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Navigator in attesa di rinnovo, stop del ministero del Lavoro: contratti non prorogabili

Con una nota ufficiale il ministero smentisce ogni intenzione di rinnovo: «I contratti dei navigator scaduti il 31 ottobre non sono prorogabili»

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2' di lettura

Il governo guidato da Giorgia Meloni ha un nuovo nodo da sciogliere: quello sulla sorte dei circa 1.500 navigator incaricati di assistere i beneficiari del Reddito di Cittadinanza nella ricerca di un’occupazione o di un’opportunità formativa. Il loro incarico è scaduto il 31 ottobre e si pone adesso il problema di come continuare a utilizzare queste figure professionali almeno fino alla fine dell’anno. Un problema per il nuovo esecutivo, con il centrodestra che ha fatto della battaglia contro il reddito di cittadinanza un vessillo della propria campagna elettorale.

Il ministero: contratti dei navigator non prorogabili

Il ministero guidato da Marina Calderone va anche oltre, con una nota ufficiale per smentire ogni intenzione di proroga: «I contratti dei navigator scaduti il 31 ottobre non sono prorogabili. «In relazione alle notizie di stampa circolate in queste ore relative alla proroga degli ex navigator, scaduti lo scorso 31 ottobre - si legge nel comunicato - si precisa che detti contratti non sono prorogabili. Sul tema e nell’ambito delle attività di coordinamento, è stata invece avviata una mera attività ricognitiva tra le Regioni. Eventuali ulteriori utilizzi degli ex navigator - prosegue la nota - richiederebbero l’approvazione di una apposita norma, non allo studio del Ministero».

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Le accuse di Marattin

«Ma se il governo non ha mai avuto intenzione di prorogarli - si chiede dal Terzo Polo Luigi Marattin - perché si è chiesto con una lettera se c’é bisogno di prorogare i navigator e di comunicare già la stima dei costi?». Il deputato di Italia Viva fa riferimento a un documento che pubblica su Twitter e inviato dal direttore generale del ministero del Lavoro alle regioni interessate e datato fine ottobre. Solo una «ricognizione per conoscere l’orientamento» delle regioni. Non una richiesta della ministra né un invito a confermare i navigator, spiegano dal ministero del Lavoro.

In mille prorogati fino al 31 ottobre

A fine aprile era scaduto il contratto di cococo. In 1.618 sono stati ricontrattualizzati da Anpal servizi per altri due mesi dal primo giugno al 31 luglio (il loro datore di lavoro sin dal 2019), come previsto dal Dl Aiuti. Le Regioni potevano prorogarli per altri tre mesi, fino al 31 ottobre, ma a carico delle risorse assegnate alle Regioni per rinnovare i centri per l’impiego. Cinque Regioni - Lombardia, Veneto, Campania, Piemonte e Umbria - hanno detto no: in 538 sono tornati a casa. Le altre hanno scelto la proroga fino al 31 ottobre.

Tre regioni vorrebbero la proroga fino a fine anno

Ora tre di loro - Mosile, Basilicata e Sicilia - vogliono andare oltre, fino a fine anno, perché non hanno ancora completato i concorsi per assumere nuovi addetti ai centri per l’impiego. E l’hanno comunicato al ministero del Lavoro.

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