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Milano Unica, al via la prima fiera fisica post lockdown. Il Covid-19 affossa produzione ed export

Duecentosette aziende presenti a Rho-Fiera per dare un segnale forte e ribaltare le sorti di un anno nero. Tra gennaio e maggio le esportazioni di tessuti sono calate del -34,4% e la produzione industriale della tessitura non si è ripresa nemmeno a giugno

di Marta Casadei

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(warloka79 - stock.adobe.com)

Duecentosette aziende presenti a Rho-Fiera per dare un segnale forte e ribaltare le sorti di un anno nero. Tra gennaio e maggio le esportazioni di tessuti sono calate del -34,4% e la produzione industriale della tessitura non si è ripresa nemmeno a giugno


3' di lettura

Duecentosette aziende, un obiettivo. Dare forma alla nuova normalità, mentre l’epidemia di Covid-19 nel mondo non accenna a fermarsi e l’industria italiana prova a riprendersi dopo il lockdown e gli effetti che il virus ha avuto “a catena” su tutta la filiera. E guardare al futuro, seppure distanziati e con la mascherina. Sono questi gli ingredienti della 31esima edizione di Milano Unica che si è aperta questa mattina a Rho Fiera, la prima fiera fisica a riaprire dopo lo stop obbligatorio partito a marzo. Ed esempio a livello internazionale: le fiere competitor, come il Premiere Vision di Parigi, hanno optato per una versione virtuale.

«Essere qui oggi alla prima fiera che riparte in presenza addirittura ospitando operatori stranieri - ha sottolineato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, inaugurando la manifestazione - è un grande segnale di speranza, per un’Italia che è pronta a ripartire sui mercati internazionali e di un Made in Italy tonico, pronto alle sfide del mondo post Covid».

L’impatto del Covid-19 sui conti della tessitura

La tonicità, sicuramente d’animo, non si riscontra nei dati economici del settore che aveva già chiuso un anno in flessione: il 2019, a 7,55 miliardi di euro di ricavi, in calo del 4,9% sul 2018. Se l’anno si era aperto all’insegna dei migliori auspici, dal Covid-19 è arrivata una sonora batosta: nei primi sei mesi del 2020, secondo le rilevazioni Istat, la produzione industriale della tessitura ortogonale (trama-ordito) ha registrato un -25,1%,mentre quella a maglia ha fatto segnare un -31,7%. Nonostante il rimbalzo legato alla riapertura delle attività, il mese di maggio non ha comunque retto il confronto con il 2019 e nel mese di giugno si è registrato un nuovo deterioramento: l’indice di produzione industriale della tessitura è calato del -31,3% rispetto al giugno 2019, quello della tessitura a maglia del -33%.

Un’altra nota dolente è quella legata all’export: tra gennaio e maggio le esportazioni di tessuti sono calate del -34,4%, con una flessione maggiore verso i mercati extra-Ue; il calo più contenuto si registra infatti in Germania (-25%), Francia (-26,7%). Nello spesso periodo, invece, le importazioni (-24,9%) rallentano con minore intensità. Il saldo della bilancia commerciale nel periodo considerato, risulta di circa 500 milionidi euro che, se proiettato su base annua, risulterebbe comunque positivo per circa 1,2 miliardi di euro. Contro i 2,2 miliardi del 2019.

Dalle aziende presenti segnale forte

Le aziende presenti a Milano Unica - 171 italiane e 36 straniere - cercano di guardare oltre. A partire proprio dal presidio fisico, di cui il presidente Alessandro Barberis Canonico ha sottolineato l’importanza: «In questo momento è fondamentale dare un messaggio forte di ripartenza, coesione e continuità. Sono quindi orgoglioso che Milano Unica sia il primo Salone in assoluto del sistema moda e della manifattura che apre fisicamente le porte in Italia. Fa da apripista un comparto che è un asset strategico nel tessuto industriale italiano, con il monte della filiera che nel complesso dà lavoro a 118.000 addetti e genera 20 miliardi di euro, di cui 8 miliardi arrivano proprio dal segmento tessitura, oltre che una bandiera del made in Italy, riconosciuta nel mondo per l'eccellenza di prodotti e servizio». 

La piattaforma digitale per raggiungere i buyer

Viste le circostanze speciali (l’impossibilità di viaggiare da molti Paesi tra cui, per esempio gli Usa), Milano Unica ha comunque lavorato a una serie di strumenti digitali, come il marketplace virtuale e-MilanoUnica Connect, grazie anche al rafforzamento della partnership di sistema con Pitti Immagine.

Le aziende espositrici possono offrire uno showroom virtuale, mentre i buyer potranno richiedere agli espositori l'accessoalla parte riservata del catalogo, consultare i prodotti, salvare quelli di loro interesse e richiederne una campionatura.

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