tessile

MilanoUnica vetrina di eccellenza del made in Italy e della leadership sulla sostenibilità

di Giulia Crivelli


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3' di lettura

Si è aperta con cauto ottimismo la 28esima edizione di MilanoUnica, fiera delle eccellenze tessili italiane (con una sezione dedicata ad accessori come bottoni, passamanerie, cerniere) che si tiene in febbraio e settembre e proietta in avanti di oltre dodici mesi l’intera filiera. Quasi 500 le aziende espositrici: 421,
di cui 80 straniere (pari al 20%), alle quali si aggiungono quelle presenti negli Osservatori Giappone (31) e Corea (15), per un totale di 467 imprese partecipanti. Negli stand vengono presentate le collezioni per la primavera-estate 2020, che superano quindi di una stagione il “valle” della filiera, ovvero i marchi della moda: dal 19 al 25 febbraio a Milano vedremo infatti sfilate e presentazioni delle collezioni per l’autunno-inverno 2019-2020.

Come l’intero settore tessile-moda-accessorio (Tma), il comparto della tessitura ha chiuso il 2018 mantenendo la leadership mondiale nella fascia alta e distinguendosi per tasso di innovazione e traguardi raggiunti nel campo della sostenibilità. Secondo le stime elaborate dal Centro studi di Confindustria Moda, la tessitura made in Italy (che comprende i comparti laniero, cotoniero, liniero, serico e a maglia), dovrebbe archiviare il 2018 con fatturato complessivo di 7,86 miliardi. Il leggerissimo calo (-0,3%) è imputabile al rallentamento della produzione registrato nel secondo semestre dell’anno scorso. Da segnalare l’attivo commerciale di 2,45 miliardi, grazie a un export del 55%, pari a 4,3 miliardi: la tessitura rappresenta “solo” il 14,3% del fatturato del tessile-moda, ma contribuisce per il 24,6% al saldo commerciale positivo.

La Cina (+3%), assieme a Hong Kong (+6,1%), si conferma il primo mercato di sbocco per i nostri tessuti, nei primi dieci mesi del 2018, nonostante il rallentamento dell’economia della Greater China. Positive le esportazioni verso Giappone (+8,6%), Bulgaria (+7,2%), Polonia (+4,9%), Turchia (+3,1%) e Francia (+0,2%), mentre risultano in calo Stati Uniti (-12,6%), Spagna (-9,8%%), Regno Unito (-7,5%), Romania (-5,3%) e Germania (-2,1%)

La leadership mondiale nell’alta gamma – ha spiegato Ercole Botto Poala, presidente di MilanoUnica – si mantiene se si lavora in un’ottica di filiera e investendo in ricerca e sostenibilità.

Sempre più strategico quindi il Progetto Sostenibilità di Milano Unica, al quale per questa 28esima edizione hanno aderito circa 120 aziende con un totale di 700 campioni di tessuti e accessori. In questa edizione il Progetto si spinge infatti oltre la registrazione dello stato dell’arte della sostenibilità di prodotto e propone a tutte le imprese e agli stakeholder il nuovo ambizioso traguardo dell’integrazione dei principi della sostenibilità nella gestione di tutti i processi aziendali. «Il Progetto Sostenibilità – ha aggiunto Botto Poala - nasce dalla visione di un’industria che, grazie alla creatività dei designer e l’abilità di manager e tecnologi nell’innovare i processi industriali, rende possibile trasformare i materiali in prodotti belli, ben fatti e anche rispettosi dell’ambiente. Sappiamo che non esiste un piano B: in un futuro non lontano senza processi di produzione più efficienti nell’uso delle risorse non potremo più permetterci la varietà, la ricerca estetica e di novità che sono il terreno elettivo della moda.»

    I dati a consuntivo mostrano che le principali direzioni di innovazione sostenibile intraprese dalle aziende riguardano l’impegno per una filiera libera da sostanze chimiche pericolose (oltre il 65%) e l’adozione di modelli di produzione circolare (oltre il 20%). Lo stadio più avanzato della gestione integrata dei processi e del risparmio energetico e idrico è stato raggiunto da oltre il 33% delle imprese, che hanno adottato i principali e più avanzati standard, protocolli e certificazioni presenti sul mercato. L’elenco completo delle aziende e dei risultati raggiunti si trova nella sezione Progetto Sostenibilità di Milano Unica.

    All’inaugurazione, per tornare al tema della salvaguardia della filiera, hanno partecipato anche Mauro Scalia, Director Sustainable Businesses Euratex (l’associazione europea dell’industria tessile), Raffaello Napoleone, amministratore delegato Pitti Immagine, Masahiko Miyake, Presidente Jfw - Japan Fashion Week, Roberto Luongo, direttore generale Ice e Michele Geraci, sottosegretario allo Sviluppo economico.

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