la bozza del decreto

Ministeri, così energia e combustibili alternativi passano dallo Sviluppo economico alla Transizione ecologica

Via libera del consiglio dei ministri al provvedimento che sposta alcune competenze dal ministero di Garavaglia a quello di Cingolani. Alla presidenza del Consiglio nasce anche il Comitato interministeriale per la transizione energetica per coordinare tutte le politiche in questa materia

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(luigi giordano - stock.adobe.com)

2' di lettura

Al via il restyling dei ministeri del governo Draghi. Oggi il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che sottrare al ministero dello Sviluppo economico le competenze in materia di energia e le trasferisce al ministero della Transizione ecologica. Le competenze sul turismo passano poi ad un ministero autonomo, quello guidato da Massimo Garavaglia.

L’energia passa al Mite

Al ministero per la Transizione ecologica sono trasferite le risorse umane, strumentali e finanziarie, compresa la gestione residui, destinate all'esercizio delle competenze in materia di energia. In particolare all'articolo 3 del decreto si legge che “a decorrere dalla data di adozione del decreto, la direzione generale per l'approvvigionamento, l'efficienza e la competitività energetica e la direzione per le infrastrutture e la sicurezza dei sistemi energetici e geominerari del Ministero dello sviluppo economico con la relativa dotazione organica e con i relativi posti di funzione di dirigente di livello generale e non generale, sono trasferiti al Ministero per la transizione ecologica”.

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Le competenze del nuovo ministero

Al nuovo Ministero della Transizione ecologica va “l'esercizio dei diritti di azionista allo stato esercitati dal Ministero dello sviluppo economico nei confronti di GSE s.p.a. – Gestore Servizi Energetici”. Al Mite è, inoltre, attribuita l’approvazione della disciplina del mercato elettrico e del mercato del gas naturale e dei criteri per l'incentivazione dell'energia elettrica da fonte rinnovabile, e l’esercizio di ogni altra competenza già a qualunque titolo esercitata dal Ministero dello Sviluppo economico fino alla data di entrata in vigore del presente decreto in materia di concorrenza e regolazione dei servizi di pubblica utilità nei settori energetici.

Nace il comitato per coordinare le politiche ambientali

Il decreto istituisce inoltre presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Comitato interministeriale per la transizione ecologica (Cite) con il compito di assicurare il coordinamento delle politiche nazionali per la transizione ecologica e la relativa programmazione. Il comitato è composto dal Ministro per il Sud e la coesione territoriale, dai Ministri della Transizione ecologica, dell'Economia e delle Finanze, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili, della Cultura e delle Politiche agricole, alimentari e forestali. È presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, in sua vece, dal Ministro della transizione ecologica. Il Cite deve approvare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del decreto, il Piano per la transizione ecologica, al fine di coordinare le politiche in materia di: mobilità dolce e sostenibile; contrasto al dissesto idrogeologico e al consumo del suolo; risorse idriche e relative infrastrutture; qualità dell'aria; economia circolare.


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