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Mirnagreen punta agli Stati Uniti

di G.Rus.

2' di lettura

A guidarla, in veste di presidente, c’è un biologo milanese, Roberto Viola, che ha scelto di operare in Trentino, a Rovereto, attratto dalla vitalità di un ecosistema tradizionalmente molto sensibile all’innovazione. La specialità di Mirnagreen è la nutraceutica, il suo vanto quello di aver scoperto, prima al mondo, il modo di produrre e utilizzare estratti a base di microRna (piccole molecole endogene di Rna) di frutta e ortaggi per contrastare l’insorgere delle infiammazioni alla base di malattie come il diabete e il cancro. Non è un caso, quindi, che la startup sia stata selezionata, unica italiana, fra le sette migliori imprese innovative del wellbeing (salute e benessere della persona) per partecipare al contest Hello Tomorrow Challenge, sostenuto fra gli altri da aziende come Bnp Paribas e Airbus.

Mirnagreen nasce ufficialmente a fine 2015 come primo spin-off istituzionale della Fondazione Edmund Mach. Al fianco di Viola, per la fondazione della startup, si è attivato l’acceleratore di imprese trentino Industrio Ventures, il cui ideatore, Jari Ognibeni, è anche a.d. della nuova società. L’ambito di intervento di Mirnagreen è quello B2B, e in questa chiave vanno letti gli accordi preliminari di fornitura raggiunti con alcune importanti aziende del settore nutraceutico a livello nazionale.

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«A livello globale – ha spiegato Viola al Sole 24 Ore - il settore della nutrizione, che comprende la nutraceutica, gli alimenti funzionali, dietetici, bio e altri ancora, sta vivendo una fase molto positiva, di boom si potrebbe dire. Parliamo nel complesso di oltre 350 miliardi di dollari, con un tasso di crescita intorno al 6-7% l’anno a livello mondiale. Il solo settore della nutraceutica, in Italia, vale invece due miliardi di euro, vive una forte accelerazione ed è il più grande mercato in Europa. I segnali sono davvero incoraggianti, anche per l’ecosistema italiano delle startup dell’health».

Sul fronte finanziario, la policy societaria è quella di non divulgare i propri dati. Sono comunque in corso, come conferma Viola, trattative con possibili investitori, anche su scala internazionale. L’azienda è partita con un investimento, fra capitale seed e servizi, di 50mila euro sottoscritto da Industrio Ventures e con un prestito bancario di 200mila euro.

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