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Minibond, garanzie e credito: nuove risorse per le aziende

Dote da 166 milioniper la finanza innovativa. La Regione punta ad attivare 890 milioni di investimenti. Imprese in lizza per emettere titoli garantiti: in campo Mediocredito centrale e Fisg

di Vera Viola


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La gestone del piano di finanza innovativa è affidato alla controllata regionale

3' di lettura

Entra nel vivo il piano di finanza innovativa varato con due delibere dalla Regione Campania e affidato alla controllata Sviluppo Campania. Porta in dote fondi europei e regionali per 166 milioni circa (37 dai minibond, 30 per il fondo di garanzia, 9 ai confidi e 90 per la programmazione negoziata) con cui si vorrebbe stimolare investimenti per circa 890 milioni. A pochi mesi dal varo, mentre il tour dei road show è in corso, già si registra un dinamismo tra le imprese che si preparano a utilizzare i nuovi strumenti di finanziamento e nel mondo del credito regionale che scalda i muscoli per essere della partita.

Al via i minibond
È in corso la raccolta di manifestazioni di interesse delle piccole imprese campane per accedere a «Garanzia Campania bond». Le proposte vengono spedite on line via Pec tutti i giorni (la call è aperta dal 2 settembre e sarà chiusa il 9 dicembre). Al 21 ottobre erano state presentate 32 domande di adesione che ipotizzano investimenti per 75 milioni, risultato giudicato interessante dai promotori. Sarà possibile accogliere le richieste di circa 50 imprese. La misura di ingegneria finanziaria si ispira all’Elite basket bond: le Pmi campane possono emettere bond e gli investitori potranno avvalersi della garanzia della Regione, prima in Italia a mettere in atto il piano con fondi pubblici. Questa ha destinato a ciò 37 milioni a valere su risorse Por Fesr 2014-2020 (che copriranno il 100% delle perdite fino a concorrenza del 25% del portafoglio iniziale).

«Abbiamo voluto abbassare il taglio dei minibond – spiega il professore Mario Mustilli, presidente di Sviluppo Campania – per adattarli alle esigenze di imprese molto piccole che sono prevalenti in Campania. Insomma, si tratta di una operazione di democratizzazione finanziaria». L’impresa potrà emettere minibond in media per 3 milioni per sostenere investimenti o anche per attuare un riequilibrio finanziario. Per quelle che hanno manifestato interesse è già partito un percorso: in primis il controllo dei requisiti di struttura e di bilancio, poi un incontro con l’“arranger” (il raggruppamento temporaneo di imprese costituito tra Banca del Mezzogiorno - Mediocredito Centrale e Fisg, capogruppo di Banca Finint) che ha come partner Elite per la selezione delle imprese e studio Grimaldi per gli aspetti legali.

Se al termine di questa prima fase l’operazione non andrà in porto, l’impresa non dovrà sostenere alcun costo, ma ne avrà ricavato senz’altro una preparazione che potrà rivelarsi utile nella gestione finanziaria. Se invece la Pmi verrà ammessa a usufruire della garanzia regionale, dovrà pagare un costo di cedola stimato tra il 2 e il 3% a seconda del rating dell’impresa. La misura si ritiene che potrà attivare investimenti pari a 148 milioni.

I minibond delle imprese campane saranno raggruppati in un unico e apposito portafoglio, che sarà unitariamente finanziato da investitori anche non bancari: ciò comporterà la riduzione del rischio, rendendo lo strumento più appetibile. I minibond avranno la durata massima di 8 anni. Si prevede che il primo gruppo di una decina di imprese potrà fare l’emissione tra dicembre e gennaio prossimo. «Se per fine anno – aggiunge Mustilli – partirà l’emissione la Regione è intenzionata ad aggiungere altre risorse. Arranger e investitori dovranno lavorare con rapidità e snellezza».

Fondo speciale di garanzia
Secondo strumento del pacchetto di finanza innovativa è la sezione campana del Fondo centrale di garanzia con 30 milioni stanziati dalla Regione (e altrettanti del Fondo nazionale). Questo strumento servirà a sostenere operazioni di più piccolo taglio (di 150 o 200mila euro ciascuna), garantendo anche la copertura delle perdite fino al 16% dell’importo e potrà produrre investimenti complessivamente per 350 milioni coinvolgendo circa 2mila imprese. Sviluppo Campania ha costituito una task force a supporto delle piccole banche del territorio affinché si attivino per erogare finanziamenti utilizzando la speciale garanzie.

«In generale ritengo che abbiamo messo in piedi un meccanismo – sottolinea ancora Mustilli in qualità di padre del piano finanziario regionale – che sta smuovendo l’intero sistema del credito: grandi banche, piccoli istituti, confidi».

Sostegno ai Confidi
Inoltre, a fine mese sarà pubblicato il bando per i Confidi da 9 milioni che potranno attivare, secondo le previsioni, circa 45 milioni di investimento.

Programmazione negoziata
Ultima misura, il contratto di programmazione negoziata. Questo può disporre di un fondo di 90 milioni. È prevista una quota di finanziamento a fondo perduto e una quota di credito attivata attraverso il fondo rotativo regionale (Fri) di Cdp e banche. Questo strumento potrà sostenere investimenti per 350 milioni. In altre parole, si crea una misura alternativa ai contratti di sviluppo e anche questa volta tarata su esigenze di imprese di piccola dimensione. A metà novembre sarà pubblicato il bando (non a sportello) e si partirà con la presentazione delle domande.

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