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L’incrociatore Moskva è affondato: una perdita pesante per la Russia

Con la perdita dell’incrociatore alla Russia rimangono 56 missili da crociera nel Mar Nero. A bordo del Moskva c’erano 16 missili su un totale di 72

Aggiornato alle 7.34 del 15 aprile

Ucraina, Kiev: "Affondata nel mar Nero l'ammiraglia di Putin"

3' di lettura

L’incrociatore Moskva, nave ammiraglia delle forze russe nel Mar Nero, è affondato mentre veniva rimorchiato verso la Crimea in acque agitate nel pieno di una tempesta. Lo ha confermato in serata il ministero della Difesa russo. Che siano stati i missili ucraini a colpirlo – come sostiene Kiev – o un incendio scoppiato a bordo per cause incerte – come invece afferma Mosca –, il risultato non cambia di molto: la Russia ha perso un pezzo importante del suo potenziale offensivo contro l’Ucraina. La nave è infatti un lanciamissili ed era in grado di colpire numerosi obiettivi dal mare.

Le versioni opposte

Sulla sorte definitiva del Moskva per tutta la giornata non c’era stata unanimità e le versioni erano opposte: per il ministero della Difesa russo era ancora a galla e sarebbe stato «rimorchiato in un porto». Per il Comando operativo meridionale ucraino, invece, l’incrociatore si era capovolto e stava affondando dopo essere stato colpito da un missile Neptune. L’intero equipaggio secondo quanto affermato dal governo russo è stato evacuato già nel corso della notte tra mercoledì e giovedì, ma i tentativi di altre navi russe di arrivare in soccorso non sarebbero andati a buon fine a causa delle condizioni del mare e di un’esplosione a bordo, probabilmente di munizioni.

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Va detto che anche per gli esperti del Pentagono entrambe le versioni sono plausibili: «È possibile che l’incrociatore russo sia stato colpito da un missile, ma può anche essere che sia scoppiato un incendio a bordo a causa di un problema interno» ha detto infatti il portavoce John Kirby alla Cnn.

«Siamo stati in contatto con gli ucraini tutta la notte - ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan - Ci hanno detto di aver colpito la nave con dei missili», ha aggiunto precisando tuttavia che gli Stati Uniti in questo momento non «possono verificare in modo indipendente se sia stato effettivamente così. Certo che è comunque nel modo in cui si è svolto, è un duro colpo per la Russia», ha sottolineato. Sullivan ha fatto notare che Mosca è stata costretta a scegliere tra due storie. «Una storia è che si è trattato solo di incompetenza. L’altra, che sono stati attaccati. E nessuna delle due è un risultato particolarmente positivo per loro», ha spiegato.

L’impatto sul potenziale offensivo russo

In ogni caso, il bilancio per Mosca questa volta si fa sentire. Con la perdita dell’incrociatore Moskva alla Russia rimangono 56 missili da crociera nel Mar Nero distribuiti su cinque navi e quattro sottomarini: è la stima di Andrei Klimenko, esperto dell’Istituto di studi strategici sul Mar Nero. A bordo del Moskva c’erano infatti 16 missili da crociera su un totale di 72 (oltre un quinto del potenziale). Attualmente le fregate Admiral Essen e Admiral Makarov, e le corvette Vyshny Volochyok, Ingushetia e Grayvoron trasportano otto missili ciascuna per un totale di 40 ordigni. Ci sono poi i sottomarini Rostov-on-Don, Stary Oskol, Veliky Novgorod e Kolpino con quattro ciascuno per altri 16 missili. Secondo Klimenko, inoltre, il Moskva (ammesso che non affondi), resterà fuori combattimento per almeno un anno.

Oltre ai missili, però, c’è di più. La nave ammiraglia svolgeva anche un ruolo di “protezione” e copertura nei confronti delle altre navi da guerra russe: le forze ucraine ne avrebbero già colpite quattro e ora le navi russe potrebbero essere maggiormente esposte agli attacchi di Kiev.

Una nave di epoca sovietica

L’incrociatore Moskva di classe Slava è entrata in servizio nel 1983 e poi di nuovo nel 2000. È l’ammiraglia della Flotta del Mar Nero della Marina russa, dopo esserlo stato di quella sovietica, anche se le sue condizioni, sono lontane dall’essere ottimali. È stata più volte in cantiere, a partire dal 1998, ma solo per ritocchi - come peraltro è avvenuto per diversi altri sistemi sovietici ancora in dotazione alle forze russe- manutenzione ordinaria ed estensione della vita operativa, ma non per l’ammodernamento che sarebbe stato necessario e che invece è sempre stato cancellato.

Quella del Moskva viene considerata come la maggior perdita in mare dai tempi della Guerra delle Falklands. L’incrociatore è lungo 611 piedi (186 metri) e si chiama Moskva dal 1995. Ha in dotazione missili anti nave e anti aereo oltre che siluri. Nel 2008, era stato mobilitato durante la guerra in Georgia ed era stato colpito da un missile durante la breve battaglia navale del 10 agosto che si concluse con l’annientamento della flotta georgiana da parte dei russi.

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