STRATEGIE

Mini, il futuro è tutto nelle batterie. Citycar e crossover nel mirino

Nuove elettriche in arrivo tutte o quasi prodotte in Cina, ma spazio anche a modelli con motori termici a benzina o diesel per specifiche richieste. Da definire il ruolo delle varianti più sportive JCW

di Corrado Canali

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Nuove elettriche in arrivo tutte o quasi prodotte in Cina, ma spazio anche a modelli con motori termici a benzina o diesel per specifiche richieste. Da definire il ruolo delle varianti più sportive JCW


4' di lettura

A vent’anni dal lancio della seconda generazione delle Mini, concepita nell’ambito del Gruppo Bmw e dopo circa quattro milioni di auto vendute in oltre 100 Paesi al mondo il marchio di Oxford fa il punto sul futuro di un brand che ha l’obiettivo di fare sempre parte dell’esclusivo settore premium, ma che da oggi in poi punterà a conquistare nuovi potenziali utilizzatori e ad espandersi in mercati in grande sviluppo come la Cina che già rappresenta il 10% della vendite. Per farlo punterà su una gamma di vetture a zero emissioni e realizzate nell’ambito della joint venture coi cinesi di Great Wall Motor.

Il bilancio vent’anni dopo il rilancio del brand nell’ambito del Gruppo Bmw

Se nel 2015, la nuova Mini Clubman consentì al brand inglese l’ingresso nel segmento delle compatte premium, due anni dopo, la svolta venne portata avanti anche dalla nuova Mini Countryman. Col risultato che il 40% delle vendite di Mini nel mondo sono oggi concentrare in questo segmento strategico non solo per il brand britannico. La gamma Mini in questi vent’anni si è ampliata come non mai, ma se lo spazio per modelli sportivi John Cooper Works si è ridotto oggi al 5% 5% delle vendite totali, i modelli elettrificati stanno invece progressivamente guadagnando quote ulteriori di mercato.

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Modelli elettrificati ma spazio anche a delle unità termiche

Delineando la strategia di prodotto per il prossimo futuro, il marchio britannico ha affermato che consentirà ai potenziali acquirenti di tutto il mondo di poter disporre di modelli a zero emissioni pur offrendo sempre motorizzazioni sia a benzina che anche turbodiesel sia pure altamente efficienti che infatti continueranno a essere secondo la Mini le soluzioni ideali per dei gruppi ridotti di utilizzatori e per dei Paesi le cui esigenze di mobilità non soltanto urbana potranno ancora non essere soddisfatte da auto esclusivamente a batteria. La transizione durerà il tempo necessario per offrire infrastrutture adeguate.

Un crossover elettrico si andrà ad affianchare alla Mini Cooper SE

Sviluppato come parte della joint venture coi cinesi della Great Wall Motors, sarà realizzato su una nuova piattaforma e utilizzerà una nuova generazione di batterie senza cobalto di capacità ancora sconosciuta. Ulteriori dettagli non sono stati comunicati da Mini, ma pare che la nuova EV potrebbe chiamarsi Paceman riprendendo una denominazione di un modello uscito di produzione. Da segnalare poi che è del tutto probabile che il futuro crosssover sarà anche la base di un modello che andrà a sostituire nella gamma Bmw l’attuale elettrica i3, nell’ambito della sempre più stretta sinergia fra i due marchi del gruppo.

MINI E Munich Cooperation Project Drive eCharged

Nella stessa fabbrica cinese anche la derivata della concept Rocketman 

Non è stata ancora data di lancio del crossover elettrico, ma lo stabilimento di Zhangjiagang che si trova a circa 140 km da Shanghai dove verrà prodotto, entrerà in funzione nel 2022 e dunque è ipotizzare che il crossover arriverà nel 2023. Dalla stessa fabbrica uscirà anche la tanto attesa versione di serie a zero emissioni della Rocketman concept presentata nel lontano 2011 e che andrà a collocarsi nella gamma Mini al di sotto della Cooper SE. Con questo modello il brand di Monaco punterà in Europa a offrire una doppia proposta in tema di mobilità urbana, il terreno più congeniale per le auto a propulsione EV.

 

La Rocketman sarà una supermini per le grandi aree urbane

Probabilmente la nuova vetturetta condividerà la maggior parte dei componenti compresa l’unità propulsiva, oltre che la stessa piattaforma con l'Ora K1 attualmente in vendita sul mercato cinese. Non a caso la Rocketman sarà fortemente orientata all'utilizzo urbano e nei grandi aree metropolitane con un’autonomia massima comunque di circa 300 km e soprattutto delle proporzioni ultra compatte tanto che la lunghezza resterà pari a quella della concept del 2011 con lunghezza di conseguenza inferiore a 3,5 metri, misure che la metterebbero oggi in concorrenza con modelli come la Fiat Panda.

Traveller un piccolo monovolume elettrico per la città

Nella strategia di prodotto anticipata da Mini si fa anche riferimento ad una nuova vettura sempre nell’ambito delle piccole da città che avrà le forme di un monovolume e che utilizzerà la piattaforma Faar di Bmw che è la naturale evoluzione della UKL che è stata alla base dei primi modelli a trazione anteriore sia di Bmw che anche di Mini. La Faar evoluta sarà in grado di supportare anche modelli elettrificati ibridi plug-in, ma anche 100% elettrici come il futuro minivan Traveller che riporterà di attualità lo storico modello del brand che si caratterizzava per delle originali finiture in legno impossibili da offrire oggi.

Anticipazioni sulla futura generazione della Countryman

Dal momento che Mini nei prossimi anni si dice impegnata sia da un lato ad aumentare la propria offerta elettrica, ma anche a sviluppare nuovi propulsione a combustione interna, è possibile che la nuova generazione della Countryman sia offerta ancora con motori sia a combustione termica oltre che elettrificati, probabilmente plug-in o anche elettrici, mentre si concentrerà su soluzioni a motore termico per nuovi modelli evoluzioni degli attuali che di conseguenza manterranno esclusivamente motori a combustione. Una opzione che andrebbe nella direzione di garantire la massima scelta possibile ai potenziali acquirenti.

Una futura Mini con le dimensioni di una Bmw X3

Propulsione a batteria, ma anche motori termici saranno offerta anche sul futuro modello di crossover col quale Mini punta ad attaccare un settore che ancora non la vede come protagonista. Si tratterà del modello più grande di Mini fino ad oggi presentato dal brand britannico perché deriverà dal cugino X3 di Bmw che non a caso è la vettura che offre la più ampia scelta di opzioni all’interna della gamma della Casa di Monaco. Naturalmente il crossover garantirà tutte le opzioni tipiche della guida di una Mini, ma anche soluzioni che da sempre identificano il brand rispetto ai concorrenti premium.

Non solo modelli elettrici, ma anche una creatività evoluta per Mini

Mentre ad Oxford pianificano l'espansione con nuove linee di modelli più grandi, il Dna del brand sarà caratterizzato per la ricerca di un utilizzo uso creativo dello spazio interna così da poter garantire che ogni nuovo modello continuerà ad essere una tipica Mini, con una guida che resterà entusiasmante sia pure con ingombri paragonabili a molti dei concorrenti. Il che non vorrà dire che le prestazioni saranno quelle esasperate della John Cooper Works di oggi che di sicuro non verranno elettrificate anche in futuro nell’ambito di una logica da duro e puro che i modelli JCW hanno da sempre rappresentato al meglio.

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