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Mismatch tra domanda e offerta, per le imprese reperire profili è una sfida

di Raoul de Forcade

3' di lettura

Forte aumento delle dimissioni e crescente difficoltà, da parte delle aziende, nel trovare e selezionare candidati per le posizioni aperte, al punto che, nel primo semestre 2022, solo il 68% delle assunzioni programmate si sono concretizzate.
Sono i punti focali su cui si è concentrato report Il mercato del lavoro dopo la pandemia, stilato dall’ufficio studi di Confindustria Genova. Il documento, che analizza la situazione creata con la ripresa post pandemica, individua i punti critici che, in Liguria, segnano il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, ed è stato messo a punto interrogando anche un campione di imprese associate su entrambi i temi.

Difficile reperire personale
Come ha spiegato anche il presidente di Confindustria Genova, Umberto Risso, per il primo argomento, cioè le grandi dimissioni, lo studio non ha riscontrato «evidenze del fatto che il ritorno delle dimissioni ai livelli prepandemici sia connesso» alla «crescente difficoltà delle aziende nel reperire personale».
Tuttavia, si legge nel report, «dai dati Istat su posti vacanti e disoccupazione emerge una inefficienza del mercato del lavoro che sta divenendo sempre più strutturale. Ciò implica un sempre più difficoltoso “dialogo” tra domanda e offerta, tra esigenze e richieste delle imprese e quelle dei candidati».

Domanda e offerta
Lo studio evidenzia, ancora, che è «in corso una riconfigurazione della domanda e offerta di lavoro, sia a causa di modificazioni strutturali che la pandemia ha accelerato (digitalizzazione, ricerca di competenze specialistiche per le quali non ci sono adeguati percorsi formativi, diffusione del lavoro da remoto e così via), sia per le criticità di fondo del mercato del lavoro italiano (calo demografico, ampio numero di giovani competenti che emigrano, domanda di lavoro spesso concentrata su settori a basso valore aggiunto, basse retribuzioni e alto costo del lavoro)».
Riguardo al mismatch sul territorio ligure, viene alla ribalta il fatto che, i risultati della rilevazione Excelsior di Unioncamere-Anpal mostrano come, a giugno 2022, il 40,7% dei profili previsti in entrata in Liguria dalle aziende sia giudicato di difficile reperimento (contro il 39,2%, a livello nazionale).

Le assunzioni programmate
Non solo. Una specifica survey tra le aziende associate a Confindustria Genova ha confermato le difficoltà di reperimento delle professioni per quanto riguarda i settori industriali e manifatturieri. In media, come si è accennato sopra, «solo il 68% delle assunzioni programmate nel primo semestre 2022 si sono effettivamente concretizzate e le difficoltà di reperimento hanno riguardato il 60% delle figure ricercate».
Alle aziende che si sono trovate a gestire l’indisponibilità o il rifiuto dei candidati all’offerta presentata è stato chiesto di indicare, a loro giudizio, le motivazioni che hanno determinato il mancato incontro tra domanda e offerta di lavoro. Le aziende del campione hanno individuato le motivazioni che hanno indotto i candidati a non presentarsi, o a rifiutare l'offerta, «nella retribuzione giudicata inadeguata dal candidato (17% del campione), nello scarso interesse per la mansione proposta (15,6%) e nell’indisponibilità ad orari, giorni, turni proposti (13,5%)».

Il mismatch
A livello locale, quindi, sottolinea il report, si evidenzia «un mismatch che riguarda non solo figure professionali ad elevata specializzazione (ad esempio ingegneri, chimici, architetti), ma anche altri profili specializzati (come operai, conducenti di particolari veicoli, cuochi) e quelli non qualificati (quali i lavoratori dell'edilizia)».
Per ciascuna di questa situazione di disallineamento tra domanda e offerta di lavoro, lo studio rimanda al «mix di concause» individuato dalla survey.
In ogni caso, il rischio paventato da Confindustria Genova è che «la mancanza di “dialogo” tra domanda e offerta di lavoro perduri e che, anzi, grandi cambiamenti, come la transizione verde e digitale, rendano ancora più marcata questa inefficienza».

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