turismo & digitale

Millennial, ecco la startup che trova i compagni di viaggio «giusti»

di A.Mac.


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2' di lettura

Con oltre 154mila follower su Instagram è diventato l’account youth travel più seguito in Europa. E non è un caso: perché per WeRoad la virilità e i social sono all’origine della loro avventura nel mondo dei viaggi. L’idea è nata da Paolo De Nadai, classe 1988, che è stato fondatore di realtà come ScuolaZoo (portale di informazione ed eventi rivolti agli studenti delle scuole superiori) e Travel4Target (tour operator per ragazzi tra i 18 e i 25 anni). Oggi guida la holding OneDay che con WeRoad punta ai millennial sfruttando la conoscenza dei coetanei.

«Abbiamo cominciato individuando il canale che la community di persone utilizza per cercare compagni per viaggi on the road, ovvero Facebook. E abbiamo creato un gruppo chiuso “WeRoad: conosciamoci prima di partire”, che ora ha 40mila iscritti, stimolando la conversazione -spiega Erika De Santi, head of strategy & operation di WeRoad - In questo modo le persone si confrontano, condividono mood, aspirazioni di viaggio e bisogni. Le stesse persone diventano ambassador del nostro brand affinché si creino gruppi con un numero minimo di viaggiatori per partire».
Il target base è tra i 25 e i 35 anni con gruppi tra le 8 e le 15 persone. Di recente il target si sta allargando anche a 30 e 40enni. Le destinazioni preferite a lungo raggio sono la Thailandia d’inverno e l’Indonesia d’estate. A medio raggio il Portogallo, la Giordania, il Marocco. I viaggi poi vengono raccontati sui social.

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«I millennial cercano essenzialmente autenticità, flessibilità e ovviamente relazione - aggiunge De Santi - Rispetto all’autenticità cerchiamo di valorizzare le esperienze locali, per esempio il soggiorno nelle case particular a Cuba o l’home staying in Vietnam. E poi i nostri coordinatori non sono le classiche guide che ti salutano alla sera accompagnandoti in albergo. Sono viaggiatori che vengono formati ma vivono con il gruppo tutta l’esperienza e organizzano eventi pre e post partenza. Sul versante flessibilità, ogni viaggio ha una parte di personalizzazione affidata al coordinatore e al gruppo ed è flessibile anche l’arrivo a destinazione visto che ogni viaggiatore organizza da sè il volo intercontinentale».

In nemmeno due anni la startup è arrivata a gestire 3mila partenze l’anno, raccogliendo così una grande quantità di dati e informazioni sui viaggiatori che vengono profilati. In futuro sarà sviluppata la business intelligence per arrivare a un matching sempre più accurato sia per le persone che per le esperienze.

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