DOPO IL FACCIA A FACCIA SALVINI-DI MAIO

Ministro Affari europei, Lega e M5S convergono sul sottosegretario agli Esteri Picchi

di Andrea Carli


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Il Sottosegretario del ministero degli Affari esteri Guglielmo Picchi (imagoeconomica)

3' di lettura

Già prima delle elezioni Europee il leader della Lega Matteo Salvini aveva ben presente il problema. Poi, dopo l’ultima tornata elettorale che ha registrato il boom del Carroccio e una battuta d’arresto per i Cinque Stelle, e ancora di più dopo l’atteso faccia a faccia di ieri con Luigi Di Maio, il ministro dell’Interno è pronto ad accelerare per riempire un tassello mancante da tre mesi: quello del ministro per gli Affari europei.

Un ministro per le politiche Ue, ha spiegato il segretario federale del Carroccio nelle ultime ore, «sarebbe importante: non mi interessa di che colore, ma mentre sta nascendo la nuova Europa, la nuova Commissione, il nuovo Parlamento e la nuova Bce, avere scoperto il ministro delle Politiche comunitarie, perché il professor Savona e andato alla Consob, non mi sembra utile. Quindi - ha aggiunto Salvini - chiederò al Presidente del Consiglio che venga nominato il prima possibile».

Salvini non ha fatto nomi ma secondo fonti del Carroccio, la scelta del “Capitano”, come lo chiamano nel partito, dovrebbe ricadere su Guglielmo Picchi, attuale Sottosegretario del ministero degli Affari esteri. Il dossier potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri di martedì 11 giugno. Allo stato attuale su Picchi si registra una convergenza delle due forze politiche di maggioranza. Un altro nome che viene fatto è quello di Alberto Bagnai, attuale presidente della commissione Finanze del Senato, economista no euro. Se la scelta dovesse alla fine cadere su di lui, la mossa verrebbe interpretata da Bruxelles come una provocazione, soprattutto se letta nel contesto di una procedura per debito eccessivo nei confronti dell’Italia. Fino ad oggi il rapporto con le istituzioni Ue è stato seguito in particolare dal ministro degli Affari esteri Moavero Milanesi.

In uno scenario che contempla tra le ipotesi l’apertura di una procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo causato dalla violazione della regola del debito contro l’Italia, e di una trattativa con Bruxelles in vista della stesura della prossima legge di Bilancio che si preannuncia in salita, una figura che segua “a tempo pieno” i rapporti con la Commissione Ue agli occhi del vicepremier appare dunque necessaria.

Allo stato attuale, dopo l’addio di Paolo Savona che ha assunto la presidenza della Consob, le funzioni delegate al ministro per gli Affari europei all’atto della nomina sono tornate in carico al capo del governo giallo verde, Giuseppe Conte. Ora la linea di Salvini è quella di nominare un ministro. Una linea che, stando alle parole di Di Maio in un intervenuto oggi a Radio24, vede d’accordo anche il capo politico del Movimento. Nell’incontro che ha avuto con Salvini, ha spiegato, «non c’è stata alcuna discussione su ruoli e rimpasti». Allo stesso tempo, il pentastellato ha sottolineato che bisogna «nominare assolutamente» il ministro delle politiche Ue. «Credo - ha concluso - che nelle prossime settimane individueremo sia il ministro sia i sottosegretari da rimpiazzare».

Sempre con riferimento ai rapporti con Bruxelles, il governo giallo verde dovrà convergere su un nome da proporre e sostenere per una poltrona nella Commissione Ue che nascerà nei prissimi mesi. In occasione del vertice tra Salvini e Di Maio che si è tenuto nelle scorse ore, il vicepremier pentastellato avrebbe dato il via libera alla candidatura di Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

I tempi per entrare in partita sono stretti: il primo appuntamento clou sarà il Consiglio europeo di Bruxelles del 20-21 giugno. Nella riunione i capi di Stato o di governo degli Stati dell’Unione europea faranno una prima valutazione dell’esito delle europee. Discuteranno soprattutto chi sarà il nuovo presidente della Commissione Ue, il nuovo numero uno dello stesso Consiglio europeo, il nuovo presidente della Banca centrale europea e chi sarà il nuovo Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (oggi è l’italiana Federica Mogherini, del Pd), vale a dire il ministro degli Esteri della Ue.

L’unico elemento che allo stato attuale remerebbe contro l’ipotesi di una candidatura di Giorgetti sarebbe la necessità di trovare un suo sostituto a Palazzo Chigi. Quello del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio è infatti un ruolo strategico. Tra le altre ipotesi, quella di mandare a Bruxelles il ministro dell’Economia Tria. In questo scenario, si libererebbe una sedia a via XX Settembre, che i Cinque Stelle potrebbero lasciare alla Lega. Una poltrona che, in vista della trattativa con Bruxelles per la nuova legge di Bilancio, potrebbe scottare.

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