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Milleproroghe, tetto al contante per un anno a 2mila euro: verso settima modifica negli ultimi dieci anni

La Lega e Forza Italia hanno votato con FdI una retromarcia sul tema: il tetto che dal 1° gennaio 2022 era sceso a mille euro torna ora per un anno a duemila euro. Il governo ha posto in Aula la questione di fiducia sul decreto Milleproroghe, nel testo licenziato dalle Commissioni

di Andrea Carli

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3' di lettura

Contrordine. Sul tetto al contante si torna alla soglia in vigore fino ai 31 dicembre 2021 (compreso). Almeno per un anno, poi si vedrà. Una votazione politicamente impegnativa e movimentata in notturna tra mercoledì e giovedì nelle commissioni congiunte Bilancio e Affari costituzionali alla Camera, con Lega e Forza Italia che si sono schierate con FdI, ha registrato infatti il via libera con un solo voto di scarto a un emendamento al decreto Milleproroghe (dl 228/2021) che, contro il parere dell’esecutivo, prevede che il tetto che dal 1° gennaio 2022 era sceso a mille euro torni ora per un anno a duemila euro. La modifica sposta l'entrata in vigore della soglia più bassa al 1° gennaio 2023. Per l'entrata in vigore delle modifiche, tra cui anche quella sulla soglia al contante, è necessario che entri in vigore la legge di conversione, una volta ottenuto il via libera definitivo del Senato.

Il tentativo in extremis di M5s per mantenere il tetto al contante a 2mila euro

Nonostante fosse chiaro che l’esecutivo avrebbe posto la fiducia sul decreto - cosa che è poi avvenuta -, M5s ha presentato in aula «un emendamento soppressivo al Decreto Milleproroghe rispetto all’innalzamento del tetto del contante votato dal centrodestra contro il parere del Governo - hanno spiegato Vita Martinciglio e Giovanni Currò, capogruppo M5S e vicepresidente in Commissione Finanze alla Camera -.Come spiega benissimo uno studio di Bankitalia del 2021, un intervento del genere costituisce un favore enorme all’economia sommersa. E, in un Paese con circa 100 miliardi annui di evasione, questo non ce lo possiamo permettere. Al contrario, con incentivi al tracciamento dei pagamenti si potrebbero recuperare risorse ingenti per abbassare le tasse, costruire nuove strade, nuove scuole, nuovi ospedali e garantire maggiori servizi ai cittadini».

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Ok Camera a fiducia con 369 sì

Quella dei Cinque Stelle è stata una mossa politica. Il testo è tornato in Commissione per rispondere ad alcuni rilievi della Ragioneria generale dello Stato per poi tornare in aula in tempo per la fiducia. Ma la soglia a 2mila euro per un anno è rimasta. Lunedì 21 febbraio La la Camera ha confermato la fiducia al governo sul dl Milleproroghe con 369 voti a favore e 41 contrari. Il voto finale della Camera sarà martedì 22 febbraio. L’esecutivo potrebbe comunque tentare di riportare la soglia a 2mila euro. È difficile che ciò accada nell’ambito del Milleproroghe, considerati i tempi stretti per la conversione del provvedimento. Ma la partita potrebbe essere ancora aperta.

Sette modifiche negli ultimi dieci anni

Quella che si delinea è la settima modifica in questo ambito negli ultimi dieci anni. Segno che, nonostante negli ultimi anni si sia diffuso sempre l’uso della moneta elettronica (carte di credito, prepagate, a debito), che consentono di tracciare i movimenti di denaro, il contante è ancora un elemento di primo piano sotto il profilo dei comportamenti di acquisto degli italiani. E la politica questo lo sa.

Nel 1991 la prima limitazione del cash

Nel report dal titolo “L’uso del contante in Italia tra necessità e abitudini” la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro ricorda infatti che dal 1991 (decreto legge 143/1991), con l'introduzione della prima misura di limitazione a 20 milioni di vecchie lire, molteplici provvedimenti hanno posto sotto la lente il cash, modificando via via le soglie di riferimento, per poi diminuirle progressivamente nell'ultimo decennio, passando da 12.500 euro (decreto legge 112/2008) a 5.000 nel 2010 (dl 78/2010), 1.000 nel 2011 (dl 201/2011), risalendo a 3.000 con la legge di Stabilità del 2016, per poi scendere nuovamente a 2.000 (dal 1° luglio 2020) e ai 1.000 previsti per il 1° gennaio 2022 dall'ultima legge di Bilancio 2020. Ora l’ennesimo cambiamento: per un anno la soglia è congelata sui 2mila euro.

Il décalage a 2 tappe previsto dal collegato alla manovra 2020

L’ultima variazione della soglia, prima che intervenisse il via libera alla modifica del Milleproroghe, era scattata all’inizio del mese scorso. Era dunque recente, recentissima. E si era trattato di una stretta. Dal 1° gennaio infatti il tetto era sceso da 2mila a mille euro. I nuovi paletti per i pagamenti cash erano stati previsti dal decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2020 (decreto legge 124/2019, approvato dal governo Conte-bis).Il provvedimento aveva fissato un décalage a due tappe.

La prima era scattata il 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 aveva previsto una riduzione della soglia da 3mila a 2mila euro. La seconda, scattata appunto con l'arrivo del 2022, aveva determinato un ulteriore abbassamento del tetto, da 2mila a mille euro. Con l'anno nuovo si era tornati al livello fissato nel lontano 2011 dal decreto Salva Italia e poi cambiato dal 2016. Ora il “nuovo limite”, che poi equivale al “vecchio”. Accompagnerà le abitudini di acquisto degli italiani almeno per tutto l’anno. Salvo che nel frattempo non vengano adottati nuovi provvedimenti, che delineano una nuova linea.

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