aziende al tempo del covid-19

Miniconf (moda bimbo) aggiorna i punti vendita sulle novità legislative

Una piattaforma di informazione sugli aggiornamenti legislativi e commerciali dedicata a monomarca e multimarca legati ai tre marchi: Sarabanda, iDo e Dodipetto

di Silvia Pieraccini

default onloading pic
Giovanni Basagni, presidente di Miniconf, e il nuovo store iDo in corso Buenos Aires a Milano

Una piattaforma di informazione sugli aggiornamenti legislativi e commerciali dedicata a monomarca e multimarca legati ai tre marchi: Sarabanda, iDo e Dodipetto


3' di lettura

In un'industria fatta di piccole aziende, com'è quella italiana specializzata nella moda junior, Miniconf è sempre stata ai vertici per dimensioni. La storica azienda della famiglia Basagni, basata nel piccolo paese di Ortignano Raggiolo in Casentino, in provincia di Arezzo, è titolare dei marchi Sarabanda, iDo e Dodipetto e nel 2019 ha fatturato 67 milioni con 350 dipendenti tra quartier generale, filiali e negozi. L'attenzione alla comunità locale è sempre stata il faro del presidente, Giovanni Basagni.

Quali misure avete adottato per tutelare i lavoratori?
Non appena è scoppiata l'emergenza sanitaria, ben prima del decreto che ha poi determinato la chiusura dell'azienda, ci siamo attenuti scrupolosamente ai protocolli nazionali di sicurezza e alle ordinanze regionali. Abbiamo sempre scelto di seguire le normative più stringenti, perché la sicurezza delle persone è il primo imperativo per l'azienda. Continuiamo anche ora ad incentivare, ove possibile, lo smartworking e la turnazione delle risorse presenti in azienda, oltre a promuovere riunioni da remoto e forme innovative di co-working. Oltre a ciò, abbiamo fatto un'azione importante di sensibilizzazione delle persone, perché la responsabilità individuale, anche al di fuori del luogo di lavoro, è fondamentale per gestire questo delicato momento: rispettare i protocolli di sicurezza è una forma di rispetto nei confronti di noi stessi e degli altri.

Potete fare una previsione sul calo di fatturato per il 2020?
Secondo le nostre ultime proiezioni, riteniamo di chiudere il 2020 con un calo di circa il 20%.

Quali misure avete adottato per la gestione dei negozi? Vi siete attrezzati con l'e-commerce? Se sì, praticando che tipo di sconti?
Il nostro e-commerce è rimasto sempre attivo, anche come strumento di servizio e vicinanza al consumatore. Abbiamo dovuto interrompere momentaneamente il servizio di ritiro in negozio, per motivi contingenti, ma le consegne a domicilio sono state sempre garantite. Abbiamo scelto di non praticare politiche di sconto per far fronte all'emergenza: la nostra volontà, anche in questa situazione, è quella di rispettare gli equilibri della multicanalità e tutelare la distribuzione fisica, duramente colpita, come noi, dalla chiusura dei punti vendita al dettaglio.

Come vi siete preparati alla riapertura dei negozi?
I negozi per bambini hanno riaperto lo scorso 14 aprile, in anticipo rispetto ad altri punti vendita al dettaglio. Questo anticipo non ci ha garantito particolari vantaggi: il contesto generale, che limita gli spostamenti delle persone e le relazioni, ha prodotto un forte rallentamento dei consumi di beni percepiti come non necessari.
Abbiamo riaperto i nostri punti vendita monomarca rispettando tutti i protocolli di sicurezza nazionali e locali e abbiamo offerto supporto ai nostri clienti wholesale nella comprensione e attuazione di tali regolamenti. Per tutti i nostri clienti trade, sia mono che multimarca, abbiamo anche attivato un programma di dialogo e informazione sugli aggiornamenti legislativi e commerciali, oltre a proporre strumenti formativi (tutorial, call center) per affrontare al meglio l'attuale situazione. Il progetto chiamato “Miniconf è al tuo fianco” si avvale della piattaforma b2b PartnerLab. Abbiamo adattato il calendario commerciale e l'offerta alle esigenze di consumo dei i nostri clienti finali, oggi profondamente cambiati. Dovremo capire in futuro, quando ripartiranno i consumi, in che modo questo cambiamento si assesterà.

Siete rimasti in contatto con i clienti in qualche modo?
Sì: grazie alle tecnologie il flusso di comunicazione e le relazioni non si sono mai interrotte. Per ciò che riguarda i clienti trade, abbiamo utilizzato PartnerLab per mantenere attive le comunicazioni e continuare a lavorare, grazie all'impiego dello smartworking per le nostre risorse interne di back e front office commerciale. La relazione non si è mai interrotta nemmeno nei confronti del consumatore finale, grazie al web e alla potenza dei social.

Cosa pensate dei format “virtuali” annunciati da Milano e Parigi per le prossime fashion week?
L'innovazione e la tecnologia supportano la moda in maniera strategica. Le versioni “virtuali” delle manifestazioni fieristiche e degli eventi fashion sono senz'altro importanti in questa fase di emergenza. Penso anche alle relazioni con l'estero, oggi necessariamente bloccate, per supportare le quali i format virtuali possono essere un'ottima opportunità. La moda vive però anche di esperienza fisica e, soprattutto, di relazione. Mi immagino quindi in futuro, fuori dall'emergenza, un connubio ideale di fisico e virtuale, da cui tutti gli attori trarranno grande vantaggio.

Avete dato un contributo per l'emergenza con riconversioni/donazioni/raccolta fondi?
Insieme ad altri imprenditori locali e grazie anche all'associazione Prospettiva Casentino, che ha fatto da capofila, abbiamo acquisto macchinari per l'ospedale del vicino comune di Bibbiena. Abbiamo inoltre fornito device di supporto alla didattica a distanza agli studenti iscritti alle scuole del territorio.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti