L’indagine

Minori, Telefono Azzurro: 68% dei ragazzi fornisce dati online e subisce insulti

Ricerca presentata nel convegno “Cittadinanza digitale: più consapevoli, più sicuri, più liberi”. Il Covid ha aumentato il tempo trascorso online e i pericoli conseguenti

di Redazione Scuola

(ra2 studio - Fotolia)

2' di lettura

Il 68% dei ragazzi ha fornito nome e cognome sui social e, di questi, il 79% altri tipi di informazioni come età, indirizzo mail, scuola frequentata. A quasi metà di loro è capitato di essere preso in giro da qualcuno negli ultimi mesi. Sono alcuni dei dati che emergono da una ricerca di Telefono Azzurro, realizzata in collaborazione con DoxaKids, condotta lo scorso luglio su un campione di 800 giovani tra i 12 e i 18 anni, e presentata il 16 novembre a Roma al convegno “Cittadinanza Digitale: più consapevoli, più sicuri, più liberi”, progetto formativo realizzato da Telefono Azzurro con il supporto di Google.org.

Cifre e percentuali

Il 20% dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni guarda video online per informarsi e studiare e il 4% legge giornali online. Peraltro, la pandemia ha aumentato il tempo trascorso online e i conseguenti pericoli. In particolare, dal primo lockdown a oggi è aumentata la probabilità di incorrere in rischi sul web (il 35% molto d'accordo, il 17% lo è moltissimo), dal momento che viene passato troppo tempo sui social/videogames (il 28% molto d'accordo, il 17% lo è moltissimo).

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Serve un progetto più ampio

«Viviamo immersi nel mondo digitale - ha sottolineato il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo - spesso senza gli strumenti per affrontarlo nel modo migliore possibile. Il digitale è uno strumento di crescita per la vita professionale, sociale e di ogni giorno, ma richiede competenze che devono essere acquisite a scuola e in famiglia. Noi siamo partiti anni fa lavorando sulla sicurezza, ma serve un progetto di elaborazione molto più ampio, conoscere e far conoscere meglio il mondo del gaming, la privacy, l'uso del denaro in rete per vivere nel mondo digitale in modo naturale, ma guardandosi dai rischi. Ieri il ministro Vittorio Colao ha citato il nostro progetto come uno dei migliori sul tema della formazione digitale e questo ci fa davvero piacere».
«Parlare del tema della cittadinanza digitale - ha affermato Barbara Floridia, sottosegretaria all'Istruzione in un videomessaggio - è fondamentale, bisogna approfondire, formare e informare non solo le studentesse ma anche i docenti e la cittadinanza. Essere cittadino oggi è necessariamente legato alla cittadinanza digitale, per questo nell'educazione civica abbiamo inserito un focus sulla cittadinanza digitale. Occorre aiutare ed educare i ragazzi ad abitare in questo spazio digitale. in cui ci sono vari pericoli ma anche grandi opportunità».

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