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Milano Unica fa il tutto esaurito, speranze di ripresa per il tessile

Espositori in crescita del 27% per la fiera, una delle poche al mondo che ha deciso di mantenere le date previste.

di Giulia Crivelli

I punti chiave

  • La manifestazione dedicata al tessile per l’abbigliamento ha registrato un +27% di investitori rispetto a luglio 2021
  • L’export nei primi 11 mesi del 2021 ha messo a segno un +9,9%, ma non è ancora sufficiente per tornare ai livelli pre pandemia
  • Le sfide per il 2022 sono legate ai costi dell’energia, dei trasporti e delle materie prime

3' di lettura

Milano Unica si è aperta con un ricordo (e un minuto di silenzio) per Nino Cerruti: il presidente dell’omonimo lanificio biellese, scomparso il 15 gennaio, avrebbe preso parte volentieri all’edizione della fiera che si è aperta ieri a Rho nel segno di un cauto ottimismo: gli espositori sono cresciuti del 27% rispetto all’edizione del luglio 2021 e gli alberghi più vicini al quartiere espositivo registrano un’occupazione superiore all’80%. Alessandro Barberis Canonico, presidente di Milano Unica, ha ricordato che Cerruti fu tra i più convinti sostenitori della fiera dei tessuti e degli accessori tessili, nata nel 2005 dalla fusione di cinque diverse manifestazioni. «Partecipò sempre come espositore, ma soprattutto fu curioso visitatore e scrutatore di novità tra gli stand – ha detto Barberis Canonico –. In lui conviveva la scintilla imprenditoriale e quella creativa e ripeteva sempre che tutto nasce coi tessuti».

La scommessa sulle date

Milano Unica è tra le (poche) fiere che ha deciso di mantenere invariate le date, rafforzando allo stesso tempo i protocolli di sicurezza per allestitori, espositori e visitatori, anticipando quella che potremmo definire “nuova normalità” e allo stesso tempo proiettando l’intero tessile-moda-accessorio (Tma) nel futuro: la fashion week uomo di Milano di gennaio e quella della donna che partirà il 22 febbraio sono le vetrine delle collezioni autunno-inverno 2022-23, mentre a Rho le aziende presentano le novità per la primavera del prossimo anno, quando, è l’auspicio di tutti, la nuova normalità sarà una certezza.

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Export in crescita ma la ripresa è più lenta a monte

La parte a monte della filiera è stata la più penalizzata dalla pandemia e sta recuperando più lentamente della parte a valle, hanno ricordato Barberis Canonico, Cirillo Marcolin e Sergio Tamborini, presidenti di Confindustria Moda e Sistema moda Italia (Smi). Anche per questo manifestazioni come Milano Unica, che non ha di fatto mai rinunciato al format in presenza, sono sostenute da Ice Agenzia. «L’export dei tessuti per abbigliamento ha registrato nei primi 11 mesi dell’anno una crescita del 9,9% – ha sottolineato Carlo Ferro, presidente di Ice –. Ma non è ancora sufficiente a recuperare la flessione del 2020, che ha visto i settori della moda tra i più colpiti, e le fiere sono strumentali al posizionamento delle nostre imprese sui mercati esteri». Ferro ha ricordato che la pandemia ha accelerato processi già in corso, in particolare su sostenibilità e digitalizzazione, e Milano Unica e il tessile lo confermano appieno. «Il contatto fisico con i materiali rappresenta il vero elemento distintivo, per i tessuti e gli accessori, nell’incontro tra domanda e offerta – ha confermato Massimo Mosiello, direttore generale della fiera –. Ma resta sempre a disposizione il marketplace e-MilanoUnicaConnect, un efficace strumento commerciale e di comunicazione a distanza, che ha un ruolo complementare, non sostitutivo».

Le difficoltà e le incognite per il 2022 sono legate ai costi dell’energia, dei trasporti e delle materie prime, hanno ribadito Barberis Canonico e Tamborini. Si tratta peraltro di fattori esogeni, sui quali non possono intervenire direttamente le imprese, che possono invece concentrarsi e investire sulla sostenibilità ambientale e sociale e sulla formazione, dove però serve la collaborazione con istituzioni locali e nazionali, con il sistema scolastico e con le famiglie.

L’importanza della formazione

Da qui il titolo della tavola rotonda che ha aperto Milano Unica, «Mani sapienti per tessere il futuro della filiera»: Gianni Brugnoli, vicepresidente di Confindustria con delega al capitale umano, ha ricordato l’impegno nella promozione degli Its, guardando in particolare al modello tedesco che, in un circolo virtuoso con scuole di ogni grado e con le famiglie, forma circa 850mila periti (non solo tessili, ovviamente) ogni anno. Paolo Bastianello, presidente del comitato Education di Confindustria Moda, ha sottolineato la fattiva collaborazione con il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, sui percorsi formativi degli studenti e degli insegnanti. Roberto Peverelli, presidente della rete Tam, e Francesco Ferraris, che guida il gruppo giovani di Smi, hanno ribadito l’importanza di spiegare ai giovani le opportunità che il settore offre, sfatando falsi miti e credenze.

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