Alla Camera

Milleproroghe: governo battuto quattro volte, sul tetto al contante asse Lega-Fi con Fdi

Per il 2022 torna il limite a 2mila euro. Nelle votazioni in commissione alla Camera esecutivo sotto anche su ex Ilva, graduatorie per l’Istruzione e sperimentazione sugli animali

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3' di lettura

Maggioranza divisa e governo battuto per quattro volte nelle votazioni notturne delle commissioni congiunte Bilancio e Affari costituzionali alla Camera durante l’esame delle modifiche al decreto Milleproroghe. Contro il parere dell’esecutivo sono passati gli emendamenti che prevedono il dietrofront sul tetto al contante e sull’Ilva, così come sono state approvate norme sulle graduatorie della scuola e i test sugli animali.

Sul tetto al contante asse Lega-FI con FdI

La Lega e Forza Italia hanno votato con FdI una retromarcia sul contante: il tetto che dal 1° gennaio 2022 è sceso a mille euro torna ora per un anno a duemila euro. La modifica sposta l’entrata in vigore della soglia più bassa al 1° gennaio 2023. La modifica è passata per un solo voto con il parere contrario del governo.

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Esulta Giorgia Meloni: «Vittoria! Grazie a un emendamento di Fratelli d’Italia il tetto all’utilizzo del contante viene riportato da subito a 2mila euro. La maggioranza si è spaccata su un provvedimento importante per famiglie e imprese: siamo riusciti a portare a casa un primo, piccolo, ma significativo risultato per favorire l’economia reale. Questa è la dimostrazione che un’alternativa alla deriva tecnofinanziaria dell’ultimo decennio è possibile, e noi continueremo giorno e notte a lavorare per dare una nuova speranza all’Italia».

«Si potrà ancora usare il contante per pagamenti fino a 2 mila euro, anziché scendere a mille. È una vittoria della Lega e del centrodestra: guardiamo a esempi europei come la Germania. A Berlino non hanno limiti e vantano un’evasione inferiore a quella italiana» è il commento di Mattaeo Salvini.

Per il vicepresidente di Fi Antonio Tajani, però, la votazione non avrà ricadute sulla tenuta del Governo: «Noi siamo soddisfatti per l’approvazione della norma sul contante perché abbiamo sempre sostenuto che la sua limitazione danneggia l’economia ma - sottolinea - questo non ha nulla a che vedere con la tenuta del governo».

Molto critico nei confronti della modifica il M5S. «Una mossa che, come indica anche uno studio di Bankitalia del 2021, finisce per favorire l’economia sommersa» dice il presidente Cinque Stelle Giuseppe Conte. «In un Paese con circa 100 miliardi annui di evasione non si dovrebbero costruire scorciatoie per il malaffare, ma nuove strade, nuove scuole, nuovi ospedali proprio con le risorse recuperate da circuiti illegali. Risorse che, come ho sempre detto, ci permetterebbero anche di abbassare le tasse a tutti. L’unica ricetta per abbassare le tasse è questa: paghiamo tutti, affinché tutti paghino meno».

Ex Ilva: fondi per le bonifiche

I lavori delle commissioni sono stati turbolenti e hanno registrato scontri anche all’interno della maggioranza: più volte anche le relatrici (una della Lega, l’altra del M5s) hanno dato pareri contrastanti sugli emendamenti. Durante l’esame delle modifiche il governo aveva dato parere contrario all’emendamento che cancella l’articolo sull’ex Ilva che però è stato approvato ugualmente: la norma originaria cambiava la destinazione di parte dei fondi Riva che ora tornano a poter essere utilizzati per le bonifiche.

Il Partito democratico rivendica l’intervento in contrasto con le indicazioni del Governo. «Non avremmo potuto accettare che le risorse destinate alle bonifiche delle aree contaminate dello stabilimento ex-Ilva di Taranto venissero dirottate su altri fini. Grazie ad un emendamento del Pd abbiamo» restituito «quei 575 milioni di euro agli interventi di ambientalizzazione» dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo democratico in commissione Bilancio a Montecitorio. «Abbiamo riaffermato un principio e che è alla base delle nostre battaglie: la decarbonizzazione è un obiettivo imprescindibile» ma «non può essere perseguito a detrimento di altri doveri dello Stato, come il ripristino di un ambiente salubre dove l’acciaieria ha inquinato».

Soddisfatto anche il M5S che, scrive su Twitter l'ex premier Giuseppe Conte «ha impedito che 575 milioni fossero sottratti alle bonifiche dell'ex Ilva di Taranto: dovranno essere investiti a tutela dell'ambiente e della salute, salvaguardando anche la possibilità di reimpiegare oltre mille lavoratori. Giù le mani dalle priorità dei cittadini».

Sperimentazione sugli animali fino al 2025

L’altra votazione su cui il Governo è stato battuto riguarda la sperimentazione animale negli studi sugli xenotrapianti d’organo (vale a dire l’utilizzo di organi prelevati a esseri viventi di una specie diversa da quella del ricevente) sulle sostanze d’abuso, tra cui rientrano i farmaci. Le commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato una serie di emendamenti identici al dl Milleproroghe, tra cui alcuni a firma Fausto Raciti (Pd) e Riccardo Magi (Più Europa), su cui il Governo aveva dato parare negativo che fanno slittare l’entrata in vigore del divieto al 2025. Il testo dell’Esecutivo concedeva una proroga di soli sei mesi.

Al contrario sulle graduatorie per l’Istruzione il governo ha dato parere favorevole a una riformulazione che però è stata bocciata dalle commissioni.

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