verso il nuovo esecutivo

Il Governo Draghi prende forma: ecco i nodi da sciogliere su squadra, programma e durata

Il premier incaricato dovrebbe sottoporre ai gruppi prima una piattaforma programmatica sulla quale costruire la squadra. L’obiettivo cardine sarà la coesione sociale. Conte si chiama fuori, per i dicasteri avanza l’ipotesi dei tecnici d’area. Prima urgenza: sì o no agli spostamenti tra regioni il 15 febbraio

di Mariolina Sesto

Consultazioni, + Europa e Azione: il nostro appoggio continuerà anche in tempi difficili

Il premier incaricato dovrebbe sottoporre ai gruppi prima una piattaforma programmatica sulla quale costruire la squadra. L’obiettivo cardine sarà la coesione sociale. Conte si chiama fuori, per i dicasteri avanza l’ipotesi dei tecnici d’area. Prima urgenza: sì o no agli spostamenti tra regioni il 15 febbraio


3' di lettura

Nella settimana decisiva per la formazione del nuovo governo (il giuramento è ipotizzato per venerdì 12 febbraio), tre nodi sono sul tavolo del premier incaricato: il programma, la squadra dei ministri e la durata del governo. Secondo indiscrezioni, l’ex presidente Bce inizierà nel secondo giro di consultazioni che inizia oggi 8 febbraio con l’illustrare la piattaforma programmatica. Poi, sulla base di quella, costruirà la compagine dei ministri. Le risposte che riceverà dai partiti tra oggi e domani saranno ovviamente determinanti ma il metodo Draghi non contempla trattative estenuanti.

Il faro della coesione sociale

Il principio a cui si ispìrerà la piattaforma programmatica sarà quello della “coesione sociale” necessaria a superare sia lacrisi economica che quella sanitaria. È un principio cui Draghi ha fatto riferimento già dopo aver ricevuto l’incarico da Mattarella, è una necessità esposta con vigore dal capo dello Stato già nel suo messaggio di fine anno agli italiani ed è la stella polare indicata sabato scorso anche dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco.

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Sanità, lavoro, imprese, giovani

In cima alle priorità c’è sicuramente il tema del sistema sanitario messo a dura prova dal virus e le risorse da destinarvi attraverso il recovery fund. C’e annessa l’urgenza del piano vaccinale per ora partito con stop and go. C’è poi la spina lavoro, con la scadenza tra meno di due mesi del blocco dei licenziamenti, C’è il tema giovani, la parte di popolazione più provata sia dalla crisi del mercato del lavoro che dal lockdown scolastico. Tutti questi temi faranno parte dell’agenda che Draghi sottoporrà ai partiti nelle prossime ore. Allo stesso tempo, le forze politiche cominciano a ragionare su come sarà possibile gestire i temi dell’immigrazione o della riforma pensionistica in una maggioranza che abbia insieme la Lega e il Pd. Sarà questo uno dei punti più delicati da dirimere. Ci sono poi le urgenze legate al Covid: lunedì 15 febbraio scade ad esempio il blocco agli spostamenti tra Regioni gialle. Se il governo giurerà entro venerdì, questo è il primo nodo che dovrà sciogliere. E anche su questo servirà una decisione presa di comune accordo dalla nuova maggioranza.

Fuori Conte, la percentuale di donne: da dove parte la squadra

Una cosa sembra essere certa: Draghi costruirà la squadra di governo sulla base del programma che avrà concordato. Nelle prime ore dell’incarico, si era fatta strada l’idea che il suo governo potesse somigliare a quello di Ciampi del ’93 con un mix di tecnici e politici. Ma dopo l’adesione della Lega, ha cominciato a prendere corpo la possibilità che il governo sia composto da tecnici d’area, senza personalità politiche pure né tanto meno leader di partito. Il modello è diventato quello Dini del ’95. Nel frattempo l’ex premier Giuseppe Conte ha fatto sapere di non voler entrare nella squadra. Mentre da molte parti viene avanzata l’istanza di una robusta presenza femminile.

La durata del governo

La premessa è che nessun governo può avere incorporata a priori una scadenza diversa da quella della legislatura. Ma dai partiti è già emersa l’istanza di un appoggio legato a una durata breve, Il leader della Lega Matteo Salvini ad esempio ha fatto l’esempio del governo Parri, durato circa sei mesi. E in molti partiti è diffusa l’idea che il governo debba avere lo scopo di portare l’Italia fuori dall’emergenza economica e sanitaria e accompagnarlo fino all’elezione del presidente della Repubblica nel 2022. Un’istanza che con ogni probabilità non verrà avanzata durante le consultazioni ma che rimarrà presente sotto forma di convitato di pietra tra Draghi e leader politici.

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