Tessuti

Milano Unica supera il test dei buyer stranieri e degli ordini virtuali

Su 2.400 compratori, 400 sono arrivati dall’estero, soprattutto dal Nord Europa. Il presidente Alessandro Barberis Canonico: «è stato il primo gradino di un nuovo percorso». Crescono le piattaforme B2B, da Reda a Canepa

di Marta Casadei

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(Ansa)

Su 2.400 compratori, 400 sono arrivati dall’estero, soprattutto dal Nord Europa. Il presidente Alessandro Barberis Canonico: «è stato il primo gradino di un nuovo percorso». Crescono le piattaforme B2B, da Reda a Canepa


3' di lettura

izione dal messaggio più forte: ripartire, uniti, facendo uno sforzo di sistema e cercando di guardare al futuro. Anche se per tornare ad avere dei riscontri economici positivi bisognerà aspettare. La 31esima edizione di Milano Unica, che si è tenuta l’8 e 9 settembre alla Fiera di Rho, è stata per «pochi ma buoni»: 207 aziende, in maggioranza italiane. Che hanno scelto di presentare le collezioni autunno inverno 2021 nella dimensione fisica. Con risultati forse un po’ sopra le aspettative: «In Fiera, nel complesso, sono arrivati 2.400 buyer, di cui 400 stranieri, arrivati principalmente dal Nord Europa - racconta Alessandro Barberis Canonico, che oltre alla carica di amministratore delegato dello storico lanificio di famiglia ricopre anche quella di presidente di Milano Unica -. Numeri che ci confermano la voglia di ripartire anche da parte dei clienti delle aziende del made in Italy». Barberis Canonico non ha dubbi: «Il Covid-19 ha rappresentato un elemento di discontinuità forte: dobbiamo guardare a questa edizione di Milano Unica come a un primo gradino di un nuovo percorso». A Rho Fiera, secondo l’imprenditore biellese, sono arrivate «aziende che hanno voglia di innovare e, dunque, sono alla ricerca di proposte diverse e di alta qualità. In passato ci chiedevano evoluzioni o variazioni di un prodotto che aveva dato loro riscontri positivi sul mercato, in quest’edizione la domanda ricorrente è stata, invece, “Cosa avete di nuovo?”».

Anche Ercole Botto Poala, ceo di Reda, evidenzia il tema della discontinuità con il passato: «Il Covid-19 ha cambiato le regole del gioco: essere a Rho Fiera in questi giorni è stato come partecipare a una nuova fiera, in un Paese nuovo, in un contesto nuovo». Un passo necessario: «Dovevamo far vedere che non ci fermiamo di fronte alle difficoltà - dice -. E poi abbiamo dato prova del fatto che è possibile organizzare una fiera in tutta sicurezza».

Se inizialmente Botto Poala temeva «la debolezza numerica» dei visitatori, dovuta anche alle limitazioni alla mobilità, si è ricreduto: «Abbiamo avuto 100 clienti in stand in due giorni. Un risultato che valuto positivamente. Circa l’80% sono italiani, mentre un 20% è arrivato dall’estero». Per raggiungere tutti gli stranieri bloccati nei Paesi d’origine, invece, Reda ha lanciato una piattaforma B2B per gli ordini virtuali. La discontinuità si riscontra, inevitabilmente, anche nell’impatto che il Covid-19 ha avuto sulla vita quotidiana e sulle abitudini d’acquisto del cliente finale: «Il formale maschile, così come l’abbigliamento da cerimonia, risente molto della crisi, complici le occasioni d’uso “congelate” e, secondo gli analisti, subirà un calo per i prossimi 5-6 anni», dice Botto Poala. Che, dopo aver definito il 2021 «un anno ancora complesso», rivolge comunque uno sguardo positivo al futuro: «Negli anni abbiamo lanciato nuovi prodotti e, anche grazie a questo, abbiamo fiducia nel fatto che riusciremo a mantenere la leadership che abbiamo conquistato». Uno dei punti di forza potrebbe essere l’attenzione e l’impegno che, da anni, Reda riserva al tema della sostenibilità: «Potrebbe rappresentare un fattore di crescita, certo. Ma solo se verranno stabilite regole chiare anche in termini di misurazione del livello di sostenibilità di un prodotto».

Alla manifestazione ha partecipato anche Canepa, specializzata nel serico di fascia alta e nella produzione di tessuti in fibre naturali e sostenibili. «Dopo sette mesi in stand by finalmente abbiamo dato un messaggio stimolante e abbiamo potuto incontrare alcuni clienti», dice Michele Canepa, ad del gruppo di famiglia (che ha ricomprato, e rilanciato, nel 2019). Sebbene per l’imprenditore comasco «la componente umana rimane fondamentale», l’azienda di San Fermo della Battaglia già a luglio si è attrezzata con una “camera virtuale” alla quale i clienti possono accedere per visionare i tessuti. «Sono disponibili online 630mila campioni antichi - dice - e i clienti possono analizzare il tessuto grazie a uno scanner tridimensionale». L’innovazione è stata accolta favorevolmente: «Alcuni clienti stanno già utilizzando la piattaforma, mentre stiamo spingendo gli altri a provarla. Il nostro obiettivo è renderla sempre più funzionale».

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