le tensioni nella maggioranza

Flat tax, Di Maio: «Non giochiamo a nascondino con le coperture»


Salvini: faremo flat tax, la Ue se ne fara' una ragione

3' di lettura

La Flat tax, cara alla Lega, e le divisioni interne alla maggioranza tengono banco all'inizio dell'ennesima settimana "calda" del Governo, che stenta anche a superare gli attriti sul capitolo "minibot". «Non è il caso di giocare a nascondino con 15 miliardi per fare la flat tax, non devono dirlo a Di Maio ma a tutti gli italiani», attacca il vicepremier Luigi Di Maio, commentando a Taranto le dichiarazioni del viceministro all'Economia Massimo Garavaglia restio a rivelare le coperture previste dalla Lega per la controversa "tassa piatta" «sennò Di Maio me le ruba». «Spero - aggiunge Di Maio - che siano 15 miliardi freschi, di risorse che non tolgono nulla agli italiani».

«Non vorrei - insistite Di Maio - che per fare la flat tax si voglia togliere agli italiani. Sono sicuro che non sia così, ma è meglio dirlo, perché è necessario
disinnescare le clausole sull'Iva»
. Per il leader pentastellato la manovra si può fare «anche in deficit, se ci creano posti di lavoro», e «se si abbassa il cuneo fiscale aumenteremmo i posti di lavoro in Italia e presenteremo la nostra proposta in legge di Bilancio». Poi prende di mira le divisioni interne alla Lega sui minibot. E si dice «molto colpito» dal cambio di posizione dell'alleat. Io, spiega, «non sono affezionato ai minibot ma» è necessario che «lo Stato paghi i crediti delle imprese: che si chiamino minibot o in altro modo l'importante è che si paghino, molto importante perché ne va della credibilità dello Stato».

Ieri i titoli di Stato al portatore di piccolo taglio sono stati liquidati dal sottosegretario del Carroccio Giancarlo Giorgetti come «non verosimili» pur essendo una proposta sponsorizzata dal presidente della commissione Bilancio della Camera e collega di partito Claudio Borghi. Ma la bocciatura di Giorgetti, dato in corsa per una poltrona da commissario Ue, non ha impressionato il viceministro leghista all'Economia Massimo Garavaglia, che oggi, senza entrare nella disputa, spiega che il problema «è sempre e solo la certificazione del debito» degli Enti locali. A suo parere, il problema è uno solo: «Se i minibot sono erga omnes si fa un casino».

Gli Enti locali, ha ricorda Garavaglia intervistato questa mattina a "Circo Massimo" (Radio Capital) «a volte hanno poi attivi finti come multe o tasse inesigibili a fronte di un debito. Problema che a monte va risolto. I minibot possono essere uno strumento ma va risolto il tema della certificazione». Quanto alle coperture per i 15 miliardi di euro necessari a finanziare la Flat tax, su cui i 5 Stelle chiedono numi, «non le dico altrimenti Di Maio me le ruba...», ha ironizzato Garavaglia, scatenando la reazione di Di Maio. Rivolgendosi al vicepremier il sottosegretario lo ha infatti sfidato a rivelare le coperture «del salario minimo», misura che la Lega - ed è un altro tema divisivo che si aggiunge ad un elenco sempre più lungo - considera «dannosa per le imprese» ed è stata bocciata «da tutto il mondo economico».

Lo scontro latente all'interno della maggioranza, spaccata su molti fronti, potrebbe trovare sfogo nei vari appuntamenti del Governo in calendario questa settimana, a partire dal vertice proposto dal premier Giuseppe Conte ai vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini per decidere come andare avanti sul fronte dei conti pubblici e della procedura Ue. Secondo fonti del Governo al momento l'incontro - cui dovrebbe prendere parte il ministro dell'Economia Giovanni Tria - non sarebbe in agenda, ma incrociando gli impegni del presidente del Consiglio con quelli dei suoi vice appare probabile che il giorno prescelto sia martedì 24 giugno, anche per preparare il Consiglio dei ministri in programma (ma non ancora convocato) per mercoledì 25 giugno alle 18.50. Un incontro sarebbe in teoria possibile questa notte, ma al momento le diverse fonti tendono a escluderlo.

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