talk a favore del contemporaneo

miramART sostiene l’arte contemporanea più periferica

di Maria Adelaide Marchesoni


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Shkrepëtima (Shtëpia e Kulturës e Runikut), Fine Art print on Ultra Smooth Rag paper, 40x50 cm, Edition of 20 + 5AP

3' di lettura

Due artisti, Adrian Paci e Petrit Halilaj, due luoghi di produzione artistica e culturale, Art House di Scutari (Albania) e Casa Museo Jorn di Albissola e il suo curatore Luca Bochicchio, un collezionista, Andrea Fustinoni fondatore dell'Associazione Culturale miramART, e un'opera «Shkrepetima». Questi sono i protagonisti di un incontro a sfondo benefico, che si svolge sabato 13 aprile alle ore 18 al Grand Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure, moderato da Paola Nicolin, storica dell'arte contemporanea e direttore di The Classroom, Milano.

«L'iniziativa – spiega Andrea Fustinoni fondatore di miramART – fa parte di un programma dedicato all'arte contemporanea, che attraverso talk, sostegno a progetti o iniziative espositive mette in evidenza soprattutto situazioni più periferiche, proprio come faremo con questo evento: Adrian Paci, fondatore di Art House (Scutari) in conversazione con Luca Bochicchio, direttore artistico di Casa Museo Jorn (Albissola), per un confronto tra le due diverse esperienze».

«Per miramART è anche l'occasione – prosegue Fustinoni - per sostenere entrambe le Case, per Art House promuoveremo la vendita di un'edizione di Petrit Halilaj il cui ricavato ne sosterrà i progetti culturali e per Casa Museo Jorn, sponsorizzeremo catalogo e ufficio stampa per la mostra di Salvatore Arancio, che si terrà il prossimo luglio».

L'incontro segna una fine, quella dell'attività di miramART che dopo sei anni conclude la sua operatività, ma anche un inizio quello di aprire a nuovi percorsi progettuali sul contemporaneo. Becky Besley, Claudio Gobbi, Karen Gubran, Nicola Martini, Luca Piola, Uriel Orlow e Tomas Saraceno. Inoltre, tra i progetti futuri, lavori site specific (il primo sarà dell'artista David Horvitz) e residenze d'artista> conclude il collezionista.

Nel corso dell'incontro sarà messa in vendita un'edizione di un'opera di Petrit Halilaj (Kostërrc, 1986) dal titolo «Shkrepëtima (Shtëpia e Kulturës e Runikut)*». un ingrandimento di uno sketch dell'artista mentre lavorava a Shkerpetima – ci spiega Clarissa Tempestini di ChertLüdde, la galleria di Berlino con la quale l'artista lavora – ed è la riproduzione da un foglio, (per questo è visibile un effetto “sporco” della pagina) e la stampa è stata realizzata a supporto del programma culturale Art House, in edizione di 20 e ha il costo di 1.300 euro>. Fondazione Merz (dal 29 ottobre 2018 al 3 febbraio 2019 curata da Leonardo Bigazzi), ma è la fotografia della ex casa della cultura di Runik, che l'artista ha ripulito e ha trasformato nel palcoscenico dello spettacolo / performance. La performance e gli oggetti scenici sono poi stati rielaborati in occasione della mostra alla Fondazione Merz> conclude la gallerista.

    Petrit Halilaj (le sue opere da ChertLüdde partono da 3.500 euro fino a 50.000 euro) vive e lavora tra Berlino, Mantova e Pristina. Cresciuto in un villaggio rurale del Kosovo durante la guerra serbo-kosovara, Petrit fuggì con la sua famiglia dopo che la sua casa fu rasa al suolo. Nelle sue installazioni e sculture, Halilaj esplora questa storia personale e costruisce dimore e rifugi che simboleggiano lo spazio personale che è stato preso dalla sua giovinezza. Tra le mostre personali: Hammer Museum, Los Angeles, Paul Klee Zentrum, Berna (2018), New Museum, New York (2017) HangarBicocca, Milano (2016); Kölnischer Kunstverein, Colonia (2015) per citarne alcune. È stato il vincitore per il settore arte della seconda edizione del Mario Merz Prize, il premio biennale internazionale per l'arte e la musica promosso dalla Fondazione Merz, ha partecipato alla sesta Biennale di Berlino (2010). Nel 2013, Halilaj ha rappresentato la Repubblica del Kosovo nel primo padiglione nazionale del paese alla 55a Biennale di Venezia e alla 57a Biennale di Venezia ha ricevuto una menzione speciale dalla giuria.

    * Nella lingua albanese il termine “Shkrepëtima” significa “flash” e, per estensione, indica un pensiero improvviso e intenso che funziona come attivatore di coscienze. Il termine ricorda anche il retaggio storico dell'omonima rivista culturale multietnica pubblicata a Runik tra gli anni '70 e '80 dagli insegnanti della scuola, che erano direttamente coinvolti nella programmazione culturale locale.

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