TEST DRIVE A MIAMI

Mini Elettrica, abbiamo provato in anteprima la nuova Cooper SE: ecco come va

La piccola inglese diventa una citycar a zero emissioni, divertente da guidare e con autonomia fino a 270 chilometri

Mario Cianflone


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4' di lettura

MIAMI

Mini è diventata anche elettrica, dopo poco più di 60 anni di vita, è nata nell'agosto del 1959, e dopo varie generazioni (tre sotto l'egida di Bmw) la piccola inglese si trasforma in una citycar a emissioni zero. Si chiama Cooper SE, ma è più semplice chiamarla Mini Electric. E l'idea di una Mini elettrica non è nuova, dal momento che già nel 2008 il produttore britannico ha creato la Mini E, un prototipo prodotto in 600 copie per testare le reazioni del pubblico. Abbiamo guidato in anteprima la nuova Mini elettrica a Miami, in un ambito urbano ed extra urbano.

Mini 100% elettrica: ecco tutte le caratteristiche

Il powertrain elettrico e la batteria
Sotto il cofano Mini Cooper SE, è inserito il motore elettrico con circa 184 cavalli (lo stesso della Bmw i3) e 270 Nm di coppia. Il risultato sono prestazioni piuttosto interessanti per una city car, con uno scatto da 0 a 60 km/h in 3,9 secondi, mentre per raggiungere i 100 km/h sono necessari solo 7,3 secondi. Come con la maggior parte degli attuali modelli elettrici, la city car ha una batteria da 32,6 kWh nascosta sotto il pavimento per mantenere la stessa abitabilità del modello termico, con un volume del bagagliaio che varia da 211 e 731 litri. L'autonomia oscilla tra i 235 e 270 km a seconda dei driving mode (Sport, Mid, Green e Green+) delle condizioni stradali e meteorologiche, per un consumo dichiarato tra i 13,2 e 15 kwH/100 km. Un dato che corrisponde ai valori che abbiamo rilevato durante il nostro test drive.

Mini Electric, tutte le foto del test drive a Miami Cooper Se

Mini Electric, tutte le foto del test drive a Miami Cooper Se

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Come si ricarica
Il pacco batterie può essere ricaricato ovunque, utilizzando da una semplice presa a muro fino alla stazione di ricarica rapida da 50 kW per avere l'80% di autonomia in soli 35 minuti. La stessa percentuale di ricarica, ma con un walbox (made in Bmw/Mini) i tempi si accorciano. Può essere ricaricata anche con una normale 220 in corrente alternata ma i tempi sono lunghi. Meglio usare, se si ha un garage, il wallbox offerto dalla casa che offre due modalità: 11 kW che in 2.5 ore ricarica l'80% e in 3.5 ore fa il pieno oppure 7.4 kW che richiede 50 minuti in più. Usando le colonnine pubbliche da 50 kW in corrente continua in soli 35 minuti si arriva al'80% e in un'ora e 35 minuti si arriva al 100 per cento. anche questi sono i vantaggi di avere una batteria a misura di città: meno sprechi di costi di tempo e di peso.

Come è fatta
Basata sulla terza generazione, quella nata nel 2014, la city car britannica ha dovuto adeguarsi ai tempi ma lo stile resta quello classico. La nuova variante Bev (battery electric vehicle) mantiene le linee della versione termica, rimane comunque molto semplice distinguerla dal resto della gamma, in particolare per i suoi inserti gialli opzionali.

Dettagli che si possono trovare sul dorso degli specchietti, ma anche sui cerchi, oltre che sulla griglia specifica per questa variante. Gli scudi sono stati anche riprogettati per migliorare l'aerodinamica, così come le ruote da 17 pollici opzionali (16 pollici quelli di serie). Infine i badge consentono di riconoscere questa variante, mentre la presa di ricarica è nascosta dove normalmente è presente il coperchio del bocchettone di rifornimento del carburante.

Gli interni e l’infotainment
Gli interni di questa nuova Mini Cooper SE rimangono identici alla versione standard, incluso l'ampio touchscreen circolare.
Questa variante, tuttavia, ha un display digitale da 6,5 pollici di serie, (8,8 pollici opzionale) sui cui si basa il sistema Mini Connect Navigation che indica tutte le informazioni relative alla guida, nonché quelle attinenti alla motorizzazione elettrica. Questo è compatibile con Apple Car Play, ma non, ancora, con Android Auto, che comunque il gruppo Bmw ha deciso finalmente di adottare.

Il test drive
Abbiamo guidato in anteprima la nuova Mini elettrica a Miami, in una ambito urbano ed extra urbano. La prima cosa che si nota al volante è il tipico go-kart feeling che è rimasto, anzi ora è più accentuato grazie al baricentro più basso e alla ripartizione delle masse tra motore all'anteriore e batteria a forma di te che occupa parzialmente il volume interno del tunnel. La sua vocazione è prettamente urbana. l'autonomia infatti non è esagerata: on si però tratta di una limitazione, ma di una precisa scelta dei tecnici della Casa.

L'obiettivo era infatti limitare le masse (pesa solo 145 kg in più della Cooper S a benzina), mantener l'agilità tipica di una Mini tre porte offrendo contemporaneamente una vettura elettrica brillante ma non esasperata. È infatti la molto divertente: l'accelerazione è vigorosa senza essere eccessiva, arriva a 100 orari in 7.3 secondi scatta da 0 a 60 orari in 3.9 secondi. È molto rapida grazie ai 270 Nm di coppia massima erogati con vigore fin dai primi istanti: una caratteristica tipica dei motori elettrici e che rende piacevole la guida delle Bev anche se alla fine esibiscono tutte un comportamento più o meno simile.

La Mini a batteria, invece ci mette del suo: stabilità e maneggevolezza sono esenti da critiche, e il recupero dell'energia è efficiente. Si guida con il solo pedale dell'acceleratore. E il one pedal driving è settabile su due livelli. A livello di efficienza, la Mini si fa apprezzare perché la batteria, anche sulle highway della Florida non va giù repentinamente. Certo, esagerando con la richiesta di prestazioni, le cose cambiano e la range anxiety aumenta.

I prezzi
La vettura, presentata l'estate scorsa è ora pronta per i concessionari, arriverà in Italia a marzo con quattro i livelli di allestimento; Trim, S, M, L e XL e vasta la possibilità di optional e personalizzazioni.

Il listino parte da 34mila euro per la versione base “S” per arrivare a 41.500 euro per la top di gamma XL che offre un tettuccio panoramico in vetro, il volante sportivo, interni Mini Yours, cerchi in lega da 17” e verniciatura in Enigmatic Black Mini Yurs abbinata a tetto e specchietti in tinta con la carrozzeria. costa in pratica poco di più di una Cooper S e praticamente quanto una John Cooper Works da 230 cavalli.

Pochi i concorrenti: infatti Mini con il suo posizionamento premium e un po' snob fa “mercato a parte” ma si dovrà tuttavia misurare con le edizioni elettriche di Peugeot 208, Opel Corsa e Ds3 Crossback E-Tense, e in futuro, quando arriverà, con la Fiat 500 a ioni di litio.

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