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Minacce di morte a Meloni e alla figlia, denunciato 27enne del siracusano

È indagato per violenza privata aggravata nei confronti del Presidente del Consiglio.Dall’uomo messaggi di minacce di morte finalizzati ad evitare l'eliminazione del reddito di cittadinanza

(ANSA)

3' di lettura

Identificato e denunciato dalla Polizia l'autore delle minacce di morte al Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e a sua figlia. Su disposizione della Procura di Siracusa, personale della Polizia di Stato ha eseguito una perquisizione nei confronti di uomo di 27 anni, disoccupato, residente nella provincia aretusea, indagato per violenza privata aggravata nei confronti del Presidente del Consiglio.

L’uomo minacciava per evitare lo stop al reddito di cittadinanza

In particolare, gli operatori del Servizio Polizia Postale di Roma avevano rilevato sull'account ufficiale Twitter del Presidente del Consiglio la pubblicazione di messaggi di minacce di morte finalizzati ad evitare l'eliminazione del reddito di cittadinanza. Nonostante l'utente utilizzasse uno pseudonimo, le attività tecnico-investigative hanno permesso l'identificazione dell'uomo. L'autorità giudiziaria ha disposto la perquisizione domiciliare ed informatica nei confronti dell'uomo. Gli operatori specializzati del Centro di Sicurezza Cibernetica Sicilia Orientale della Polizia Postale e della locale Digos hanno proceduto al sequestro di apparecchiature informatiche e dell'account social utilizzato.

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Fdi fa quadrato, gravissime minacce social a premier Meloni

“Se togli il reddito ammazzo te e tua figlia”. “Ci vuole la morte di lei e sua figlia”. “Veramente attenta, finiscila co’ sta cosa di togliere il reddito di cittadinanza senno’ ti ammazzo ma lo capisci?”. Questi i messaggi, riportati dall’account Twitter di Fratelli d’Italia, postati da un utente, che hanno contenuto analogo ad altre minacce social alla premier per le sue politiche sul reddito di cittadinanza. Minacce di morte a lei e alla figlia che il partito, facendo quadrato attorno a Giorgia Meloni, stigmatizza reputandole frutto del clima d’odio fomentato in particolare dai 5 stelle e dal loro leader Giuseppe Conte. “Fomentare rabbia sociale per raccattare qualche voto è pericoloso. Spero che Giuseppe Conte ci pensi un minuto e condanni senza esitazione questi violenti”, twitta infatti il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli, la cui voce spicca insieme a quella del sottosegretario all’Attuazione del programma di Governo Giovanbattista Fazzolari, convinto che le gravi minacce siano “prodotto del clima di odio fomentato dalla narrazione falsa di chi sul disagio sociale cerca di lucrare facili consensi”. Il partito respinge sdegnato le gravi minacce e invita tutte le forze politiche ad essere solidali e a fare altrettanto.

La notizia delle minacce

Della notizia delle minacce si è saputo la sera del 6 dicembre quando il sottosegretario a Palazzo Chigi Giovanbattista Fazzolari ha espresso solidarietà alla premier. «Vicinanza e solidarietà al premier Giorgia Meloni per le gravissime minacce di morte indirizzate via social a lei e alla sua famiglia da presunti percettori di reddito di cittadinanza. Questo episodio inqualificabile è il prodotto del clima di odio fomentato dalla narrazione falsa di chi sul disagio sociale cerca di lucrare facili consensi. Violenze e minacce non fermeranno una donna coraggiosa come lei, impegnata a risollevare l’Italia dopo anni di pessimi governi» ha detto Fazzolari, riportando la notizia di minacce di morte alla premier Giorgia Meloni sul web. Successivamente tutto il mondo politico, sia esponenti della maggioranza che dell’opposizione, ha espresso solidarietà alla presidente del consiglio.

Conte: condanna senza se e senza ma

“Una ferma condanna, senza se e senza ma, per minacce che sono arrivate alla premier e a sua figlia. Questi gesti sono esecrabili, bisogna stare vicino alle istituzioni. Io so cosa significa, quando ero presidente del Consiglio ho ricevuto tante minacce in particolare durante l’emergenza pandemica”. Così il leader di M5s Giuseppe Conte ha commentato l’episodio di minacce a Meloni per le sue posizioni sul reddito di cittadinanza. “Condanniamo con fermezza le minacce rivolte al presidente Meloni e a sua figlia. Con altrettanta fermezza, respingiamo le accuse che esponenti della maggioranza stanno muovendo nei confronti di Giuseppe Conte e del M5S. Fin dal principio abbiamo esplicitato l'intento dell'azione politica che stiamo portando avanti in queste settimane, che è l'esatto opposto di ciò che leggiamo in queste ore” ha poi aggiunto in una nota il deputato e vicepresidente del M5S Michele Gubitosa. “Le storie che abbiamo ascoltato venerdì scorso a Napoli - continua - e che oggi ascolteremo a Torino e Milano, sono quelle di persone che vogliono solo vivere in modo dignitoso, non di violenti o quant'altro. La situazione che sta attraversando il nostro Paese necessita di una prova di responsabilità da parte di tutti, atteggiamento che il M5S ha sempre dimostrato di tenere”.

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