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Milano rilancia l’area ex Innocenti Rigenerazione al via con Camozzi

In partenza la creazione del centro di ricerca d’eccellenza dell’azienda bresciana. In loco anche direzione-logistico e i Laboratori del Teatro alla Scala

di Paola Dezza

3' di lettura

I cancelli filmati in “Romanzo Popolare” di Mario Monicelli sono ancora in piedi, ma non più attraversati da quel fiume di operai che, finita la giornata in fabbrica, tornava a casa sul finire degli anni ’50 quando qui la Innocenti produceva la Lambretta. Siamo nella periferia di Milano, al confine con Segrate, in quell’area di Lambrate che ha vissuto lo spopolamento e la chiusura dei siti produttivi. Oggi si profila una nuova vita dopo la firma della convenzione in Comune, grazie anche al gruppo bresciano Camozzi, che porta qui la sede e crea dove sorgeva la Innse – acquistata nel 2009 - un centro di ricerca di eccellenza.

La rigenerazione urbana dell’intera area ex Innocenti oggetto della Convenzione, firmata con il Comune lunedì scorso, riguarda 300mila metri quadri, 110mila circa di proprietà di Rubattino 87, società di cui Blue Sgr è gestore e asset manager e che svilupperà un complesso direzionale/logistico, 16mila circa mq del gruppo Camozzi interessati dalla trasformazione (una parte dei complessivi 60mila mq del gruppo) e il resto del Comune stesso. È questa la prima delle zone individuate dal Pgt 2030 per le Grandi Funzioni Urbane a passare all’attuazione. La rigenerazione prevede anche l’ampliamento di circa 70.000 mq del Parco della Lambretta, che insieme agli spazi destinati a Laboratori e depositi del Teatro alla Scala (90mila mq) sarà oggetto di un concorso internazionale di progettazione recentemente bandito dal Comune di Milano e denominato la “Magnifica Fabbrica”. In questo ambito da definire anche il futuro del Palazzo di Cristallo, architettura industriale simbolo degli stabilimenti Innocenti-Maserati.

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Il progetto di Camozzi ai nastri di partenza verrà inaugurato a fine 2022. Il primo investimento è di 30 milioni di euro. Il gruppo Camozzi, fondato nel 1964, è oggi multinazionale leader nella produzione di componenti e sistemi innovativi per l’automazione industriale, ma ha esteso l’operatività in altri settori, dalle macchine utensili speciali di grandi dimensioni all’ingegnerizzazione avanzata delle macchine tessili e della lavorazione di materie prime. E soprattutto si occupa dello sviluppo di tecnologie dell’Iot (Internet delle cose). In numeri il gruppo conta oggi 2.730 dipendenti, 11 aziende, 25 siti produttivi in Europa, Cina, India, Russia e Stati Uniti. I ricavi sfiorano i 414 milioni di euro, con l’80% di export.

Il Camozzi Research Center, un unicum in Europa, sarà punto di connessione tra industria e mondo della ricerca. «Il nostro progetto punta a valorizzare in primis il capitale umano - racconta Lodovico Camozzi, presidente e ceo del gruppo - attraverso laboratori in collaborazione con università internazionali». Una serie di spazi saranno destinati a centro di ricerca – Camozzi vanta quasi 600 brevetti - per Politecnico di Milano e Istituto italiano di tecnologia, ma anche grazie agli accordi con università come Berkeley, l’Università del Maine, il Politecnico di Torino e la Cattolica. Non solo. Qui arriverà anche la Academy del gruppo.

Tra le opere innovative realizzate dal gruppo i quattro robot per contribuire alla sicurezza del nuovo ponte di Genova, dopo il crollo del Morandi, e il Giant Magellan Telescope, il più grande telescopio di nuova generazione in Cile, per il quale il gruppo produce il meccanismo di precisione d’acciaio da 1.300 tonnellate che sosterrà la parte ottica e gli specchi del macchinario.

Il progetto di reindustrializzazione dell’area di Camozzi prevede il totale rifacimento degli attuali uffici, palazzina di tre piani per 3mila metri quadrati, ma anche la rigenerazione di altri spazi dove oggi sorgono vecchi edifici da abbattere e soprattutto il recupero della fabbrica, 30mila mq, già in parte utilizzata per la lavorazione di acciaio, titanio e per la realizzazione di stampe in 3D. Una delle tre imponenti campate che compongono la fabbrica, lunga 310 metri e alta oltre 30, è proprio lo spazio per ospitare MasterPrint, la più grande stampante in 3D al mondo.

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  • Paola DezzaCaposervizio Responsabile Real Estate

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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