in aula alla camera

Milleproroghe, sì definitivo al decreto

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2' di lettura

Al traguardo a pochi giorni dalla scadenza (il 28 febbraio) il decreto Milleproroghe, che oggi ha incassato il via libera definitivo dell’aula della Camera (249 voti a favore, 147 contrari, tre astenuti) dopo aver superato ieri la prova del voto di fiducia. Come di consueto il provvedimento (contestatissimo da tassisti e commercianti ambulanti per le norme di rinvio in materia di direttiva Bolkenstein e regolamentazione sui servizi taxi e Ncc), contiene misure che vanno dalla Pa all'editoria, dal lavoro e politiche sociali all'istruzione, dallo sviluppo economico alle infrastrutture e ai beni culturali.

Decreto omnibus
Tra le modifiche introdotte al Senato in prima lettura, e tutte confermate da Montecitorio, figura una serie di proroghe come quelle per l'assunzione di personale presso l'Antitrust; la proroga del termine per l'adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici e i locali adibiti a asilo nido e per le strutture turistico-alberghiere; la proroga dell'attuale contratto di servizio Rfi; la proroga della disciplina di coltivazione, produzione e commercio del vino.

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M5S all’attacco: decreto cartina di tornasole dell’incompiuto
Un vero e proprio catalogo di rinvio e slittamenti sui fronti più disparati, finito nel mirino dei deputati M5S, che nel corso del dibattito alla vigilia del voto finale hanno parlato «prova dell'inefficienza dell'attività di governo», e di «cartina di tornasole di tutto l'incompiuto che resta da fare». Il no di Forza Italia al provvedimento è stato spiegato da Mariastella Gelmini, che nel suo intervento ha l’incapacità del governo Renzi di intervenire negli ultimi anni sulla direttiva Bolkestein «lasciando nel caos normativo molti ambulanti, molte persone che lavorano». Il decreto, ha concluso Gelmini, «è il triste esempio di tutto quello che i governi a guida Pd non hanno saputo e voluto fare».

Mazziotti: presto soppressa la norma anti Flixbus
Tra i punti più controversi in vista della conversione del decreto la norma limitativa dell’attività della multinazionale dei trasporti su strada con pulmann low cost Flixbus introdotte durante l'esame in Senato. Il relatore Andrea Mazziotti (Civici e Innovatori) ha annunciato che la disposizione anti Flixbus «sarà abrogata al primo provvedimento utile». A vincere, ha sottolineato confermando la piena disponibilità del Governo sul punto, «è la concorrenza e il libero mercato, sempre nel perimetro fissato dalla legge». Sulla stessa linea il dem Sergio Boccadutri, cui si deve l’ordine del giorno favorevole alla cancellazione della norma. Il rischio, ha spiegato, era « di incorrere in una procedura di infrazione europea oppure una censura da parte della Corte costituzionale», per violazione «di alcuni principi cardine del nostro ordinamento posti a presidio dell'attività di impresa».

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