Effetto nimby

Mille metri di carta al minuto ma dal 2013 impianto fermo

L'opera di Pier Luigi Nervi fece scuola negli Anni 60; il nodo termovalorizzatore

di Silvia Pieraccini


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Una fase di costruzione dello stabilimento negli Anni 60 su progetto di Pier Luigi Nervi

2' di lettura

Progettata da Pier Luigi Nervi nel 1960, conclusa nel 1964, la «Cartiera» - come tutti la chiamano a Mantova - guarda il fiume Mincio con un profilo unico e irripetibile: l'edificio principale è formato da un ponte sospeso composto da due coppie di piloni in cemento armato a cavalletto, inclinati, mentre i depuratori sono disegnati come monumentali fontane. In pratica è un parallelepipedo che occupa 250 metri per 30, concepito per accogliere la macchina-continua più grande d'Italia, che trasformava la pasta legno in carta da giornale e la avvolgeva in grosse bobine a una velocità di quasi mille metri al minuto. La cartiera nacque dunque “su misura” della Burgo.

Una linea di produzione della cartiera di Mantova

Tra la fine degli Anni 80 e l’inizio degli Anni 90 la tecnologia cambiò e l'azienda cominciò a produrre carta da giornale con carta riciclata e a smaltire gli scarti di lavorazione in tre discariche; nel 1998 venne autorizzata la costruzione di un termovalorizzatore destinato a sostituire le discariche, che è rimasto in funzione fino al 2013 quando la fabbrica ha interrotto la produzione. È quel termovalorizzatore esistente che ha spinto l'investimento di Pro-Gest, allettata dal fatto di dover semplicemente rivedere l'autorizzazione già in essere.

Il dialogo con la Provincia di Mantova aveva in effetti portato ad ottenere una nuova autorizzazione nell'agosto 2016, che abbracciava il termovalorizzatore da 80mila tonnellate all'anno da costruire con moderne tecnologie al posto del vecchio, per bruciare il pulper. Da allora sono cominciati i ricorsi al Tar dei comitati cittadini, affiancati da Comune di Mantova, altri Comuni limitrofi e Parco del Mincio, e la strada è diventata tortuosa tra pareri del Politecnico di Milano, autorizzazioni concesse per produzioni dimezzate per ridurre le emissioni (estate 2017), avvio della fase di test della cartiera (inizio 2019), interrotta nell'aprile scorso prima per contestazione di abusi edilizi e poi per il sequestro di carta da macero disposto dalla Procura con l'ipotesi che si tratti di rifiuti. In novembre, a due anni dalla richiesta, la Provincia ha negato la Valutazione d'impatto ambientale che avrebbe dovuto ripristinare la produzione di mille tonnellate all'anno e Pro-Gest ha deciso «con grande sofferenza» di rinunciare al termovalorizzatore. «Difficile pensare che con un sistema giudiziario così lento e con regole europee che vengono interpretate in modo diverso a seconda dei contesti locali - dice Francesco Zago - il Paese possa attrarre investimenti». E difficile pensare di sviluppare l'economia circolare, aggiunge Assocarta, se gli impianti per smaltire i residui di lavorazione, a Mantova come nel resto del Paese, non si riescono a fare.

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