cerimonia funebre in duomo

Milano saluta Tettamanzi. Sala: suo lascito l’attenzione agli ultimi


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(ANSA)

2' di lettura

Duomo di Milano affollatissimo questa mattina per il funerale di Dionigi Tettamanzi, il cardinale che ha guidato la diocesi ambrosiana dal 2002 al 2011. Un uomo, secondo le parole usate da Angelo Scola, suo successore come arcivescovo di Milano, che «seppe denunciare senza timidezze, ma sempre in modo costruttivo, i mali delle nostre terre». Parlando di fronte ad oltre cinquemila fedeli, con un migliaio di sacerdoti, trenta vescovi e otto cardinali, arrivati a concelebrare, Scola ha ricordato «il permanente sorriso» e «l'umanità contagiosa», e il suo ruolo di collaboratore diretto di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI oltre che di esperto di «scienze morali e bioetiche».

Il feretro di Tettamanzi in Duomo, l'ultimo saluto dei fedeli

Scola: uomo guidato da un profondo senso di giustizia
A Milano Tettamazi «ebbe un notevole peso» anche per il rapporto che instaurò con la società civile, promuovendo una «apertura al confronto sociale» ed anche «ecumenico ed interreligioso», mostrando anche una attenzione particolare «per i problemi delle famiglie ferite», «del lavoro, dell'emarginazione nelle sue tante e dolorose forme». Il cardinale - ha ricordato Scola, che reggerà la diocesi fino all'8 settembre quando lascerà l'incarico a monsignor Mario Delpini, scelto dal Papa come nuovo arcivescovo - «era guidato da un profondo senso di giustizia che si esprimeva nella promozione e nella difesa dei diritti di tutti e di ciascuno».

Addio a Tettamanzi, il suo spirito critico a servizio dei deboli

Sala: suo insegnamento l’attenzione agli ultimi e alle famiglie
Ad accogliere il feretro dell'arcivescovo emerito della città, destinate ad essere tumulate nella cattedrale al termine della cerimonia, c'era lo stato maggiore dell'amministrazione cittadina, a partire dal sindaco Giuseppe Sala, accompagnato da una folta rappresentanza di dei Comuni che fanno parte dell'arcidiocesi, dal prefetto Luciana Lamorgese e dal questore Marcello Cardona. Nel suo ricordo al termine della cerimonia il primo cittadino ha sottolineato il «grande insegnamento» lasciato dall’arcivescovo, basato sull’«attenzione agli ultimi e alle famiglie». Oggi, ha spiegato, «qui c'è stata una dimostrazione di grande affetto. Come ha ricordato Delpini era facile volergli bene - ha concluso -, ed è stato giusto il richiamo a fare in modo che sia più facile
volerci bene».

In Duomo anche il ministro Martina e l’ex premier Monti
A rendere onore a Tettamanzi, a nome del Governo, il ministro dell'Agricoltura, Maurizio Martina, l'ex premier Mario Monti, e il presidente de Consiglio regionale Raffaelle Cattaneo. Molti anche i religiosi presenti, come il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio consiglio della cultura, il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, il cardinale Gualtiero Bassetti, attuale presidente della Cei e arcivescovo di Perugia, e la pastora della chiesa Valdese Daniela Di Carlo.

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