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Milano, terminata la struttura «Gioia 22»: vale mezzo miliardo

Coima Sgr coordina il progetto come investment e asset manager per conto dell’investitore, il fondo sovrano Abu Dhabi Investment Authority, mentre Coima Srl è development manager

di Stefania Arcudi

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Coima Sgr coordina il progetto come investment e asset manager per conto dell’investitore, il fondo sovrano Abu Dhabi Investment Authority, mentre Coima Srl è development manager


2' di lettura

Il Gioia 22 – la torre soprannominata “Scheggia di Vetro” e costruita al posto dell’edificio ex Inps di Milano – prende sempre più forma: la struttura è finita, l’intero edificio sarà ultimato entro l’anno e, a quel punto, avrà un valore di mercato stimato tra 450 e 500 milioni di euro. Coima Sgr, che coordina il progetto come investment e asset manager per conto dell'investitore di Gioia 22, del fondo sovrano Abu Dhabi Investment Authority, mentre Coima Srl è development manager per la gestione tecnica dello sviluppo urbano ed edilizio, ha completato la struttura del nuovo grattacielo direzionale di Porta Nuova, un edificio di 26 piani fuori terra per 120 metri di altezza complessiva, progettato dallo studio di architettura Pelli Clarke Pelli Architects e improntato alle best practice di edilizia sostenibile.

La struttura
«Le facciate saranno completate a maggio e l’edificio sarà ultimato entro il 2020», in linea con le previsioni date quando il Gioia 22 era stato presentato, a novembre 2017, ha spiegato Manfredi Catella, fondatore e amministratore delegato di Coima Sgr, sottolineando che, una volta finito, il valore di mercato stimato del grattacielo sarà di 450-500 milioni di euro. Una volta ultimato sarà il primo edificio di nuova generazione a ridisegnare Porta Nuova Gioia, nella quale Coima ha aggregato aree per una superficie di oltre 150mila metri quadri e 20mila metri quadri di spazi pubblici, che si aggiungeranno a quelli di Porta Nuova per un totale di oltre 200mila metri quadri.

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«Se guardiamo alle città europee e mondiali dove si è fatta molta architettura negli ultimi 20-30 anni, Milano era un po’ assente nella geografia internazionale, ma negli ultimi anni è tornata a essere presente, anche grazie a Porta Nuova e CityLife. La stagione di un’architettura contemporanea è appena iniziata, quindi c’è grande attenzione di tutto il mondo» ha detto Catella, spiegando che l’obiettivo di Porta Nuova Gioia «è continuare le intuizioni che Porta Nuova ha avuto, con una sorta di “alleanza urbana” creando delle estensioni di Porta Nuova che non svilupperemo solo noi, ma anche altri», in un’ottica collaborativa con l’amministrazione comunale e non solo.

La sostenibilità
L’edificio è progettato in un’ottica sostenibile e risponde agli standard Nearly Zero Energy Consumption Building: sarà dotato di oltre 6mila metri quadri di pannelli fotovoltaici che assieme all'utilizzo dell'acqua di falda consentiranno una riduzione del fabbisogno energetico del 75% rispetto alle più recenti torri direzionali di Milano. La riduzione di emissioni di anidride carbonica realizzata da Gioia 22 rispetto al precedente edificio, equivale all’assorbimento di Co2 attribuibile a circa 10 ettari di bosco (4.500 alberi) e l’energia prodotta dal sistema fotovoltaico sarebbe sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di 306 abitazioni.

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