Made in Italy

Il Salone del mobile parte con il piede giusto: metà visitatori dall’estero

Oltre 30mila adesioni registrate il primo giorno: la metà sono visitatori stranieri, molti operatori

dall'inviata Giovanna Mancini

Il presidente Mattarella apre il Salone del Mobile

5' di lettura

«Sto violando il programma convenuto – ammette il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella –. Il mio intervento non era previsto. Ma desidero esprimere il mio apprezzamento e augurio per il Salone del Mobile, un appuntamento di grande importanza, punto di riferimento mondiale per un settore in cui il nostro Paese è avanguardia».

Con queste parole il capo dello Stato ha dato il via ufficialmente al Supersalone, l’edizione speciale del Salone del Mobile in corso alla Fiera Milano di Rho fino a venerdì. Una prima giornata che, a detta di molti imprenditori, è stata «superiore alle attese» per afflusso di pubblico. E girando tra i padiglioni, la quantità di visitatori è innegabile. Si tratterà, nei prossimi giorni, di capire quanti di questi siano semplice pubblico del weekend e quanti invece visitatori professionali.

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Al via dopo le incertezze

«Questa occasione, che raccoglie coraggio di impresa, creatività, fantasia e cultura è di straordinario significato in questo momento del Paese per il suo rilancio e la sua ripresa. E in questo si esprime anche il ruolo della Fiera di Milano, punto di raccordo che consente la proiezione del nostro Paese verso i mercati internazionali, ma anche la sollecitazione del mercato interno per riprendere attività con pienezza e con successo».

La presenza di Mattarella a questa inaugurazione non è solo una formalità. È la testimonianza dell’importanza di questo evento per il settore dell’arredamento (una delle eccellenze del made in Italy, con 21 miliardi di euro di fatturato alla produzione nel 2020), ma anche per la ripartenza di Milano e del Paese. Ma soprattutto, la sua decisione di presenziare a questa giornata è stata determinante per convincere le imprese e gli organizzatori del Salone a confermare l’appuntamento con la fiera, quando lo scorso aprile anche l’edizione 2021 era stata messa in forse, dopo l’annullamento del 2020, causa pandemia.

Lo stesso Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, l’associazione che rappresenta le aziende del settore, ammette le difficoltà che hanno preceduto questo evento: «Se siamo qui a inaugurare la più importante fiera internazionale del design significa che, tutti insieme, abbiamo lavorato affinché questo miracolo della ripartenza si realizzasse – spiega Feltrin –. La presenza del presidente qui, oggi, testimonia la bontà della scelta che abbiamo fatto. Abbiamo avuto delle lecite incertezze, prima di confermare l’edizione di settembre. ma alla fine il coraggio di accettare la sfida ha prevalso».

Marco Mengoni al Supersalone

Le imprese

Oggi, in effetti, sono tutti qui: le imprese e le istituzioni, insieme. «Siamo qui a celebrare la ripartenza di un sistema economico e sociale, che rappresenta un’eccellenza indiscussa del Paese – ha detto Maria Porro, presidente del Salone del Mobile di Milano –. Un’industria che è insieme creativa e manifatturiera, radicata nei distretti produttivi diffusi in tutto il territorio del Paese, da Nord a sud. Dopo 18 mesi di lontananza, diamo via a questo evento inedito, in cui dialogheranno grandi imprese e giovani talenti, la storia del design e soprattutto la voglia di tornare a confrontarsi. il Supersalone incarna la cultura, il coraggio e la determinazione con cui i lsettore sta affrontando le sfide del presente».

Per Carlo Bonomi, presidente di Fiera Milano e presidente di Confindustria, il via al Supersalone è l’occasione per ricordare la centralità delle fiere come strumento di sviluppo per l’economia italiana. «Ora è il momento di guardare avanti, di aprirsi con più vigore ai mercati internazionali – ha aggiunto Bonomi –, noi siamo al servizio delle imprese che vogliono ripartire. La Fiera è uno spazio, non solo fisico, dove valorizzare e promuovere il potenziale del brand Italia, attraendo imprese e investimenti da tutto mondo».

Le istituzioni

«Milano si muove e, con Milano, torna a muoversi l’Italia – ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala –. È un evento che porta nel mondo l’immagine positiva della nostra città e del Paese. Accolgo e faccio mio l’invito del presidente Mattarela, che ringrazioe per la sua presenza, ad assumerci le nostre responsabilità. Milano si assume la responsabilità e vuole tornare a guidare la ripartenza». Il Supersalone è un evento eccezionale, ha aggiunto Sala, come lo è la situazione che stiamo vivendo: «ma in questi giorni essere in giro per Milano e sentire parlare tante lingue diverse e vedere tanti giovani è bellissimo. Quello che viviamo oggi è un grande segno di ottimismo. Non era scontato essere qui, ma è il segno del coraggio, di uno scatto di orgoglio di un settore che vuole ripartire e dare contributo alla ripresa del Paese e di una comunità che vuole dare il suo contributo al futuro».

«Il Salone del Mobile è storicamente il manifesto dell’eccellenza e del saper fare lombardi, di un’artigianalità elevata ad arte: un incontro tra ingegno e industria, favorito dal ruolo insostituibile dell’impresa», ha detto il presidente della Lombardia, Attilio Fontana.

Una manifestazione inedita

Soprattutto, ci sono le imprese: 425 aziende del design, che hanno interpreto ciascuno con la propria sensibilità e creatività il format proposto dall’architetto Stefano Boeri, curatore dell’allestimento assieme a un team di progettisti internazionali.

Un allestimento inedito, molto diverso da quello che tutti conosciamo, concepito più come una grande mostra dell’eccellenza made in Italy, che come il tradizionale Salone del Mobile. Non ci sono gli stand, innanzitutto, sostituiti (anche per motivi di sicurezza) da lunghe pareti verticali, alle quali, o davanti alle quali, le aziende e i designer hanno collocato i propri prodotti. Qualcuno lo ha fatto in modo più tradizionale, riproducendo, in piccolo, il concetto di stand. Altri hanno preferito dare spazio alla creatività.

Gli imprenditori che abbiamo incontrato tra i corridoi dell’allestimento inedito, curato da Stefano Boeri, sono consapevoli che quest’anno il business in senso stretto non si farà all’interno della fiera, pensata più come una grande operazione di sistema, per dimostrare la forza e la bellezza del design italiano.

Ma sono qui e ci hanno creduto, assieme anche a 39 makers e 170 giovani designer, presneti con un totale di 1.900 progetti. Il tema di base – proposto dai curatori – era quello delle pareti verticali (pareti, va precisato, realizzate con materiali sostenibili, completamente riciclati o riciclabili, che a manifestazione terminata saranno disassemblati e riutilizzati). E su questo le aziende del design si sono sbizzarrite: c’è chi le ha interpretate come le pareti di un negozio, su cui esporre i propri prodotti su delle mensile; chi come la lounge di un albergo o altro spazio pubblico in cui sistemare le proprie poltroncine. Chi, ancora, ha utilizzato la parete per farne un Led Wall su cui proiettare immagini legate all’azienda o alla produzione. Qualcuno si è spinto oltre, creando dei piccoli concept progettuali in cui il prodotto è solo un elemento simbolico, attorno a cui far ruotare visione e valori dell’azienda.

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