Mercato e Industria

Mini si prepara alla Brexit

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(Bloomberg)


1' di lettura

Oxford - Il gruppo BMW ha deciso che nel 2019 il consueto periodo di chiusura per la pausa estiva dell'impianto Mini a Oxford, in Inghilterra, verrà anticipato ad aprile, subito dopo che il Regno Unito lascerà l'Unione Europea. La decisione di Mini è volta a ridurre al minimo il rischio di eventuali interruzioni delle forniture di materie prime e componenti, nel caso in cui non vi sia alcun accordo sulla Brexit. BMW, che possiede quattro siti produttivi per auto e motori in Inghilterra, unico Paese dal quale escono auto di tutti e tre i marchi del gruppo, ha costruito circa 220.000 vetture nel suo stabilimento inglese di Oxford lo scorso anno, che rappresentano il 13% della produzione totale di automobili della Gran Bretagna, pari a 1,67 milioni di unità.

F o c u s o n
Le case automobilistiche temono che la Brexit possa imporre controlli doganali su parti e modelli finiti, apportando pesanti ritardi al processo di produzione del settore, con costi aggiuntivi che mettono a rischio la redditività. La più grande casa automobilistica della Gran Bretagna, Jaguar Land Rover, ha dichiarato cheridurrà l'orario di lavoro settimanale presso lo stabilimento di Castle Bromwich, da ottobre fino all'inizio di dicembre, a soli tre giorni, in seguito all'impatto economico che avranno la Brexit e la sempre più restrittiva politica sul diesel.

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