ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl’intervista al cantante

Al Bano nella lista nera dell’Ucraina: «Io una minaccia? Ne parlo col mio avvocato»

di Francesco Prisco


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Al Bano Carrisi finito nella black list dell’Ucraina come «minaccia alla sicurezza nazionale» per le sue simpatie con la Russia. QUi in una foto del 2017 con Putin e Orban

3' di lettura

La storia deve avere una certa confidenza con Cellino San Marco. Merito del suo figlio più illustre, un ragazzo di 75 anni straordinariamente dotato da madre natura. Uno che, dopo aver sposato la figlia di due mostri sacri della Hollywood dello studio system come Tyrone Power e Linda Christian e aver vinto una causa per plagio nientemeno che con Michael Jackson, adesso si ritrova addirittura additato dall’Ucraina come «minaccia alla sicurezza nazionale». Stiamo parlando di Albano Carrisi, in arte Al Bano, finito nella lista delle 147 personalità sgradite al ministero della Cultura ucraino.

GUARDA IL VIDEO. Al Bano duetta con il cantante russo Alan

La lista nera viene compilata e aggiornata dal dicastero in base alle richieste del consiglio di Sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza e del consiglio della Tv e Radio nazionali di Kiev. Nella black list ci sono ora 147 persone, secondo quanto riferisce l’agenzia Interfax. Se la pericolosità sociale di Al Bano appare un concetto piuttosto discutibile, nessun dubbio sulla popolarità di cui il cantante ha goduto e continua a godere, con e senza l’ex moglie Romina Power, nei territori che un tempo appartennero all’Unione Sovietica. Dietro la decisione di Kiev potrebbe esserci un’intervista, rilasciata nel 2014, in cui giustificava l’annessione della Crimea da parte di Mosca.

Il precedente di Michele Placido
Prima di lui era entrato nella lista nera anche l’attore Michele Placido e altri artisti che hanno espresso posizioni a favore del governo russo o in generale che intrattengono rapporti positivi o anche solo di stima verso il Cremlino. Come per esempio l’ attore francese Gerard Depardieu che ha da tempo ottenuto la cittadinanza russa, anche per motivi fiscali. In passato, Michele Placido aveva espresso posizioni in favore di Vladimir Putin definendolo «numero uno in Europa per politica estera» e sostenendo che la Russia ortodossa, «a differenza del debole Occidente, è un baluardo contro l’Islam», al quale «vanno mostrati i muscoli».

La versione di Al Bano
Come l’ha presa l’indimenticabile interprete di Felicità e Nel sole? «Giuro che per me è un fulmine a ciel sereno, come se m’avessero detto che ho ucciso il papa», dichiara al telefono con il Sole 24 Ore. «Semplicemente non ho mai fatto niente né contro l’Ucraina, né contro nessun altro Paese al mondo. Io vado, canto le mie canzoni, canto la pace e da uomo di pace mi sono sempre presentato. E continuerò a esserlo - aggiunge il cantante - perché ci credo».

Al Bano, è amico di Putin?
«L’ho incontrato tre volte: nell’86, nel 2005 e nel 2017 a Budapest, sempre in circostanze pubbliche, mai in privato. Chi dice che sono suo amico mente: mi piacerebbe, ma sarei un millantatore se dicessi che si tratta di un’amicizia vera. Mi conosce, certo, perché in Russia mi conoscono tutti, ma lo ripeto ancora una volta: non sono suo amico personale».

Che giudizio dà della politica di Putin?
«Quando si parla di politica, sono sempre stato la discrezione fatta persona. Non sono un politologo, non appartengo a nessuna corrente particolare. La mia idea è che ogni nazione sceglie liberamente i propri governanti. Che elementi abbiamo io o lei per dire che hanno sbagliato a eleggere Putin?»

Allora come nasce il provvedimento ucraino?
«È una nefandezza. Hanno preso un abbaglio, non c’è altra spiegazione. Le sembro una minaccia per la sicurezza nazionale, io? Cosa sono? Un attentatore? Un terrorista? Ma siamo seri... Cantare è il mio pregio. Se il fatto che canto può aver dato fastidio a qualcuno, non lo so. Ho tanti fan in Ucraina, ci ho cantato due volte, voglio bene a quel popolo e non mi va giù che il governo mi abbia bollato come minaccia per la sicurezza nazionale. Voglio andare fino in fondo a questa storia. Ne parlo con il mio avvocato».

Ha in mente di intraprendere un’azione legale contro il governo ucraino?
«Non escludo niente, per ora. Domani potrei essere più preciso nel rispondere a questa domanda. Sicuramente il provvedimento mi fa un danno. Quello che posso dirle adesso è che pretendo chiarezza».

Uno che ha vinto una causa di plagio contro Michael Jackson, può forse aver paura di portare in tribunale il governo Porošenko?

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