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Milano riparte con il Supersalone del design

Dal 5 al 10 settembre l’evento in Fiera Milano con 425 aziende, mentre in città si attendono oltre 500 eventi. Inaugurazione con il presidente Sergio Mattarella

di Giovanna Mancini

Ferro (Ice): mercati ripartono e torna la voglia di Made in Italy

6' di lettura

Dopo due rinvii, tante incertezze e polemiche sull’opportunità e la formula del suo svolgimento quest’anno, il Salone del Mobile di Milano è tornato. In forma diversa, certo, perché la pandemia ancora in corso non permetterà di raggiungere i numeri record del 2019 (400mila visitatori in fiera e 500mila in città), e con un nome diverso: Supersalone.

Ma il suo effetto dirompente di energia ed entusiasmo è già evidente in città. Il via ufficiale sarà domani mattina, in Fiera Milano a Rho, ma già da stamattina le vie del centro e gli showroom dei brand del design sono affollati di visitatori muniti di Green Pass e mascherine per entrare a vedere tutte le novità di questo settore.

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I numeri del Supersalone

I numeri, dicevamo, sono chiaramente ridotti, visto che i viaggi da alcuni Paesi (soprattutto dall’Asia e dalle Americhe) sono bloccati o scoraggiati dalle quarantene obbligatorie. In fiera si attendono comunque 425 brand del design (di cui il 16% dall’estero), 39 designer autoprodotti e 170 giovani creativi, per un totale di oltre 1.900 progetti esposti. «È un bellissimo segnale – dice soddisfatta Maria Porro, presidente del Salone del Mobile nominata lo scorso luglio –. Non era scontato arrivare a questo risultato, mettendo tutti d’accordo e poi elaborando un progetto totalmente nuovo in così poco tempo. Ma le imprese hanno dato una grande risposta. L’industria c’è. Ci sono i talenti del futuro, c’è la cultura, ci sono le istituzioni, con la presenza del presidente Sergio Mattarella all’inaugurazione». Difficile prevedere quanti saranno i visitatori: Porro assicura che i dati sui pre-accrediti dei buyer e le vendite di biglietti per il pubblico sono molto positivi.

Il pubblico sarà, in effetti, una delle grandi novità di questo Supersalone, dato che l’ingresso è aperto a tutti per l’intera durata della manifestazione, anziché, come da tradizione, sol onel weekend. Inoltre, i visitatori potranno acquistare (tramite piattaforma online e QRCode) tutti i prodotti esposti.

L’allestimento inedito

Un’innovazione fortemente voluta dal curatore dell’allestimento, l’architetto e presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri, che lo ha ideato assieme a un team internazionale di co-progettisti. «Sarà un Salone democratico, nel segno del design, della condivizione e della sostenibilità – dice Boeri –. È stata una grande esperienza, anche per noi curatori, che ci ha insegnato molte cose. Sono certo che molte rimarranno anche nel futuro, perché il mondo è cambiato e bisognerà ripensare anche il modo di fare le fiere».

Tutti i materiali e le componenti dell’allestimento ideato da Andrea Caputo e da Stefano Boeri Interiors utilizzano una ridotta quantità di pannelli di truciolare, ottenuti con legno riciclato al 100%. Al termine dell’evento, saranno rimessi nel ciclo di produzione, in un’ottica di economia circolare. Inoltre, all’ingresso della Porta Est della Fiera e all’interno dei padiglioni sono stati piantati 200 alberi donati dal Salone del Mobile al progetto Forestami e che saranno poi ripiantati al Parco Nord Milano. Accanto ai prodotti delle aziende, il Supersalone ospita anche aree dedicate ai giovani talenti, al Food, ai dibattiti culturali e all’arte, con la mostra sul Compasso d’Oro.

«Sarà un Salone che avrà anche un profilo culturale e popolare, oltre che commerciale – spiega Boeri –. Abbiamo portato la ricchezza della città di Milano al Salone per la prima volta e siamo contenti».

Il Fuorisalone e la ripartenza di Milano

La città va al Salone e il Salone va in città. Da anni, ormai, la sinergia tra la dimensione business della fiera e la dimensione culturale e di intrattenimento del centro cittadino è diventato uno dei tratti più rilevanti (e uno dei maggori fattori di successo) della Design Week milanese, sicuramente la più importante del settore a livello internazionale.

Ma quest’anno la sinergia è totale: da un lato arte, cultura, food e grande pubblico si spostano anche in fiera, come osserva Boeri, dall’altro, visto lo spazio ridotto in fiera, molte aziende stanno organizzando le presentazioni ai clienti e gli appuntamenti business nei propri showroom in centro. La macchina del Fuorisalone si è messa in moto, sostenuta anche dal Comune di Milano che ha lanciato a maggio un concorso di idee a cui hanno risposto 75 soggetti legati al design, oltre che da tutti i principali distretti del design che da anni animano la città: Brera, 5Vie, Tortona, NoLo, la Triennale, gli eventi di Interni, il nuovo Adi Design Museum.... Impossibile fare l’elenco: gli eventi previsti fino al 10 settembre sono oltre 500 e l’impatto anche economico sulla città sarà importante, anche se inferiore a quello del passato.

