Made in Italy

Minerva Hub, nasce il polo delle finiture per beni di lusso

Nella fusione fra Ambria Holding di Matteo Marzotto e Xpp Seven (del fondo Xenon) si riuniscono sei aziende della filiera dell’alto di gamma, che saliranno a nove già entro la fine dell’anno

di Marta Casadei

Da sinistra, Franco Prestigiacomo (Xenon), Matteo Marzotto e Gianfranco Piras (presidente di XPP Seven).

2' di lettura

Un polo industriale che riunisce eccellenze della filiera made in Italy, attive nel segmento finiture e materiali per prodotti di lusso. E lavora con i big brand internazionali dell’alto di gamma. Minerva hub, questo il nome del gruppo, è nato dalla fusione tra la Ambria Holding di Matteo Marzotto e Xpp Seven, gruppo che fa capo al fondo di private equity Xenon.

Obiettivo: valorizzare e tutelare la filiera

Due realtà che, a loro volta, avevano cominciato già prima della pandemia ad aggregare piccole imprese con l’intento di renderle più solide e competitive: «Dal nostro primo incontro, nel maggio 2021, abbiamo lavorato alla costruzione di questo gruppo che ha un modello di organizzazione industriale-artigianale e vuole essere espressione del miglior saper fare e della migliore creatività italiana», spiega Matteo Marzotto. Che confida nell’eccellenza della filiera anche per superare il momento attuale: «Lavoro in questo ambito da 30 anni e sono ottimista: la moda è un settore resiliente e l’Italia ha molto da dare».

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Sei aziende che saliranno a nove entro la fine del 2022

Al momento della sua costituzione- a fronte di un’operazione che «ammonta a circa il valore del fatturato», e quindi supera i 101 milioni di euro - il gruppo è partecipato al 51% da Xpp Seven e al 22% da Ambria Holding (le restanti quote sono frammentate) conta 1.000 clienti tra cui figurano i top brand della moda di fascia alta e 434 dipendenti diretti. Minerva Hub riunisce sei aziende: Galvanica Formelli e Zeta Catene (entrambe di Arezzo), Zuma Pelli Pregiate (Pisa), Koverlux (Bergamo), Quake (Vicenza), Sp Plast Creating (Fermo). L’obiettivo è acquisire tre nuove realtà entro la fine del 2022.

«Abbiamo interpretato la frammentazione come un’opportunità - ha spiegato Franco Prestigiacomo, ad di Xenon P.E - e abbiamo deciso di creare un interlocutore più solido e forte che possa rispondere meglio alle esigenze dei grandi marchi con cui lavora». Le prospettive di sviluppo non mancano e il fondo è pronto «a rimanere finché sarà possibile far crescere questo progetto industriale e creare valore. Gli investimenti di lungo periodo non ci spaventano», conclude Prestigiacomo.

Il vantaggio della «contaminazione» fra le imprese coinvolte

Le aziende che entrano nell’orbita di Minerva Hub cedono il 100% della proprietà ma reinvestono nella holding: «Le aziende sono attivamente coinvolte nel nostro progetto -chiosa Gianfranco Piras, presidente di Xpp Seven - perché noi, di fatto, facciamo un lavoro di cross contamination: mettiamo le capacità delle aziende a servizio delle altre, cercando di offrire soluzioni innovative».

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