il parterre

Ministri, rappresentanti delle istituzioni e delle imprese all’assemblea di Confindustria

di Andrea Marini


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4' di lettura

Molti ministri, industriali, rappresentanti del mondo produttivo e delle istituzioni hanno partecipato alla Assemblea annuale pubblica di Confindustria, introdotta dalla relazione del presidente Vincenzo Boccia.

I rappresentanti del governo
In prima fila ad ascoltare la relazione del numero uno di Confindustria c’erano molti ministri del governo Gentiloni, in primis quelli titolari di dicasteri economici: i ministri Pier Carlo Padoan (Economia), Carlo Calenda (Sviluppo economico), Marianna Madia (Pubblica amministrazione), Marco Minniti (Interni), Giuliano Poletti (Lavoro), Dario Franceschini (Beni culturali) e Giancarlo Galletti (Ambiente).

Le istituzioni e il mondo delle imprese
A rappresentare le istituzioni la presidente della Camera Laura Boldirini e i vicepresidenti del Senato Maurizio Gasparri e Linda Lanzillotta. In prima fila, poi, presidente de Il Sole 24 Ore, Giorgio Fossa, e il past president di Confindustria Giorgio Squinzi, il presidente di Bnl-Bnp Paribas Luigi Abete, e la presidente di Eni Emma Marcegaglia. Boldrini ha detto di aver trovato «importante» nella relazione di Boccia «la sottolineatura sulla necessità di rafforzare una casa comune in Europa per le aziende».

Marcegaglia e De Benedetti: «Relazione concreta»
«Una relazione molto bella, concreta, molto alta, ha segnato una strada che condivido totalmente», ha detto Emma Marcegaglia, commentando la relazione di Boccia. Poi ha aggiunto: «Mi è piaciuta molto la presa di responsabilità delle imprese». Carlo De Benedetti ha evidenziato: «Credo che sia stata una relazione concreta, piena di numeri ed evidenzia che l’Italia è l’ultimo Paese europeo che non è ancora riuscito a recuperare i livelli di reddito di dieci anni fa. Ora bisogna passare ai fatti, basta con le parole».

Caltagirone: «Ha rimesso al centro l’impresa»
«Ha rimesso al centro l'impresa: lo sviluppo economico non è tutto ma senza lo sviluppo economico il resto non arriva. Mi è sembrata molto lucida e molto centrata», è stato il commento di Francesco Gaetano Caltagirone.

Mazzoncini (Ferrovie): «Lavoro problema principale»
«Il tema dell'occupazione si riconferma come da ormai molte assemblee generali il problema principale non ancora risolto, dobbiamo lavorare tutti su quella prospettiva», ha detto l’amministratore delegato di Ferrovie, Renato Mazzoncini, commentando la relazione del presidente di Confindustria: «Ci sono dati positivi» come quando Boccia «parla dell’export e dell’attività delle nostre aziende all'estero, quello forse è il segnale più importante».

Recchi (Telecom) e Starace (Enel): il problema dell’energia
Nella relazione del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, si denuncia il problema di competitività delle aziende italiane per l'alto costo dell’energia, ha sottolineato Giuseppe Recchi, presidente di Telecom spiegando: «Società che si occupano di energia investono in settori diversi dal loro quando il Paese soffre di problemi di competitività per l'alto costo dell'energia. Mi chiedo che senso abbia». Per l’ad di Enel Francesco Starace «il costo dell’energia per gli energivori italiani non è una cosa nuova, ha una sua natura strutturale che viene da molto lontano. E quello che stanno facendo in Confindustria è positivo per portare queste aziende allo stesso livello di competitività delle altre a livello europeo».

Jannotti Pecci (Confindustria Campania): «Relazione condivisibile»
«La relazione del Presidente Boccia è pienamente condivisibile», ha dichiarato il Presidente di Confindustria Campania, Costanzo Jannotti Pecci: «I contenuti della relazione si distinguono per concretezza, incisività, analisi e propositività. Una relazione equilibrata e senza voli pindarici che può rappresentare per il Governo e per le Forze Politiche un riferimento adeguato per un confronto realmente finalizzato a rilanciare l'economia del Paese»

Patuelli (Abi): «Impegno comune per una più cospicua ripresa»
Tra Confindustria e Abi «c’è un impegno comune per una più cospicua ripresa», ha osservato Antonio Patuelli, presidente dell’associazione delle banche italiane (Abi), commentando il passaggio della relazione del presidente di Confindustria Vincenzo Boccia dedicato ai rapporti con il sistema italiano. «Con Confindustria c’è un indirizzo strategico comune: noi siamo per una politica dei fattori produttivi e non per i vecchi corporativismi».

Messina (Intesa Sanpaolo): «Matusalem Bond può essere una soluzione»
Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo, ha commentato così la proposta del presidente Boccia sui Matusalem Bond: «Può essere una soluzione per la diminuzione del debito pubblico, ma serve lavorare sulle proprietà dello Stato, ad esempio sui quattrocento miliardi di immobili pubblici. Nel bilancio pubblico ci sono tantissimi attivi su cui è indispensabile lavorare».

Il sottosegretario Ferri: «Relazione positiva»
«Ho trovato estremamente positiva la relazione del Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, e ritengo una sfida utile per l’Italia l’idea di rilanciare un patto di scopo per la crescita economica, con l’obiettivo di uscire dalle criticità italiane con la collaborazione attiva di tutti i soggetti socio istituzionali: imprenditori, lavoratori, sindacati, politica, banche e istituzioni finanziare», ha affermato il Sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, a margine dell'Assemblea di Confindustria.

I rappresentanti dei lavoratori
«Abbiamo sempre detto e continuiamo a pensare che la soluzione non siano incentivi a pioggia, ma che sia necessario fare scelte mirate», ha detto la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta la proposta del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, sull'azzeramento del cuneo fiscale per 3 anni sulle assunzioni dei giovani. Sullo scambio salario-produttività, aggiunge a margine dell'assemblea annuale, si continuano »a ripetere sempre le stesse ricette». Il segretario generale della Cisl Annamaria Furlan ha condiviso «molte cose» con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, ma ha invitato tutti a «fare presto» è a «tradurre i ragionamenti tecnici in un accordo politico». Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, a margine dell'assemblea degli industriali, ha sottolineato: «Si è annunciata la ripresa della coesione sociale, non possiamo che essere d’accordo. Bisogna recuperare questa strada per dare innanzitutto risposte ai giovani»

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