L’impatto sulla città

A confermarlo sono i numeri elaborati per Il Sole 24 Ore dall’Ufficio studi di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, che stima tra i 93 e i 121 milioni di euro l’indotto generato dai visitatori attesi al Supersalone. Una cifra che comprende spese per alloggio (tra i 69 e i 90 milioni), ristorazione (13-17 milioni), shopping (11-14 milioni) e biglietti d’ingresso alla fiera (3-4 milioni).

Numeri considerati molto positivi dagli operatori. Sia per il valore assoluto, sia perché la presenza stessa della fiera del mobile conferma il presidio internazionale di Milano nel settore del design. «Con il Supersalone del Mobile, Milano si rimette ufficialmente in moto e torna a investire nel futuro – commenta Carlo Sangalli, presidente Confcommercio –. È un segnale di fiducia a lungo atteso dal nostro sistema imprenditoriale, che ancora oggi si confronta con la lunga crisi provocata dall’emergenza sanitaria. Questo significa il ritorno dei grandi eventi che hanno fatto di Milano una delle città più attrattive a livello globale.

Nello scenario peggiore, spiegano da Confcommercio, la spesa complessiva sarà attorno al 33,8% rispetto a quella registrata nell’anno record del 2019 (275 milioni di euro), quando la città, tra Salone e Fuorisalone, accolse quasi 500mila persone da tutto il mondo. Nello scenario migliore, la spesa totale raggiungerà il 44% rispetto a due anni fa. Questi valori, precisa l’Ufficio studi, «sono sensibilmente inferiori alla contrazione del numero di visitatori, stimata tra -50% e -35% rispetto all’aprile 2019, dal momento che quest’anno il costo medio del servizio ricettivo e lo stesso biglietto d’ingresso in fiera sono più bassi del corrispondente valore del 2019».

La ripresa del settore arredo

«Dopo due anni e mezzo il design italiano ritrova il suo appuntamento più importante,
motore irrinunciabile di un settore che, nonostante le difficoltà della pandemia, nell’ultimo
anno è riuscito ad agganciare la ripresa – commenta il presidente di FederlegnoArredo, Claudio Feltrin –. La produzione complessiva della filiera legno-arredo è di 39 miliardi di euro, mentre sistema arredamento e illuminazione vale 21 miliardi di euro, di cui 11 miliardi destinati all’export, e nel primo semestre è cresciuto del 14,3% rispetto al 2019, con
un recupero in particolare sul mercato italiano».

Le istituzioni

«Il Salone del Mobile può essere considerato il simbolo dell’eccellenza e dell’intraprendenza dei lombardi – dice Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia -. L’ingegno che incontra l’artigianato e l’industria: attraverso la creatività e gli investimenti in ricerca e sviluppo, le nostre imprese muovono il sistema del design edell’arredamento, un comparto strategico per l’intero Paese anche dal punto di vistaoccupazionale. Ripartire con un evento di questa portata internazionale assume un significato ancor più forte, anche dal punto di vista simbolico».

Per il sindaco di Milano, Beppe Sala, «Non servirà aspettare i numeri dell’evento per affermare che il “supersalone” è un successo. Lo è già per essere stato organizzato in un momento di grandissima complessità. Lo è per aver unito le migliori energie di molti, a dispetto della sfiducia di alcuni. Lo è per la capacità di dimostrare al mondo che Milano può e vuole essere un simbolo di ripartenza. Chi sarà in città per il Salone potrà immergersi nell’atmosfera della Milano Design Week che ospiterà installazioni ed eventi in tanti quartieri: sarà questo il nostro omaggio, ma soprattutto il segno concreto della nostra partecipazione ad un evento che, ne sono certo, sarà uno stimolo per il rilancio del settore e un volàno di crescita per le piccole imprese, gli studi dei giovani designer e le start-up che contano anche sul mondo dell’arredo».

«Dopo più di due anni, il design italiano ritrova a Milano il suo appuntamento internazionale
più importante, motore di un settore che, nonostante la pandemia, nell’ultimo anno è
riuscito ad agganciare la ripresa e ora cresce anche rispetto ai livelli pre-Covid – aggiunge Carlo Ferro, presidente di ICE Agenzia -. Un successo testimoniato anche dal numero di
operatori internazionali selezionati dal programma dell'Agenzia Ice, che porterà a Milano
circa 250 buyer da tutto il mondo e altrettanti rappresentanti della stampa internazionale».

Riproduzione riservata ©

  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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