttivi: lo storico stabilimento bolognese di via San Donato 190, sede amministrativa e operativa dell’azienda, lo stabilimento di Flumeri in provincia di Avellino (ex Irisbus), attualmente in fase di ristrutturazione e una piccola sede operativa a Fiano Romano.

«La svolta elettrica dell’Atm - commenta il sindaco Sala - rappresenta un passo di straordinaria importanza e discontinuità. Anche in questo ambito la città di Milano si conferma essere un esempio». Infine, assicura il sindaco, «entro il mese di gennaio» verrà presa una decisione in vista dello scadere della proroga sul contratto di servizio di Atm. Il tema è quella della messa a gara del servizio del trasporto pubblico. «Dovremo trovare una soluzione che tenga conto degli interessi dei milanesi, dell’efficienza del servizio e della tutela del valore di Atm» dice Sala.

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