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Mirafiori 4.0: investimento da 7 milioni per l’Innovation Square Center

di Maria Chiara Voci

L’ex tipografia Mario Gros, in corso Orbassano, cuore del quartiere Mirafiori di Torino, diventerà l’Innovation Square Center di Sigit (Bruna Beniamino )

3' di lettura

Vale un investimento di oltre 7 milioni (di cui 4 per la parte strettamente immobiliare). Sarà un polo di innovazione legato al mondo dell’industria plastica, si chiamerà Innovation Square Center e sorgerà al posto dell’ex tipografia Mario Gros, in corso Orbassano, cuore del quartiere Mirafiori. A realizzarlo sarà Sigit, società specializzata nella componentistica per l’automotive, torinese nelle origini (qui è nata nel 1966 e ha sede a Chivasso), ma controllata dal 2015 dal fondo sovrano dell’Oman (Oman Investment Fund). Per una scommessa pensata e che arriva da lontano.

Un tassello importante per Torino
Torino Sud-Ovest, non un’area casuale. Qui la Fiat ha i suoi stabilimenti più grandi (in parte dismessi e ceduti ormai dal 2005 agli enti locali, per un piano di rilancio complessivo dell'area). Qui si sta muovendo la “reindustrializzazione” in versione 4.0 e nascerà il futuro Technology Manifacturing Center. Mente, tecnologia e competenze al posto di braccia, sudore, macchinari e industria pesante.

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Sulle aree bonificate della fabbrica di automobili si sta scrivendo una nuova storia. Un percorso non senza difficoltà: Tne, la società a maggioranza pubblica che gestisce i 300mila mq di territorio dismessi dalla manifattura automobilistica, ha superato da poco una fase di stallo e i soci (Comune e Regione) hanno appena deciso di mettere a disposizione le risorse per scongiurare il rischio del fallimento e garantire un piano di concordato in continuità, che punta le sue carte sull'innovazione.

Intanto, su Mirafiori – goccia a goccia – atterrano nuove azioni immobiliari. È di ottobre scorso il taglio del nastro di Manta 22, nuovo headquarters della società piemontese di engineering dei veicoli Tecnocad Progetti: oltre 22mila mq per un edificio ad altissima tecnologia, ricavato nell’ex Centro Stile Fiat, che è costato oltre 8 milioni di euro. Sulle ex aree Fiat c’è già (da anni) la Cittadella Politecnica del Design e della Mobilità Sostenibile, progettata da Isolarchitetti. È aperta dal 2011 e tutti i giorni è frequentata da studenti e docenti. Ancora: un lotto di circa 24mila mq di aree ex Tne è dal 2016 di Novacoop: 20,6 milioni scommessi dall'azienda per acquisire lo spazio per un centro di attività di servizi alle imprese e alle persone che nascerà nel 2019 e varrà oltre 100 milioni su uno sviluppo di 62mila mq. Nascerà (o dovrebbe) insieme alla futura piazza Mirafiori, pensata dal Comune come una nuova centralità nella cintura del tessuto urbano.

Digitalizzazione e smartworking
In questo contesto arriva l'investimento di Sigit. La ex fabbrica, progettata negli anni Cinquanta dall'architetto Gualtiero Casalegno, sarà riqualificata con uno sguardo fortemente rivolto alle logiche di smartworking. Il polo diventerà uno spazio aperto alla collaborazione tra le persone, al confronto per aziende e industrie, grazie anche alle opportunità offerte dal digitale.

Le attività di riqualificazione saranno realizzate da Ferplant, player della riqualificazione energetica degli edifici e impianti, che implementerà fonti energetiche rinnovabili e tecnologie. Alcune di queste saranno selezionate anche attraverso una campagna di ricerca fra imprese innovative e start up che lavorano nello smart building. L’edificio sarà uno show room dove sperimentare e collaudare concretamente la fruibilità di queste tecnologie, per verificare sul campo i benefici conseguibili in questa tipologia di interventi. Il termine dei lavori è attesto per il primo trimestre 2019: la sede ospiterà oltre 120 lavoratori e tecnici altamente specializzati.

Concorso innovativo e «giovane»
Il coordinamento delle fasi di progettazione del cantiere sarà affidato ad architetti under 40, che saranno selezionati con un concorso, supportato dall'Unione Industriale di Torino e da Anfia, realizzato con il patrocinio del Comune di Torino e programmato dalla Fondazione per l'architettura di Torino. Le proposte scadono il 27 aprile.

Anche questa è una procedura “innovativa”: analogo a una normarle procedura pubblica, con le stesse garanzie di qualità, ma pensata per una committente privata. Due fasi: una prima aperta, con richieste poco onerose per i professionisti, al termine della quale vengono selezionati quattro raggruppamenti che, rompendo l'anonimato, vengono invitati a dialogare con la committenza. Nella seconda fase, quattro “selezionati” ricevono lo stesso premio: in questa rosa viene individuato il vincitore.

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