le vie del lusso

Milano resta meta record, Venezia sale nei canoni

Nel capoluogo lombardo, Montenapoleone è la via più cara con affitti da 13.700 euro al mq/anno

di Paola Dezza


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(agefotostock / AGF)

3' di lettura

Brand che crescono, retailer che approdano in Italia o si riposizionano, vie che si svuotano e altre che si confermano come prima meta per le vetrine più lussuose. Il mercato delle vie dello shopping è dinamico ed effervescente, capace di attirare ingenti investimenti, anche dall’estero.

Nel 2019, anno in cui i volumi nel real estate non residenziale hanno toccato la cifra record di 12 miliardi di euro, il segmento retail ha registrato investimenti per 1,6 miliardi, di cui 630 milioni focalizzati sul comparto high street, termine che indica le vie dello shopping di fascia medio-alta e alta. Si intuisce l’aumento dell’importanza del segmento high street guardando i dati 2018: 2,2 miliardi erano stati investiti nel retail, di cui 650 milioni nelle vie dello shopping.

«Il mercato del lusso nel 2019 ha registrato il forte interesse dei grandi gruppi nel riposizionarsi o per aperture di nuovi punti vendita – dice Thomas Casolo, a capo del dipartimento Retail in town Italia di Cushman & Wakefield –. I tre gruppi principali hanno lavorato per accaparrarsi le posizioni migliori, arrivando a spendere cifre decisamente notevoli». La scorsa primavera Lvmh ha messo a segno una mega operazione in via Montenapoleone, scegliendo di ampliare il negozio anche con le vetrine di Armani e altri spazi.

L’operazione ha segnato un nuovo record di canone a quota 24 milioni di euro annuali. Nella via, i canoni arrivano anche a 13.700 euro al metro quadrato all’anno. Il riassetto nasce dalla strategia di realizzare un riassetto dei brand che fanno capo a Lvmh, dislocati oggi in varie zone del Quadrilatero. «Lvmh ha speso molto e si è poi rafforzata con l’acquisizione di Tiffany – continua Casolo –. Kering, invece, ha portato Balenciaga in Montenapoleone, via nella quale è ritornato anche Yves Saint Laurent, sempre di Kering. Il terzo gruppo che ha giocato un ruolo importante nelle vie del lusso è Richemont, anche se focalizzato sull’orologeria».

Nelle cinque città più importanti, Milano, Roma, Venezia, Firenze, rientra oggi anche Torino. Nel capoluogo piemontese ci sono tutti i brand più importanti. «Louis Vuitton ha ampliato lo spazio su via Roma» conclude Casolo, che sottolinea anche un crescente interesse per Napoli e per Forte dei Marmi.

E i canoni? Nei dati di Cushman & Wakefield il valore della locazione annuale ha raggiunto in via Montenapoleone quota 13.700 euro al metro quadrato all’anno, sostanzialmente stabile con una crescita dell’1,5% su un anno prima. A Roma i canoni più elevati sfiorano i 12.500 euro al metro quadro all’anno in via Condotti, a Venezia arrivano a 7.200 euro (+4,2% sul 2018) in Calle San Moisè, in aumento del 14,3% in un anno, la migliore performance di crescita.

Tornando a Milano Montenapoleone resta la posizione più ambita. Qui si concentrano oltre 80 vetrine con i brand più noti e ricercati del lusso, da Louis Vuitton a Dior, da Cartier a Prada, passando per Valentino, Bottega Veneta, Gucci e Brunello Cucinelli.

Soffre, invece, via della Spiga dove si registrano alcune chiusure importanti. «Ci sono alcuni immobili sfitti – continua Thomas Casolo –. Negli ultimi tre anni abbiamo visto le maggiori firme trasferirsi in via Montenapoleone. Via Spiga deve cambiare pelle perché sta registrando anche un cambiamento nel tipo di clientela. L’obiettivo oggi deve essere cercare di rilanciarla con brand emergenti. Noi abbiamo portato, per esempio, il brand di capispalla Canada Goose, ma arriverà anche Ralph Lauren (che al momento non ha negozi a Milano, ndr) con un innovativo concept store con bar e caffetteria».

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